venerdì 26 settembre 2008

Non si è mai preparati (per quanto ci si prepari)

Anche se ce l'aveva già detto ancora prima di laurearsi, anche se ce l'aveva detto quando aveva iniziato a guadagnare, anche se ce l'aveva detto quando aveva trovato un amico con cui condividere le spese, anche se ci aveva detto che oggi sarebbe andato a vedere l'appartamento ..

Anche se pensi che sia la cosa più giusta, anche se pensi che ormai è un uomo, anche se è più alto di te di una ventina di centimetri e pesa oltre 20 chili più di te, anche se tu alla sua età lo portavi a fare camminate in montagna e al mare gli insegnavi a nuotare, anche se adesso guadagna quasi come te ..

Anche se sei contento che questa sera ti abbia telefonato che l'appartamento è Ok e che l'hanno preso in affitto ..

Anche se tutte queste cose e tante altre, perché allora in fondo senti che pezzo di te ti viene strappato via, e senza anestesia? e perché la metà di ottobre (data prevista per il trasloco) sembra così maledettamente vicina?

Per quanto ci si prepari, non si è mai preparati quando un figlio se ne va di casa, quando il passerottino che cullavi si è trasformato in un'aquila e spicca il volo per la vita.

La mia benedizione sia con te, caro Francesco.

7 commenti:

  1. Mi hai commosso. Davvero.
    Io l'ultima immagine che ho di mio padre quando me ne sono andato di casa è quella con l'espressione del tipo: "Bene bene, una bocca in meno da sfamare" :s
    Mi piace molto godere di racconti di paternità come tu l'hai descritta.

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  2. Che dire Julo? Quando un figlio spicca il volo; quando lo vedi autonomo librarsi nell'aria e planare con le sue ali spiegate; quando tu ti affacci alla finestra e fai memoria degli anni passati, credo che una bella consolazione ti invada la mente e il cuore ed è più facile sentire di essere stato uno strumento nella mani di Dio-Padre. Auguri Julo a te e a Francesco

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  3. Non a caso il tuo blog si chiama "il volo degli uccelli".. per quel poco che ti conosco (e credo proprio di non sbagliarmi) avrai sicuramente donato al tuo "piccolo" grande figlio le basi per poter spiccare il volo libero e sicuro... anche se naturalmente un pezzo di cuore e la tua casa suonerà più vuota...

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  4. @Mastrofabbro:
    noi uomini (nel senso di maschi) siamo un po' strani. Soprattutto coi figli. Facciamo fatica già a prendere coscienza dei nostri sentimenti, figurarsi poi ad esternarli. Tante volte poi la cosa si aggrava nei confronti dei figli.

    @Vincenzo
    Grazie.

    @sPunto
    Uno cerca sempre di dare le basi migliori. Poi è un po' come gettare dei semi: speri che trovino il terreno adatto, che non venga siccità o troppa acqua, che le piante circostanti non soffochino la crescita. E poi c'è sempre la 'difficoltà' di ricordarsi che la germinazione avviene non quando (e come) vuoi tu, ma quando e come vuole il Signore.

    Pace e benedizione

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  5. Dovresti essere orgoglioso di questa scelta.L'autonomia è una gran cosa ed è sempre più difficile oggigiorno che dei figli siano in grado di fare scelte del genere.Non credo che preferiresti avere in casa un "bamboccione" che non sia in grado di autogestirsi.Sicuramente hai dato un buon esempio come genitore.Comprendo il senso di smarrimento iniziale che provi,di una pagina della tua vita che gira,ne inizia un'altra.

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  6. In effetti ne sono orgoglioso, e anche felice. Ma questo non toglie che ne sia anche "dispiaciuto". Fa parte dell'amore di genitore far si che i figli imparino a vivere e spingerli a farlo.
    Pace e benedizione

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  7. Una volta tanto sono d'accordo con Carla. Capisco il momento di smarrimento pero' dovresti essere contento.

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