mercoledì 14 maggio 2008

Cara amica di un tempo che fu

Avevo caricato nel lettore mp3 il doppio live dei Nomadi. E oggi, mentre andavo a lavorare in bus ho sentito questa canzone. Non è la prima volta che la sento, ma oggi mi sei tornata in mente.
Era quasi 40 anni fa, e tu eri la più bella di tutta la scuola, tutti noi ragazzi, in piena tempesta puberale, eravamo innamorati di te. E dopo un paio d'anni ti ho conosciuto, e mi hai confidato che il tuo essere bella lo sentivi come un peso, era per te una sofferenza.
Ma poco dopo, non un incidente, ma una malattia ti ha portato via in tre giorni.
Quello che fa più male è che non ricordo più il tuo nome, ricordo solo dei capelli biondi e un sorriso.
"vorrei pensare che come allora sorridi".
Ciao cara amica di un tempo che fu.
Grazie per essermi stata amica, anche se solo per poco. Grazie per avermi insegnato che la bellezza esteriore può essere una sofferenza.

1 commento:

  1. E' vero dietro la ragazza piu' bella o il ragazzo piu' affascinante, spesso si nasconde una fragilita' che non immaginiamo.
    Bellissima la canzone dei Nomadi. Io l'associo alla sorella di una mia amica morta in un incidente d'auto a 18 anni.
    Quando si e' giovani e' strano poter pensare che la nostra sorte venga e ti prenda per mano

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