domenica 27 gennaio 2008

La campane

Le campane vogliono ricordarci che Dio solo è buono, che noi gli apparteniamo e che non viviamo per questo mondo.
Irrompono nel mezzo delle nostre occupazioni per ricordarci che tutte le cose passano e che le nostre ansietà non hanno importanza.
Ci parlano della nostra libertà, che le responsabilità e le cure transeunti ci fanno dimenticare.
Sono la voce della nostra alleanza con il Dio del Cielo.
Ci dicono che noi siamo il suo vero tempio. Ci invitano alla pace con Lui e con noi stessi.
Al termine della benedizione della campana di una chiesa si legge il Vangelo di Marta e Maria per ricordarci tutto questo.
Le campane dicono: gli affari non hanno importanza. Riposa in Dio ed esulta, perchè questo mondo è soltanto figura e promessa di un mondo avvenire, e soltanto chi è distaccato dalle cose transeunti può possedere la sostanza di una eterna promessa.
Le campane dicono: abbiamo parlato per secoli dalle torri delle grandi chiese. Abbiamo parlato ai santi, ai vostri padri, nelle loro terre. Li abbiamo chiamati alla santità così come ora chiamiamo voi. Qual è la parola con cui li abbiamo chiamati?
Non abbiamo detto semplicemente: “Sii buono; vieni alla chiesa.” E neppure soltanto:”Osserva i comandamenti”, ma soprattutto:”Cristo è risorto! Cristo è risorto” E abbiamo detto:”Vieni con noi, Dio è buono; salvarsi non è difficile, il suo amore lo ha reso facile.” E questo nostro messaggio è stato sempre rivolto a tutti, a chi è venuto e a chi non è venuto, perchè il nostro canto è perfetto come è perfetto il Padre che è nei cieli e noi riversiamo la nostra carità su tutti.

giovedì 24 gennaio 2008

Un nuovo giorno, nuovo in tutti i sensi.

Sto attraversando un periodo un po' duro sul lavoro, le prospettive non sono delle migliori. Non c'è pericolo di perderlo, solo che è in atto una ristrutturazione che promette bene per i pochi potenti, ma per noi comuni mortali, mentre sulla carta ci potrebbero essere delle buone opportunità anche di carriera, nella realtà sarà solo un incremento di lavoro. La carriera, se ci sarà, sarà solo per pochi "eletti".
Siccome già adesso mi sobbarco il lavoro che prima facevano altre 3 persone, però quando vedevo una stupidaggine non tacevo (e non ho intenzione di farlo nel futuro), so già che non sarò tra i quei pochi.
Questa mattina mentre venivo al lavoro, guardavo il cielo. Si vedeva la luna piena, le stelle, e intanto ad est c'era un colore oro che annunciava il sole che di li a poco sarebbe spuntato. C'era un leggero borino e l'aria era frizzante. Insomma: una giornata stupenda.
Mi godevo il tutto, e ad un tratto mi è venuto in mente: "Quando tutto sembra andare al contrario, quando la più dritta va a S, allora è proprio il momento di confidare solo nel Signore. Poni il Lui ogni pena e limitati ad essere certo del Suo amore".
E come per incanto una dolce pace mi è scesa nel cuore. Non sono mai stato un carrierista, ho sempre disprezzato quelli che si "prostituiscono" per un avanzamento. E allora perché star male? La mia pace e la mia sicurezza non sono nel lavoro né nella carriera.
Pace e benedizione

martedì 22 gennaio 2008

Sulla crisi di governo e voto di fiducia

In genere non mi piace parlare di politica, però questa sera sentivo un'intervista al governatore della regione Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Illy. Ad una domanda sull'attuale crisi di governo e sul prossimo voto di fiducia in parlamento, ha risposto dicendo che siccome siamo prima della metà della legislatura, e il diritto al vitalizio per gli eletti scatta solo dopo metà legislatura + un giorno, lui pensa che anche questa volta, con voto da parte di partiti di governo e con assenze strategiche da parte dell'opposizione, il governo non cadrà e quindi non ci saranno elezioni anticipate.
Sarà anche cinico, ma penso che abbia ragione. Putroppo è questa la classe politica che abbiamo votato, ma d'altra parte i politici sono lo specchio degli italiani.

Pace e benedizione

A proposito di Harry Potter

In un mondo in cui la notizia o il fatto della mattina al pomeriggio è già vecchia, dimenticata e non se ne parla più, a me a volte invece piace tornarci su. A volte il tempo e il fatto che le acque si siano calmate permette di parlare dopo aver un po' meditato, e soprattutto di farlo in maniera più pacata.

Ho iniziato a leggere i libri di Harry Potter quando uscì il secondo. Comprai il primo e subito dopo il secondo. Mi piacquero e così via via ho acquistato gli altri. Li ho letti e riletti tutti con grande piacere. Certo alcuni mi sono piaciuti di più, però nel complesso il mio giudizio è positivo.

Ma veniamo al punto. Non ho mai capito né condiviso le 'critiche' alla serie.
Si dice che il fatto che si parli di magia è negativo. Ma allora anche tutte, o almeno il 99%, delle favole con cui innumerevoli generazioni sono cresciute parlano di magia, e nessuno ci ha trovato mai niente di male.
Si dice che non viene mai presa in considerazione la religione, che Dio sia assente. Mi domando in quale dei tanti libri o delle tante fiabe questo accada.

Io invece trovo molto positivi alcuni messaggi che sono presenti nei libri.
- L'importanza dell'amicizia. H.P. non è un eroe che fa tutto da solo, ma riesce a giungere alla fine solo perché ha degli amici, e proprio di questi amici si fida e ne cerca l'aiuto.
- La presenza di "debolezze". Il protagonista, ma anche i personaggi di contorno non sono delle persone perfette. Hanno pregi ma anche difetti, e a volte se ne rendono conto, ma si accettano per quello che sono, sia nei riguardi di sé stessi che nei riguardi degli altri.
- L'importanza della decisione personale. Anche se "segnato" dal passato, che non è solo la famosa cicatrice, non è predestinato. Fa le sue scelte e solo queste determinano il proseguire della storia. Inoltre si rende conto che le sue scelte hanno delle conseguenze, ed è disposto a pagarne lo scotto.
- Il male è dentro di noi, come anche il bene. Solo se decidiamo di seguire il bene dentro di noi e quindi di combattere il male che è dentro di noi, possiamo sperare di vincere.
- Il male, per quanto grande, non sarà mai potente come l'amore. Ma l'amore che vince il male è l'amore che dona tutto di sé. Come la madre di H.P. riesce a preservare il figlio morendo per lui, così H.P. riuscirà a sconfiggere Voldemort quando accetterà di morire senza difendersi, e solo per proteggere gli altri.
- Anche Voldemort, il cattivo più cattivo, alla fine viene sconfitto quando scopre il rimorso. Cioè anche nella persona peggiore, c'è sempre un barlume, una fiammella, magari solo una scintilla, di bene.

Certamente è solo un libro, e come tale può anche essere usato male. Ma se questo è un pericolo allora bisognerebbe sconsigliare la lettura di tutti i libri. Non dimentichiamo che anche la Bibbia è stata tante volte usata male. Ma non per questo penso che andrebbe sconsigliata, anzi!!!

Pace e benedizione

lunedì 21 gennaio 2008

Sono stufo !!!

È ormai più di una settimana che qui non c'è altro che nebbia. E a volte l'umidità è così alta che sembra che piova.
Mettendo un po' di ordine nel pc di casa ho trovato questa foto fatta la sera dell'ultimo Natale.



Vorrei un po' di sole, un tramonto come questo!!

mercoledì 16 gennaio 2008

AVVISO

A questo indirizzo potete trovare la quarta scheda della catechesi sulla Seconda Lettera a Timoteo. Il titolo è "La sofferenza per Cristo".

sabato 12 gennaio 2008

La Madonna del Latte - Gionzana (NO)


Abito a Ts "solo"dal 1973. Prima abitavo a Novara, dove ho trascorso l'infanzia e la giovinezza.
Terra di risaie, piatta, e in cui, in tempi in cui non c'erano gli scooter e le macchine erano rare (si giocava a pallone in strada), tutti i giovani andavano in bicicletta. Con gli amici la domenica, e d'estate anche gli altri giorni, si organizzavano sempre grandi giri.
Una delle mete delle giornate o primaverili o autunnali, era il paesino di Gionzana, non molto distante.
La meta della nostra gita era una piccola "isola" in mezzo alle risaie: la chiesetta della Madonna del latte.
Già allora era un luogo 'magico', e mi affascinava in particolar modo l'affresco che dava il nome alla chiesa.
L'altra sera, vagando senza una meta precisa per il web, ho trovato quell'affreso.
Mi ha commosso come allora. Forse, dato il passare del tempo, ancor di più.
Volevo condividerlo. Questo è il sito da cui ho 'prelevato' la foto.

Pace e benedizione

Un sorriso per una vita che sorrida

Con questo post aderisco alla campagna "UN SORRISO LUNGO UN ANNO".

Per saperne di più si può andare su questo sito

Perché un sorriso non costa niente, ma fa ricco sia chi lo fa che chi lo riceve;
illumina e scalda più del sole;
rende bello qualsiasi viso;
...
...

Pace e benedizione

mercoledì 9 gennaio 2008

A proposito di immondizie

Per l'ultimo dell'anno mia moglie ed io siamo andati a Roma. E qui abbiamo fatto una scoperta: evidentemente il problema delle immondizie non è solo di oggi, ma c'era già nel 1752. Lo attesta questa foto:

(foto tratta da: http://picasaweb.google.com/ilvolodegliuccelli/ROMA03)
Solo che allora erano previste, oltre alla multa, anche pene corporali.
Che sia una soluzione attuabile anche oggi?
;-)
Pace e benedizione

martedì 8 gennaio 2008

La Chiesa che amo

Dopo aver detto della Chiesa che vorrei, penso però che sia anche il caso di dire della Chiesa che amo.

Amo la Chiesa che accoglie la Caritas (solo per fare un esempio tra tantissimi), ma anche l’Opus Dei (solo per fare un altro esempio);
amo la Chiesa che ha centinaia di migliaia di preti che dedicano ogni loro istante e ogni loro forza agli altri, senza sbandierarlo ai quattro venti, ma nel silenzio e tante volte anche nella solitudine e nell’incomprensione;
amo la Chiesa che non mi da sempre ragione, ma mi spinge ad andare a fondo delle questioni, ricordandomi però che alla fine l’ultima parola spetta alla mia coscienza;
amo la Chiesa che mi rende fisicamente, tangibilmente disponibile Gesù;
amo la Chiesa perché al suo interno ci sono milioni di persone come me, che cercano di imparare ad amare, a donarsi;
amo la Chiesa per quelle vecchine che continuano a venire alle funzioni che presiedo nonostante non imbrocchi MAI una canto alla prima nota (e quasi sempre neanche alla seconda, né alla terza…);
amo la Chiesa per quei bambini che durante la Messa sembra che pensino ad altro, ma se poi gli fai delle domande ti danno delle risposte che ti fanno capire che loro hanno capito molto più di te;
amo la Chiesa per quei giovani che se ne fregano delle mode, ma cercano di vivere al massimo la loro fede;
amo la Chiesa per quei milioni di persone che vivono la loro fede senza vantarsi, nel duro trantran quotidiano, senza mai un riconoscimento (che d'altra parte neanche cercano), nel nascondimento e nel silenzio.

Amo la Chiesa per queste e per tanti altri motivi.
Pace e benedizione

sabato 5 gennaio 2008

La chiesa che vorrei

Un post di un'amica mi ha fatto pensare.

Qual'è la Chiesa che vorrei? come sogno la Chiesa?

Vorrei una Chiesa che non fosse la Chiesa 'con' i poveri o 'per' i poveri, ma che fosse una Chiesa povera;
vorrei una Chiesa che non cercasse la propria forza nei vari poteri del mondo (siano essi politici, economici o mediatici) ma che cercasse la propria forza unicamente nel Vangelo e in Cristo;
vorrei una Chiesa che del passato non prendesse solo le parole e i gesti, ma che prendesse lo spirito che ha animato quelle parole e quei gesti per dirlo con parole e gesti di oggi;
vorrei una Chiesa che di Dio non mi presentasse quasi solo il giudice, ma che mi presentasse il padre che mi ama incondizionatamente;
vorrei una Chiesa che mi ricordasse che i comandamenti sono 10 e che tutti sono ugualmente importanti;
vorrei una Chiesa che più di preoccuparsi di dire chi è dentro o fuori da essa si preoccupasse di accogliere, di allargare le braccia;
vorrei una Chiesa che mettesse al primo posto la persona e non la legge, che se si tratta di scegliere tra la persona e la legge, scegliesse la persona, e lo facesse sempre;

Vorrei questo e tanto altro. Però mentre dico queste cose non posso fare a meno di pensare che anche io sono Chiesa. E non posso pretendere dagli altri quello che io per primo non riesco a fare!
È troppo comodo incolpare gli altri di una mancanza di coerenza, senza rendermi conto che il primo e maggior incoerente sono io.
E allora l'unico modo per avere una Chiesa come la vorrei è quello di essere per primo io come vorrei che fosse la Chiesa. E solo allora potrò, forse, chiedere alla Chiesa di essere migliore.

Ma c'è un'altra cosa che mi gira nel cuore.
Questa è la Chiesa che vorrei io, ma chi mi dice che sia la stessa Chiesa che vorrebbe Gesù? Non c'è nel mio 'giudicare' un mettermi al di sopra degli altri, un ritenermi superiore, un voler in fondo rubare il mestiere a Dio?

Perché io questa Chiesa la amo. Certo ne vedo i difetti, o almeno quelli che io ritengo tali. Mi accorgo che non è perfetta, che anzi ci sono dei difetti che proprio non sopporto. Ma la amo. Se non l'amassi non avrei accettato di legarmi a lei per l'eternità. E forse è proprio questo amore che mi fa sognare che sia migliore. Non so.

Mi ha molto colpito quello che racconta un prete (di quelli che piacerebbero a tanti non credenti) che conosco personalmente, in un libro-intervista. Cita un episodio di anni fa (1972). Racconta che, parlando con un ragazzo tossicodipendente, usò l'espressione "Chiesa prostituta". E lui gli si scagliò contro: "È facile per te eliminare a parole il tuo rapporto difficile con la Chiesa, quel che invece devi fare è lavare ogni giorno il volto della prostituta perché ne esca il viso della sposa" (La strada maestra, Gabriella Ziani intervista Mario Vatta, La biblioteca del Piccolo-Trieste, pag. 175)
Ecco penso che quello che ha detto quel ragazzo sia proprio vero, che non serve a niente brontolare perché la Chiesa non è come la vorremmo. Quello che devo fare è solamente lavarle ogni giorno il viso per fare risplendere la sposa.

Pace e benedizione