giovedì 8 maggio 2008

I diaconi (2)

Chi parla molto dei diaconi nei suoi scritti è Ignazio di Antiochia. In tutte le sue sette lettere scritte (qui potete trovare i testi di queste lettere, anche nella versione in greco)durante il viaggio a Roma per affrontare il martirio ne parla. Eccone un esempio:
"Non sono diaconi di cibi e di bevande, ma servitori della Chiesa di Dio. Occorre che essi si guardino dalle accuse come dal fuoco. Similmente tutti rispettino i diaconi come Gesù Cristo, come anche il vescovo che è l'immagine del Padre, i presbiteri come il sinedrio di Dio e come il collegio degli apostoli. Senza di loro non c'è Chiesa." (Ignazio di Antiochia, Lettera ai cristiani di Tralle)

Colpiscono due affermazioni "non sono diaconi di cibi e di bevande" e "senza di loro non c'è Chiesa". Queste due frasi sono indice che in pochi anni (Ignazio morì nel 107) la riflessione sulla Chiesa e sui ministeri si era molto sviluppata.

In tutte le sue lettere mette molto l'accento sull'importanza dei diaconi per la Chiesa. C'è da dire che comunque allora la situazione era molto diversa da quella attuale (dice anche che la Messa senza vescovo, presbiteri e diaconi non si può celebrare, cosa che al giorno d'oggi sarebbe impossibile), ma quello su cui insiste molto è lo stretto rapporto che ci deve essere tra il vescovo e i diaconi. È questo un punto che sulla carta è basilare ancora oggi (è sottolineato anche dal rito dell'ordinazione). In effetti Ignazio indica i diaconi, e non i presbiteri, come i più stretti collaboratori del vescovo.
Oggi la situazione è molto cambiata. Secoli di abbandono del diaconato permanente hanno contribuito a far si che il rapporto vescovo-diaconi non sia più quello descritto da Ignazio. Le situazioni sono diverse da diocesi a diocesi, in dipendenza anche dalla diversità individuale e caratteriale dei singoli vescovi, ma in genere si nota anche che nel corso degli anni il ruolo dei diaconi e il loro rapporto col vescovo è migliorato, sta diventando più profondo.

Comunque in tutti i documenti, anche i più recenti, sottolineano che il ripristino del diaconato permanente non viene fatto per sopperire in una qualche maniera al diminuire delle vocazioni presbiterali, ma trova la sua motivazione proprio in quelle parole di Ignazio che ho riportato sopra "senza di loro non c'è Chiesa"!

Mi rendo conto che queste righe non chiariscono cosa sia oggi il diacono, ma voglio lasciare spazio ad altri post.

Pace e benedizione

7 commenti:

  1. Ha perfettamente ragione laura Bosio e anche tu!
    Grazie,
    E.

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  2. Ho letto di tutto sui Diaconi e mi meraviglia che spesso siano gli stessi Diaconi a sminuirsi. Il Diacono è un ministro Ordinato, ha il Sacramento dell'Ordine e gli è stato conferito per svolgere, nel suo ruolo,quelle funzioni che solo un ministro ordinato può svolgere.

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  3. Il Diacono opera in nome della Chiesa con la Grazia Sacramentale.
    Quello che fa il Diacono lo può fare il Prete e il Vescovo, ma non di certo il laico,pur se in alcune situazioni anche un laico può amministrare il Battesimo, ma dopo il rito deve essere completato dal ministro Ordinato, cioè: dal Vescovo o dal prete o dal Diacono.
    Non capisco il masochismo.

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  4. Si,il diaconato è stato ripristinato proprio per la mancanza di preti.Dove i preti sono molti,allora i Diaconi sono ignorati, ma dove mancano, vi assicuro che i Diaconi celebrano la Liturgia Domenicale in assenza del Presbitero, celebrano Battesimi, Esquie,Matrimoni, predicano, presiedono i Vespri Solenni ecc. Certo tutti abbiamo difficoltà, ma automortificarsi, no.

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  5. Caro anonimo, innanzi tutto permettimi di dirti che una firma non costa niente.

    Poi le mie riflessioni non vogliono assolutamente sminuire i diaconi e il diaconato,anzi! Solo comprendendone il reale senso si può vivere a fondo il proprio essere diaconi.

    Un'altra cosa. Avrai letto di tutto, ma forse non hai letto i documenti del Magistero. Proprio in essi si dice che il diaconato NON viene ripristinato come supplenza alla mancanza di presbiteri, ma per ripristinare la totalità della Chiesa ministeriale.

    Quanto poi alle varie cose che dici che i diaconi fanno se mancano i preti, ti assicuro che lo fanno anche quando i preti ci sono.

    Pace e benedizione

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  6. Mi scuso, non volevo essere anonimo. Col computer sono un pò hendicappato e allora cerco sempre la via più breve o certa.
    Tutti i documenti della Chiesa dicono che il diaconato è stato ripristinato per dare alla Chiesa la sua pienezza mnisteriale e non per mancnza di preti. Però....i fatti dimostrano il contrario. Il Concilio di Trento aveva già ristaurato il diaconato ed è stato ignorato fino al Vaticano II e dopo il Concilio, hanno iniziato per prime le Diocesi che hanno accolto il dono dello Spirito e quelle che non avevano sacerdoti, poi piano piano sono seguite le altre, ma in funzione dello svuotamento dei Seminari e ancora oggi, dopo 50 anni ci sono Diocesi che questo ripristino fa tanta fatica a decollare.
    Anche questo è un argomento su cui riflettere. Un abbraccio.

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  7. Caro don Giorgino,
    se quelli sul diaconato fossero gli unici documenti della Chiesa non applicati, o applicati male sarebbe proprio una cosa stupenda!


    Poi un conto è la situazione italiana e un conto quella internazionale. Non ho dati degli ultimi anni, però una cosa che colpì tutti nei primi decenni dalla reintroduzione del diaconato permanente fu proprio che il maggior numero di ordinazioni si aveva nei paesi che avevano meno penuria di preti, e non viceversa come si pensava/temeva.

    Quanto al fatto che in alcune diocesi si faccia fatica a introdurre il diaconato, dipende da molti fattori. In effetti ci sono alcuni vescovi che non ne vedono la necessità, in altre diocesi alcune storie hanno portato a un freno alle ordinazioni. I motivi sono vari.
    In altre le condizioni per poter essere ordinati sono tali che solo dei pensionati possono arrivare ad averli (mi riferisco soprattutto alla frequenza all'Istituto di Scienze Religiose). Purtroppo soprattutto per quanto riguarda la preparazione teologica non essendoci indicazioni precise, ogni diocesi fa più o meno come vuole. E questo in Italia. All'estero le cose sono differenti.

    Pace e benedizione

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