sabato 5 gennaio 2008

La chiesa che vorrei

Un post di un'amica mi ha fatto pensare.

Qual'è la Chiesa che vorrei? come sogno la Chiesa?

Vorrei una Chiesa che non fosse la Chiesa 'con' i poveri o 'per' i poveri, ma che fosse una Chiesa povera;
vorrei una Chiesa che non cercasse la propria forza nei vari poteri del mondo (siano essi politici, economici o mediatici) ma che cercasse la propria forza unicamente nel Vangelo e in Cristo;
vorrei una Chiesa che del passato non prendesse solo le parole e i gesti, ma che prendesse lo spirito che ha animato quelle parole e quei gesti per dirlo con parole e gesti di oggi;
vorrei una Chiesa che di Dio non mi presentasse quasi solo il giudice, ma che mi presentasse il padre che mi ama incondizionatamente;
vorrei una Chiesa che mi ricordasse che i comandamenti sono 10 e che tutti sono ugualmente importanti;
vorrei una Chiesa che più di preoccuparsi di dire chi è dentro o fuori da essa si preoccupasse di accogliere, di allargare le braccia;
vorrei una Chiesa che mettesse al primo posto la persona e non la legge, che se si tratta di scegliere tra la persona e la legge, scegliesse la persona, e lo facesse sempre;

Vorrei questo e tanto altro. Però mentre dico queste cose non posso fare a meno di pensare che anche io sono Chiesa. E non posso pretendere dagli altri quello che io per primo non riesco a fare!
È troppo comodo incolpare gli altri di una mancanza di coerenza, senza rendermi conto che il primo e maggior incoerente sono io.
E allora l'unico modo per avere una Chiesa come la vorrei è quello di essere per primo io come vorrei che fosse la Chiesa. E solo allora potrò, forse, chiedere alla Chiesa di essere migliore.

Ma c'è un'altra cosa che mi gira nel cuore.
Questa è la Chiesa che vorrei io, ma chi mi dice che sia la stessa Chiesa che vorrebbe Gesù? Non c'è nel mio 'giudicare' un mettermi al di sopra degli altri, un ritenermi superiore, un voler in fondo rubare il mestiere a Dio?

Perché io questa Chiesa la amo. Certo ne vedo i difetti, o almeno quelli che io ritengo tali. Mi accorgo che non è perfetta, che anzi ci sono dei difetti che proprio non sopporto. Ma la amo. Se non l'amassi non avrei accettato di legarmi a lei per l'eternità. E forse è proprio questo amore che mi fa sognare che sia migliore. Non so.

Mi ha molto colpito quello che racconta un prete (di quelli che piacerebbero a tanti non credenti) che conosco personalmente, in un libro-intervista. Cita un episodio di anni fa (1972). Racconta che, parlando con un ragazzo tossicodipendente, usò l'espressione "Chiesa prostituta". E lui gli si scagliò contro: "È facile per te eliminare a parole il tuo rapporto difficile con la Chiesa, quel che invece devi fare è lavare ogni giorno il volto della prostituta perché ne esca il viso della sposa" (La strada maestra, Gabriella Ziani intervista Mario Vatta, La biblioteca del Piccolo-Trieste, pag. 175)
Ecco penso che quello che ha detto quel ragazzo sia proprio vero, che non serve a niente brontolare perché la Chiesa non è come la vorremmo. Quello che devo fare è solamente lavarle ogni giorno il viso per fare risplendere la sposa.

Pace e benedizione

10 commenti:

  1. A me basterebbe cambiasse quel tanto che mi permettesse di non sentirmi dire dal mio orgoglio, ogni volta che un esponente di questa chiesa fa un affermazione su questo o quello: "Ecco, e tu stai con quelli lì".

    Se non fosse per la fede nella Chiesa, mi sarei già dileguato da questa chiesa, tutta pizzi e merletti, fraseggi pieni di retorica ed ignoranza sostanziale di cosa significhi equilibrio tra cuore ed intelletto.

    In ogni caso non riesco a non volerLe bene.

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  2. È bello scoprire una volta di più che ci sono tante cose che ci accomunano.
    Pace e benedizione
    Julo d.

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  3. Caro Julo, grazie per la citazione. Ho perso la fede a 14 anni dopo l'ultima volta che mi sono confessata e il prete mi ha fatto domande che riguardavano il mio rapporto con un ragazzino con cui stavo allora. Mi è sembrata un'intrusione nel delicato equilibrio che stavo costruendo da adolescente piena di paure e di dubbi.
    Naturalmente non è solo per questo episodio che sono diventata atea. Diciamo che mi ritrovo nelle posizioni di una Margherita Hack! Però devo dire che quando sento parlare Alex Zanotelli, mi sento di sottoscrivere tutto quello che dice.
    Zanotelli si chiede perchè la Chiesa Cattolica si dà tanto da fare per difendere la vita nel grembo di una donna e non altrettanto per difendere la vita dei tanti bambini che vivono in condizioni disumane oppure per difendere il pianeta da chi lo inquina e ne causa la morte?
    Ecco per me non ci dovrebbe essere bisogno della Chiesa (nel senso di gerarchia ecclesiastica). Nel mio mondo ideale l'amore, la giustizia, la solidarietà, l'altruismo dovrebbero essere già insiti negli uomini senza bisogno che qualcuno li predichi.
    Per quanto riguarda Dio, purtroppo per quello che mi hanno inculcato, rappresentava per me un qualcuno a cui rendere conto (e già sono assai vulnerabile ai sensi di colpa) ed invece il mio Dio ideale e colui che accorre in aiuto dei deboli, degli svantaggiati ma qui sulla terra non nell'alto dei cieli! Quando guardo i documentari della serie "C'era una volta" (li ho consigliati in questo post ma chissà chi avrà avuto il coraggio di guardarli) sui bambini oggetto di turismo sessuale, su quelli che vivono nelle discariche, sui poveri costretti a vendere un rene, ecc. mi monta una rabbia e mi dico: "Dio non può esistere, altrimenti non potrebbe permettere mai questo!"
    Scusa lo sfogo. Mi sa che prima o poi ci faccio un altro post.

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  4. Penso che a tutti noi siano capitati episodi simili e quello capitato a te. Per fortuna a me è capitato tardi. Ero già sposato da un bel po', solo che, come accade in tutte le famiglie, un giorno abbiamo litigato. Ho sentito il bisogno di andare a confessarmi, e il prete cercava in tutti i modi di farmi confessare un adulterio che non c'era mai stato, neanche nelle intenzioni! Se non avessi avuto una fede già profonda sarei andato via e non avrei messo piede in chiesa mai più. Solo che alla fine mi diede una penitenza che ancora ricordo: "faccia che ogni volta che torna a casa, per i suoi familiari sia una festa, una gioia". Ancora adesso quando ho la luna storta (e purtroppo mi capita sovente) mi ricordo di quelle parole.
    La Hack la conosco, abita non lontano da casa mia e a volte la incontro per strada quando porta a spasso il cane! Persona simpaticissima, con cui è piacevole chiacchierare, ma non di religione (almeno per me) ;-)
    Zanotelli mi piace molto. Una persona che vive quello che dice. A volte un po' estremista, ma di un estremismo molto evangelico. L'unico estremismo che mi piace.
    IL problema con cui conludi è enorme. Ne sono stati migliaia di libri (e non solo in ambito cristiano, ma anche eraico) e in particolar modo dopo la Shoa. Come parlare di Dio dopo Aushwitz, ma anche dopo tanti telegiornali, dopo tante notizie?
    Forse l'unica cosa giusta la disse un anonimo internato in un lager di fronte al cadavere di un bambino ucciso, che al vicino che gli domandava dove fosse Dio, rispose che Dio era in quel bambino. O un altro internato, anche lui ebreo, che alla domanda su cosa facesse Dio rispose "ha fatto te e me".
    Credere in Dio non è un abdicare dalle proprie responsabilità per darle a Dio. Dio non ci libera dalle nostre responsabilità, anzi! La dura fatica di essere umani, la responsabilità dei nostri fratelli ce l'abbiamo sempre. Ogni giorno Dio ci pone sempre la stessa domanda: "Dov'è Abele, tuo fratello?" e come Caino, anche noi dobbiamo rendere conto di quello che abbiamo fatto ad ogni nostro fratello.
    Pace e benedizione

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  5. Anch'io vorrei tanto una Chiesa migliore.. la migliore possibile!! Purtroppo però è sempre fatta da umani e quindi sempre correttibile ed imperfetta ma Dio, pur sapendolo ci ha scelti lo stesso per come siamo. Qualcosa vorrà dire...
    Alle tue lungimiranti e condivisibili parole io aggiungerei anche una Chiesa che riuscisse a parlare più chiaramente (senza paroloni, giri di parole e astrattismi) e sinceramente a tutti...

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  6. La chiesa che vorrei è quella che ho: non sono mai riuscita a capire perchè, quando vogliamo parlare di chiesa, di come la vorremo, di quel che non ci piace di lei, non ci fermiamo almeno un istante a parlare prima della chiesa che, dono di Dio e dello Spirito abbiamo e abbiamo avuto da 2000 anni. Eppure è la chiesa che ci ha dato una Madre Teresa di Calcuta, che ha raccolto il sangue di una comunità di frati trapisti o di una suora amica di ragazze tossicodipendenti, è la chiesa che ogni giorno apre la bocca di Alex Zanotelli per testimoniare il vangelo che paga di persona e non sposa solo belle teorie,è ancora la chiesa che ha fatto cantare un amore immenso per lei e per i fratelli ad un padre Davide Turoldo e a don Tonino Bello. E la chiesa che si è messa contro la mafia e l'andragheta lasciando sulle porte di chiesa il sangue di qualche prete che le prediche le faceva anche ...ad altri e non solo ai suoi ragazzi. E' la chiesa che ci ha dato un Papa stupendo come Giovanni Paolo II e continua a camminare con noi attraverso il cuore , le mani e i piedi di tanti nostri fratelli missionari che anche in questo momento stanno soffrendo la vita accanto alle centinaia di bambini e di fratelli per fuggire lontano dalle bombe in ogni parte del mondo, è una chiesa che prega in centinaia e centinaia di monasteri, è una chiesa che soffre violenza perseguitata in tantissime nazioni, è una chiesa che vive accanto alla sofferenza dei malati terminali e negli ospedali, nelle case per gli anziani e nei centri disabili dove persone come Jean Vanier hanno dato il calore e la dignità di una famiglia a tante persone che la società considera inutili. Scusate, ma questa è la mia chiesa che amo, che convive insieme a quella di cui avete parlato anche voi, una chiesa che come me, cerca ogni giorno di sperare per se e per tutti i miei fratelli, di camminare verso una santità che di fatto è difficile per tutti, Papa e cardinali compresi.

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  7. Cara Maria Carmen, hai perfettamente ragione. E anch'io, dopo aver inviato quel post, mi sono detto che mancava qualcosa. E difatti stavo preparandone uno sulla Chiesa che amo, sulle tante cose che mi fanno amare questa Chiesa, e che sono molte di più e più importanti di quelle che vorrei 'cambiare'.
    E comunque rimane il fatto, che accennavo già, che forse il titolo dovrebbe essere diverso, avrebbe dovuto essere "L'io che vorrei".

    Vivendo il doppio ruolo di marito e di ministro ordinato della Chiesa, mi ritrovo molto nel paragone che fa Paolo proprio tra matrimonio e Chiesa (lettera agli Efesini cap 5). Anni fa ho letto, a proposito del matrimonio, uno che diceva che ami realmente tua moglie non quando la ami nonostante i difetti, ma quando ne ami anche i difetti. In fin dei conti io della Chiesa amo anche i difetti.

    E poi se la Chiesa fosse tutta come la vorrei io, non sarebbe più la Chiesa di Cristo, ma la chiesa di Julo. E sinceramente questo non lo vorrei proprio.
    Pace e benedizione

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  8. Anch'io mi ero preparato un bel discorsetto sulla chiesa che amo, ma poi, dopo che mi hanno detto che per sostituire momentaneamente un amico impossibilitato a fare delle supplenze nell'insegnamento di religione, avrei dovuto studiare teologia insieme a preti e diaconi per 5 anni, ho ritrattato il mio discorso.
    Ho una laurea in filosofia della religione e storia della teologia.Ho insegnato metafiica all'Istituto tomista e ora, per chiacchierare qualche ora con dei ragazzini di 13 anni per aiutare un amico, mi chiedono di dare altri 60 esami.
    Meglio andarmi a prendere un digestivo.

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  9. Caro PdB, questo dipende molto dal responsabile diocesano. Qui da noi, per una supplenza, c'è gente che l'ha fatta, su permesso del responsabile, senza neanche essere iscritto all'ISSR. E qualcuno ha avuto anche l'incarico appena dopo essersi iscritto.
    Pace e benedizione

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  10. Allora vorrei una chiesa con ME come responsabile diocesano :D

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