martedì 5 agosto 2008

La collina

Sono arrivato la prima volta sulla collina nell'agosto del 1972 portato da un amico. Ricordo che tornando a casa dicevo che era una bella esperienza, ma in fondo non così eccezionale come veniva decantata. Insomma, devo ammettere che era un po' deluso.
Fu però nei mesi successivi che mi resi conto di quanto quella settimana mi era penetrata in fondo al cuore. L'anno dopo vi tornai, ma non solo per una settimana. In effetti tornai a casa un po' di mesi dopo.

Da allora ci sono tornato numerose volte, ma ancora oggi, quando la strada, dopo la S che passa la vecchia ferrovia, là dove la valle della Grosne si allarga e sulla destra si inizia a vederla, il cuore batte più forte e un nodo sale dallo stomaco alla gola. A volte penso che Ulisse quando ha scorto Itaca all'orizzonte abbia avuto la stessa sensazione.

In tutti questi anni ho avuto il caso di conoscervi alcune persone famose, ma soprattutto la fortuna di conoscere tante persone che riuscivano a vivere la loro fede, in Dio o nell'uomo non importa, in maniera totale e profonda, nel silenzio e nel nascondimento di una vita apparentemente normale.

Sono molto legato alla collina. Tornarvi è come tornare a casa, è un riaffondare le proprie radici nel terreno fertile ricco di humus e di fresca acqua, è un ritrovare nel fondo del proprio cuore quell'unità che i vari accadimenti della vita avevano incrinato e coperto di polvere e ferite.

E anche se ormai ho capito che non è la mia strada i vivere lì tutti i giorni, non posso fare a meno, appena ne ho la possibilità, di tornarvi anche solo per qualche giorno. E al ritorno mi sento rinato.

Pace e benedizione

3 commenti:

  1. Ci incuriosisci. Google map mi dice che Grosne è in Francia? Sei stato lì?

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  2. Esatto, cara Artemisa, Borgogna meridionale, una decina di km a nord di Cluny (e circa 1000 km da casa mia).

    Pace e benedizione

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  3. Ieri mi ero dimenticato. Tu che sei amante del trekking, in Francia hanno riadattato molte vecchie ferrovie secondarie a piste da percorrere a piedi, in bici, a cavallo o coi pattini/roller.

    La vecchia ferrovia di cui parlo è una di queste. Su questo sito puoi vedere qualcosa:
    http://www.conseil-general-saone-et-loire.fr/voie-verte/default_anglais.htm
    cioè tappe, variazioni, e quant'altro.
    Questa in particolare non è ancora terminata tutta (ma quasi). Tra uno/due anni collegherà Macon a Chalon sur Saone.

    Saranno anche con la puzza sotto il naso, ma su tantissime cose i francesi ci battono. L'unica cosa è che al di fuori dei centri fortemente turistici, o parli francese o niente.

    Pace e benedizione

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