mercoledì 23 dicembre 2009

Auguri


A chi crede: che in questo Natale Cristo nasca nel vostro cuore e vi porti un Anno Nuovo pieno dell'amore del Padre.

A chi non crede: che questo Natale sia l'occasione per scoprire nel vostro cuore tutto l'amore che avete e che possiate viverlo nell'Anno Nuovo.

A tutti i miei più affettuosi auguri di pace e la mia benedizione.

domenica 20 dicembre 2009

Il Dio che viene

quarta domenica d'Avvento

Attendere e sperare. Ma chi aspettiamo e in chi speriamo? Tante volte nella Bibbia leggiamo che Dio manda degli uomini, manda degli angeli. E infine viene Lui stesso a cercarci. In effetti Dio non ha mai smesso di cercare l’essere umano, fin da quando si aggirava per il giardino dell’Eden chiamando a gran voce: “Adamo, dove sei?”
E l’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, anche lui in fondo al suo cuore sente la nostalgia di una voce che lo chiama con amore. Solo che tante volte, troppe volte, per trovare questa voce alza gli occhi al cielo. All’inizio degli Atti degli Apostoli, subito dopo l’Ascensione, i due angeli dicono agli Apostoli. “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?”
Ma la storia terrena di Gesù inizia con la sua nascita. Dio, l’onnipotente, colui che neanche l’universo può contenere, per raggiungere l’uomo, per poter da lui essere riamato, si rimpicciolisce, fino a farsi neonato. Un neonato è la più indifesa delle creature, dipende totalmente dagli altri per poter sopravvivere. Colui che tutto può diventa colui che tutto deve ricevere.
E per poter essere ancora più ‘piccolo’ Dio non si incarna in un bambino di una famiglia ricca, con una casa signorile, con dei servi e tutto il necessario se non anche il superfluo. Si incarna in una famiglia umile, che non riesce a dargli per la sua nascita né una casa né una culla. L’unica cosa che Maria e Giuseppe possono dare a questo bambino indifeso è solo il loro cuore, il loro amore.
Per trovare quel Dio che attendiamo non dobbiamo guardare verso il cielo, ma verso la terra. Non dobbiamo guardare in alto, ma in basso. Solo nei piccoli, in coloro che nella scala sociale sono agli ultimi posti (se non addirittura ne sono esclusi), in coloro che la società disprezza e rifiuta, in coloro che sono disperati, senza né cibo né affetti, potremo trovare Chi non smette di cercarci chiamando a gran voce “Uomo, dove sei?”

mercoledì 16 dicembre 2009

Una domanda

Ho appena finito di rileggere (rileggo sempre i libri che mi sono piaciuti) "L'eleganza del riccio". Devo dire che mi è piaciuto nuovamente (non tutti i libri passano una seconda lettura). Però alla fine mi è rimasta in fondo al cuore una domanda che vorrei rivolgere a tutti coloro che credono che tutto finisca con la morte:

"Perché compier un gesto d'amore,
se alla fine nulla rimane?"

Non lo dico per giudicare, ma per capire.

Riuscire a compiere un gesto d'amore, soprattutto se nascosto, se fatto in modo che neanche chi lo riceve lo possa percepire, quando si pensa che niente di tutto ciò rimarrà, è ben più meritorio ed eroico di chi lo fa sapendo che resterà per l'eternità.

Pace e benedizione

domenica 6 dicembre 2009

Ritorno a teatro

Approfittando che il 29 ottobre era, oltre che il nostro anniversario di matrimonio, anche il primo giorno di prenotazione, pensando di fare un regalo diverso, ho acquistato due biglietti per il "Cyrano de Bergerac" nell'allestimento del Teatro di Roma (regia di Daniele Abbado e interprete principale Massimo Popolizio) Oggi finalmente ci siamo andati.

Erano molti anni che non andavo più a teatro (una ventina) e devo ammettere che il momento in cui le luci calano fino a spegnersi e il sipario lentamente si alza crea un'emozione che il cinema mai potrà dare.

Il Cyrano è un'opera che amo molto, ho letto almeno una decina di volte il testo. Quindi forse avevo troppe aspettative. La scenografia è molto spoglia, fredda, prevalgono (anzi, esistono solamente) i grigi e i marroncini, colori che sono anche quelli dei vestiti (a parte la mantella di Rossana che è rossa). La recitazione, specie quella di Massimo Popolizio è spesso inintelligibile. Penso che certe cose se le poteva permettere solo Carmelo Bene, che comunque rimaneva sempre comprensibile.
Anche la scelta operata nei tagli, o nel riadattamento, di alcune scene e di alcune battute hanno sottolineato una chiave di lettura che era indicata anche dalla mimica e e dalle movenze degli attori. Cioè via l'eroe romantico che lotta per la libertà contro ogni cortigianeria, rimane solo un l'idealista a cui rimane solo l'amore.
Ma proprio certe scelte registiche e recitative portano a risultati a volte ridicoli. E per un personaggio che dice "Il mio cuore non fa che nascondersi dietro il mio spirito per pudore: io parto per strappare al cielo una stella e poi, per paura del ridicolo, mi chino a raccogliere un fiore" direi che proprio non ci siamo.


La speranza

Seconda domenica di Avvento

Intimamente legata all’attesa c’è la speranza. In effetti riusciamo ad aspettare proprio perché speriamo. Sarà forse proprio per questo che non c’è più, come dicevo la volta scorsa, il piacere dell’attesa: perché non speriamo più! E quello che fa più male è che sono proprio i giovani che hanno perso la speranza. L’aver rubato la speranza ai giovani penso che sia una delle colpe più gravi delle nostre generazioni di adulti.

I latini dicevano che la speranza è l’ultima dea, ad indicare che una volta che la si è persa non rimane più niente. E anche noi tante volte, ad indicare il suicidio, diciamo “un gesto disperato” cioè un gesto di chi è “senza speranza”.

Ma la speranza ha anche un’altra ‘dote’: mantiene giovani.
Nel racconto evangelico della presentazione di Gesù al Tempio (quello che si legge il 2 febbraio, la Candelora) ci sono due persone che hanno molti anni, Simeone e Anna, ma che nel loro animo sono rimaste giovani. E sono rimaste così perché non hanno mai smesso di sperare.
E la forza di questa speranza ininterrotta è che la loro speranza è basata sulla parola di Dio. Dio mantiene le sua promesse, anche a costo di farsi inchiodare ad una croce.

Che questo tempo di Avvento sia l’occasione per noi di tornare a sperare, ma soprattutto di essere segno di speranza per tutti i disperati che ogni giorno incontriamo nella nostra vita.

giovedì 3 dicembre 2009

Effetti di giorni di riunioni .....

Dopo una serie di riunioni che avrebbero dovuto essere organizzative penso che il problema dell'Italia non sta tanto nella 'fuga dei cervelli' quanto nel fatto che i corpi sono rimasti qui.

Pace e benedizione

domenica 29 novembre 2009

Prima Avvento - l'attesa

L’altro giorno ero al supermercato a fare la spesa. C’era un bambino che frignava perché voleva una merendina. La mamma gliel’ha comprata, ma lui continuava a frignare perché la voleva subito. Non era capace di aspettare, non aveva il gusto dell’attesa. Ma poi sono arrivato alla cassa, e mi sono reso conto che neanche io avevo il gusto dell’attesa!

In effetti viviamo in una società che ha perso completamente il senso dell’attesa: vogliano tutto subito. Ma non ci rendiamo che tutto questo ci rende schiavi del desiderio, delle nostre voglie. Solo riscoprendo l’attesa ci renderemo liberi dentro. Sapendo aspettare il nostro cuore si allargherà, e allora scopriremo che aspettare significa anche che siamo aspettati; non siamo solo noi che aspettiamo, ma c’è anche qualcuno che ci aspetta, qualcuno che ci attende che ha delle aspettative su di noi.

Ecco allora che il tempo di Avvento diventa un momento in cui allargare il cuore nell’attesa, ad alzarti in piedi perché sei atteso, perché tu sei importante, perché tu hai un valore. Molti ti aspettano, Dio, l’eterno innamorato dell’uomo, ti aspetta perché tu possa vivere una vita vera e piena.

sabato 28 novembre 2009

Per utente "Anonimo"

Caro utente Anonimo (o forse dovrei dire 'Anonima'?), in questi giorni mi stai leggendo e facendo commenti, brevi ma graditi.
Non so chi tu sia, molto probabilmente non sei italiano (rumeno?).

In genere rispondo ai commenti, ma con te non l'ho mai fatto perché all'inizio ritenevo che non lo volessi.
Non mi piace parlare al vuoto, però capisco che una persona non voglia essere chiaramente identificata. Però basterebbe una sigla, un nickname. Molte delle persone con cui, in anni di frequentazione della rete (dai tempi di usenet al web2), ho scambiato contatti usavano un nickname o una sigla. Anch'io certe volte l'ho fatto.
Non firmando in nessun modo i tuoi interventi non mi dai modo di 'conoscerti' e di riconoscerti. In effetti potrebbe benissimo essere che tu non sia una persona sola, ma più persone.

Ringraziandoti per le tue parole, ti chiedo, se ti è possibile, di fare in modo che io possa sapere se sei sempre tu.

Pace e benedizione

venerdì 27 novembre 2009

Scoperte interessanti

Era un po', anzi molto, che non andavo a vedere su Histats le statistiche di questo blog. È stata l'occasione di fare alcune scoperte interessanti, o almeno curiose.

1) Chiaramente la nazione di provenienza che domina è l'Italia. ma al secondo posto c'è il Regno Unito (314 visite), seguito dagli USA (219), dalla Svezia (185) e dalla Svizzera (118). Capisco la Svizzera, cui parlano anche italiano, ma mi domando cosa abbiano capito gli altri, dalla Svezia soprattutto.

2) La città in assoluto più rappresentata è Roma (2707 visite). Le ha fatte tutte Marina?
Al secondo posto c'è Milano e poi Pisa. Ma quello che mi ha meravigliato è che al settimo posto c'è Stoccolma. A questo punto sono proprio curioso di sapere chi sia il mio/la mia lettore/lettrice svedese. Ti prego, palesati! ;-)
Ma all'undicesimo c'è Mountain View (USA) con 95 visite. Cara Google, uso molti tuoi servizi, ti uso quasi sempre per le mie ricerche, mi stai spiando o stai pensando di assumermi (spero la seconda)? Cara Mozilla l'ho sempre detto e scritto che uso solo Firefox e lo sai che gli altri browser li uso solo per controllo, non mi spiare più! Cara Sourceforge casa mia è totalmente windows-free e anche sul lavoro uso solo linux, con me puoi stare tranquilla!
Nel seguito spiccano 3 visitatori da Osaka, 3 dal Cairo e 3 da Amman

Invece ho notato che le domande con cui sono arrivati a me sono sempre molto legate alle mie tematiche. Non ci sono più quelle ricerche un po' assurde o azzardate che trovavo una volta. Si vede che il motore di Google lavora meglio e la ricerca semantica si sta allargando. Meglio così.

Buona domenica a tutti

Un consiglio musicale

Lo so che è il cd del momento, però mi sento proprio di consigliarlo.

Penso che il video con la prima esibizione di Susan Boyle l'abbiano visto praticamente tutti (e chi non l'avesse visto lo trova facilmente su YouTube) e che quindi si sia potuto apprezzare la voce di questa signora.

Devo dire che all'inizio ero piuttosto scettico. Lei è brava, ma non sarà un disco un po' diciamo così piatto, senza espressione?

È bastato il primo ascolto per esserne letteralmente conquistato. Susan non ha solo una bella voce, ma è anche molta espressività. È un disco in cui anche chi non capisce una parola d'inglese riesce benissimo a sentire il senso del testo. Riesce a comunicare tristezza, ansia, allegria, seduzione, nostalgia, ironia.
Molto belli e indovinati anche gli arrangiamenti. Molto scarni ed essenziali, che non tentano di coprire la voce, ma la esaltano e riescono a sottolinearne le coloriture.

Le uniche 'pecche', a mio avviso, sono in alcuni casi i cori e alcune 'sbavature' sulle note più basse nella voce di Susan. Sempre a mio avviso gli episodi meno riusciti del cd sono "Amazing Grace" e "Silent Night". Ma trovo che la vera perla sia la cover dei Rolling Stone: "Wild Horses".

La trovo anche meglio dell'originale. Qui potete ascoltarla dal vivo dai Rolling Stone, e poi fare un confronto.

Per concludere è proprio un cd da mettere sul lettore, chiudere gli occhi, e ascoltare.

Buon week-end a tutti

Un nuovo inizio

Domenica prossima è la prima domenica d'Avvento, inizio del nuovo anno liturgico.
Rifacendomi anche al mio precedente post "Il ritorno", l'augurio che vi/mi faccio è che ogni giorno sia un nuovo inizio.
Non un altro inizio, ma realmente un nuovo inizio. Nuovo proprio nel senso di vedere il giorno come un'altra possibilità, vedere la persona che magari da anni di sta vicina (non importa se coniuge, figlio o collega) come una persona nuova. Ripartire dal passato per vivere il presente aperti ad un futuro da costruire insieme.

Buon week-end a tutti

PS: proprio per rimanere in tema ho anche cambiato il tema del blog. Mi era accorto che il precedente aveva alcuni problemi di visualizzazione sia con Crome che con Safari.


venerdì 20 novembre 2009

Assurdità italiane

Il D.P.Reg.165/2009 del Friuli-Venezia Giulia ha stabilito un finanziamento regionale per l'università e la ricerca. A parte l'irrisorietà del fondo (90.000 euro) quello che desta 'perplessità' e il criterio (anche se in questo caso 'criterio' è una parola grossa) con cui verrà deciso a chi andranno questi fondi: a sportello.
Questo significa che chi prima consegna la domanda avrà i fondi, senza nessuna valutazione sull'importanza o la serietà della ricerca. Se la prima domanda spedita riguardasse il 'sesso degli angeli' e la seconda il 'motore a gatto imburrato', queste avrebbero il finanziamento.

A corollario di tutto ciò c'è il fatto che anche in regione gli uffici postali non aprono allo stesso orario. A Trieste aprono alle 8.30, a Udine alle 8.00. Qualcuno è andato a spedire la raccomandata a Trento dove pare che aprano ancora prima. Qualcun altro invece si è spinto fino in Croazia dove alcuni uffici postali sono aperti 24 ore (con raccomandate spedite alle ore 00,01).

Ma non si doveva puntare sull'efficienza e premiare i migliori? O forse con 'migliori' si intende solo 'i più furbi'?

Povera Italia

martedì 17 novembre 2009

Il ritorno

Leggendo un libro ho trovato citati questi versi di T. S. Eliot:

"Non dobbiamo arrestarci nella nostra esplorazione
E il terminare del nostro esplorare
Sarà arrivare là donde siamo partiti
E conoscere il luogo per la prima volta"
(Quattro quartetti, V)

Ho sempre sostenuto che nella vita non si deve mai smettere di 'esplorare'. A volte può essere anche un'esplorazione fatta fisicamente, ma il più delle volte è un'esplorazione interiore. Ed è proprio quest'ultima che è basilare. Non ce niente di peggio di quelli che hanno girato tutto il mondo ma con la mente sono sempre rimasti a casa.

Però mi sto rendendo anche conto che in fondo tutto l'esplorare che uno fa se non ti porta a tornare dove sei partito è un girare a vuoto. E quando poi finalmente sei tornato vedi tutto nuovo. Vedi cose che non si è mai mosso non vede. E questo perché sei tornato arricchito da tutte le esperienze che hai fatto, dalle persone che hai incontrato, dai fallimenti che hai vissuto, dalle gioie che hai provato.

Alla fine tutto su unifica, tutto acquista un senso, tutto ti fa crescere.

lunedì 16 novembre 2009

Un bel film

Ieri sera mi sono guardato un bel film: "La custode di mia sorella".

Non è un capolavoro, certe scene sono un po' mielose, le tematiche sono tante e quindi non sono affrontate in maniera uguale: alcune sono appena accennate. Però è un film che, anche se per certi aspetti è un vero e proprio pugno nello stomaco, fa molto riflettere.

Il tema forse più sviluppato è quello dell'accanimento terapeutico. Ma non è il solo. C'è anche quello della fecondazione assistita. Quello del rapporto con i figli. Quello del problema della presenza di un malato grave in una famiglia.

L'aspetto che mi è piaciuto di più è che tutte queste tematiche sono state presentate sotto l'aspetto esistenziale. Viene descritto l'impatto che tutte queste cose hanno sulla vita delle persone.

Non ho letto il libro da cui è stata tratta la sceneggiatura, per cui non so se la soluzione per scaricare la figlia minore dal senso di colpa sia presente anche in questo. Mi è sembrato un po' un escamotage filmico per 'stemperare' una situazione che altrimenti avrebbe schiacciato un adulto, figuriamoci una bambina di 11 anni! Nel film ci sta benissimo, ma è la parte che mi ha lasciato un po' un senso di artificiale.

Per concludere direi proprio un film da vedere, magari non in una sera in cui ci si sente un po' giù. L'ideale sarebbe in un cineforum (ma ci sono ancora?) a cui far seguire 'ampia discussione'. Ma in questo caso non vorrei essere il moderatore.
;-)

domenica 16 agosto 2009

Sogni

Vele disegnano
nel blu del golfo
rotte verso il futuro

Aerei lasciano
nell'azzurro del cielo
scie verso l'infinito

Vele ed aerei
lanciati verso il lontano
portano con sé
l'ansia del nuovo
e dell'ignoto
che dal mio cuore sale
agli occhi

Aerei e vele
giunti al remoto
riportano al mio cuore
il ricordo del vissuto
e una speranza per il futuro.

venerdì 14 agosto 2009

Ss. Maria Assunta

A causa del mio ministero in questo ultimo periodo sono entrato in contatto con alcune madri che hanno recentemente perso un figlio, vuoi per malattia, vuoi per incidente.

È sempre difficile entrare da uomo (anche se padre) nel dolore di una mamma che ha dovuto seppellire il proprio figlio.

Mi ha molto aiutato proprio Maria. Ricordare a queste donne che c'era una mamma che come loro aveva dovuto vivere lo stesso strazio, lo stesso dolore lacerante e infinito le ha fatte sentire meno sole. Hanno sentito che c'era chi le poteva capire fino in fondo, che c'era qualcuno che soffriva come loro, e soprattutto che soffriva con loro.

E allora alla fine la recita di una Ave Maria non era più una semplice orazione, un ripetere delle parole imparate tanti anni fa, ma era realmente un parlare, cuore a cuore, da mamma a mamma.

In questa festa dell'Assunta a tutti i miei auguri, ma in particolare a tutte le mamme. Che la Madonna faccia sentire sempre loro la sua vicinanza e la sua com-passione (patire con)

Pace e benedizione

Piccola storia di un nome

Mio padre si chiamava Enea, e fin dai tempi del liceo, quando studiò l'Eneide, decise che il suo primo figlio maschio si sarebbe chiamato Julo.
Devo dire che da bambino, almeno fino ai 14-15 anni, il mio nome mi creava non pochi problemi. Questo a causa delle facili rime a cui si presta (basta sostituire alla J una M o una C). In effetti, quando facevo una nuova conoscenza, ero molto restio a dire come mi chiamavo, se potevo (e a volte anche se non potevo) evitavo di rispondere. Tipico scambio:
- Come ti chiami?
- Non sono io che mi chiamo, sono gli altri che mi chiamano
- E come ti chiamano gli altri?
- Col mio nome.

Ero capace di andare avanti anche per 10 minuti così, senza dire il mio nome. Non avevo capito che ferire per non essere forse feriti non serve a niente, solo a essere stronzi.

Poi ho capito che in fondo il fatto di avere un nome così strano e inusuale mi distingueva, era qualcosa che era solo mio e di nessun altro. E da allora mi ci sono affezionato.

Ho scoperto anche un'altra cosa: che è un nome difficile. È difficile che la gente se lo ricordi giusto. In tutti questi anni ho sentito le storpiature più svariate. Soprattutto gli anziani fanno fatica. Ho imparato anche a sorriderne, specialmente quando la presentazione avviene 'a voce'.
Un po' meno sorridere mi fa quando le storpiature avvengono per iscritto. Capisco che le prime volte qualcuno possa pensare ad un errore di battitura dello spagnolo Julio, e in genere non dico niente, ma quando l'errore si ripete allora la cosa inizia a darmi un po' fastidio.

Chiedo scusa a tutti quelli che ho corretto e cercherò di imparare a sorridere di più.

mercoledì 12 agosto 2009

Novità

Come potete notare ho proceduto ad un restaling completo del blog.
Era un po' di tempo che non ero più soddisfatto di come appariva, e il fatto che abbia trasferito il mio sito su altro server, con revisione dei contenuti, mi ha fatto riprendere in mano anche tutti gli "ammennicoli" che ormai appesantivano questa pagina. E poi ho pensato: "perché non fare anche un refresh visivo?"
Questo è il primo risultato.

Intanto se ne avete voglia potete andare anche a dare un'occhiata anche al sito

Una buona estate a tutti

martedì 21 luglio 2009

Sogni e realtà

Se cerchi di adattare i sogni alla realtà, se ti va bene ti ritrovi con un pugno di mosche, ma è più probabile che ti ritrovi in mezzo ad un incubo.

Se cerchi di adattare la realtà ai tuoi sogni non sarai mai sconfitto.

Pace e benedizione

sabato 11 luglio 2009

Breve vacanza

Vari impegni e problemi sparsi, quest'anno ci impediscono di prendere delle vacanze "lunghe". L'unica possibilità sono stati tre giorni che abbiamo passato ad Assisi. Erano passati sette anni dalla nostra ultima visita alla cittadina umbra, ma devo ammettere che sotto certi aspetti non l'ho trovata cambiata: sempre lo stesso mix di bellezza naturale, bellezza architettonica e spiritualità profonda, che fanno si che ogni visita ti ricrei nel corpo, nell'animo e nello spirito.
Una piccola nota negativa sta nel fatto che in sette anni neanche l'E45 (la Orte-Ravenna) sia cambiata: sempre le solite interruzioni (direi anche nei soliti punti!!!), i soliti cantieri. Solo le buche sono aumentate, sia in numero che in profondità ;-(

Vi lascio alcune impressioni visive















































Pace e benedizione.

PS. chi volesse dare un'occhiata al 'reportage' completo può andare qui

martedì 16 giugno 2009

Una sola parola.

Il nostro non è mai stato un rapporto facile e semplice.
Per certi aspetti troppo diversi, ma di quella diversità che non riesce a interagire. Tu troppo ordinato e autoritario (e d'altra parte non c'è da stupirsene, con la Nunziatella, l'Accademia e poi una vita nell'esercito) e io troppo anarcoide e ribelle.
Ma per altre cose con troppe somiglianze, ma di quelle che come i poli uguali di una calamita, si respingevano. Anche cercandosi non si trovavano mai.

Il fatto che da ormai tre anni i ruoli si fossero in pratica invertiti (tu da padre eri quasi figlio, e io figlio era quasi padre) ci aveva riavvicinati, ma mai profondamente come entrambi avremmo bramato.

E adesso che non ci sei più, mi terrò cara quell'ultima parola che mi hai rivolto. Mi è particolarmente cara perché entrambi non sapevamo che sarebbe stata l'ultima: "Grazie"

Si!
Grazie papà!

Grazie di tutto, soprattutto di esserci stato.

venerdì 29 maggio 2009

Complicità

Nell'angolo in ombra della piazza, siedono nonna e nipote. Lei sulla panchina si gusta il suo gelato, lui sul passeggino (avrà 8-10 mesi) il suo biscotto. Si guardano.
Ad un tratto lui le offre il suo biscotto. Lei ne prende un morsichino e poi gli offre il suo gelato.
Poi un largo sorriso inonda la faccia di entrambi, come avessero appena condiviso il segreto più segreto e prezioso del mondo.

Pace e benedizione

lunedì 25 maggio 2009

Quando meno te lo aspetti.

Seduto sul bus verso casa, dopo una pesante giornata di lavoro e caldo. Gli occhi guardano fuori dal finestrino, ma vedono solo la doccia che mi laverà via il sudore e la stanchezza.
L'autobus rallenta, sul marciapiede affianco la strada un portone si apre.
Ed esci tu, sconosciuta giovane donna. Hai un'espressione così allegra che la grigia strada cittadina si illumina di colpo. Il tuo passo svelto, le tue spalle erette, il viso proteso verso il futuro verso cui stai andando parlano più di un lungo discorso.
Poi il bus accelera, e tu volti per una laterale.

Ti auguro di riuscire ad affrontare tutta la vita con la stessa decisione, speranza e allegria con cui la stai affrontando ora. Che i fatti della vita non ti tolgano tutto questo.
Te lo auguro di tutto cuore, giovane donna sconosciuta che mi hai dato un sorso di freschezza inaspettato ma quanto mai necessario.
Pace e benedizione

domenica 24 maggio 2009

Ascensione

Dagli Atti degli Apostoli:

E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n’andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo".

Certo che gli Apostoli, anche dopo tre anni di vita insieme a Gesù, nei momenti importanti dimostrano una scarsa conoscenza del Maestro. Già una domenica, andati per trovarlo al Sepolcro, si sentono dire che lo stanno cercando nel posto sbagliato (“perché cercate tra i morti colui che è vivo?”). E anche adesso si sentono rimproverare.
Troppe volte anche noi cerchiamo Dio là dove Lui non c'è, o almeno dove non c'è più perché andato altrove. Ma quello che più mi colpisce è la frase di oggi: "Perché state a guardare il cielo?". Troppo spesso dimentichiamo che noi NON crediamo in un Dio che se ne sta lassù in alto e che si occupa dell'uomo standosene comodo in cielo. Noi crediamo in un Dio INCARNATO, in un Dio che è sceso in mezzo a noi, si è fatto come noi, in un Dio che si è sporcato i piedi sulle nostre strade e le mani con le nostre sozzure.
Da Gesù in poi, se vogliamo trovare Dio, non dobbiamo guardare il cielo, ma dobbiamo guardare la terra.
Non ricacciamo in cielo quel Dio che è venuto tra noi. Sarebbe il più grande affronto che possiamo farGli.

Pace e benedizione

L'amore e la vita

Alcuni versi da una canzone irlandese:

La vita è un oceano,
l'amore una barca,
attraverso le acque agitate
ci porta al sicuro
Se il viaggio lo abbiamo iniziato da soli
adesso siamo in molti.

Pace e benedizione

martedì 19 maggio 2009

Piccolo consiglio di lettura

Laila Wadia
Amiche per la pelle
Edizioni e/o

Ho appena finito di leggere questo libricino (160 pagine).
Un quadro scritto in maniera piacevolissima di un gruppo di immigrate che cercano di integrarsi.
Ambientato a Trieste, riesce a descrivere molto bene i tic dei suoi abitanti. Leggendo di Laura (l'insegnante di italiano) e dell'anziana sull'autobus ho visto il ritratto di un mucchio di persone che conosco.
Non ho avuto contatti, se non molto superficiali, con le comunità immigrate indiane, montenegrine e albanesi, ma per quanto riguarda la comunità cinese è descritta molto bene.
Insomma, una lettura piacevolissima, che però apre anche uno squarcio su una realtà che troppo spesso ignoriamo. Ma anche apre gli occhi anche su tante nostre (almeno di noi triestini) caratteristiche. A volte simpatiche e a volte no.

Pace e benedizione

domenica 17 maggio 2009

Un piccolo regalo

Un piccolo regalo per tutti. Una splendida canzone!

Christy Moore - The least we can do

video


The least we can do, is make the world a better place
Not just for the few, but for the human race
To end wars and quarrels, make John Lennon's dream come true
To build a new set of morals, It's the least we can do.

Show some love and compassion, when people are feeling low
Make it notjust a fashion, that may come and go
Bring an end to oppression, 'cos it imprisons the truth
And be free with expression, It's the least we can do.

So follow his rainbow, deep into the evening sun
And pray that It's colours, will blend together as one
Seek and we may find, the dream he loved to persue
A peace for all mankind, it's the least we can do.

giovedì 14 maggio 2009

Bambini d'oggi

Sentita ieri da un bambino di 4 elementare:
"Giovanni usava come nick 'Battista' "
Io la trovo stupenda!
;-)

Pace e benedizione

domenica 26 aprile 2009

Liberazione

Ieri, 25 aprile, abbiamo celebrato la festa della Liberazione dal nazi-fascismo.

Quando potremo festeggiare la liberazione dai
- maleducati
- prepotenti
- furbi, furbini e furbetti vari
- integralisti (di ogni bandiera e ideologia)
????????

sabato 11 aprile 2009

Buona Pasqua

Quando sentite nel cuore la sofferenza di Cristo, ricordate che dovrà venire la risurrezione: dovrà spuntare l'alba della gioia di Pasqua.
Non permettete mai ad alcuna cosa di colmarvi di dolore a tal punto da farvi dimenticare la gioia del Cristo risorto.

Madre Teresa di Calcutta

domenica 5 aprile 2009

Domenica delle Palme

Anche se nei pressi di Gerusalemme possiamo trovare il monastero di Emmaus, in realtà gli studiosi non sono assolutamente concordi su dove sia realmente questo villaggio reso famoso dal vangelo di Luca (cap. 24). In effetti ci sono almeno 3 o 4 località che si contendono il titolo di “Emmaus originale”.
A me sembra che questa indecisione sia molto indicativa. In effetti la strada e il villaggio di Emmaus sono ogni luogo in cui un cristiano vive la sua vita. Strada per Emmaus è ogni strada che percorriamo ogni giorno, e in cui ogni giorno possiamo incontrare il Risorto che ci chiede di fare un tratto di strada insieme, che ci viene incontro per condividere le nostre delusioni e le nostre speranze . Villaggio di Emmaus è ogni momento in cui la Scrittura viene proclamata e il pane viene benedetto e spezzato.
Solo che anche noi, come i discepoli del brano, non riusciamo a riconoscerlo. In effetti una cosa che colpisce nei racconti delle apparizioni dopo la risurrezione è proprio il fatto che Gesù non venga riconosciuto.
Per riconoscere Cristo risorto non è sufficiente aver percorso con lui le strade della Palestina, non basta aver mangiato con lui, non basta averlo ascoltato parlare. È solo attraverso una profonda adesione di fede che i nostri occhi si aprono, è solo attraverso la voce del Pastore “che chiama le sue pecore per nome” che anche noi, come Maria Maddalena, riscopriamo nella persona che si sta davanti il Signore.
E dopo questo riconoscimento anche a noi come alla Maddalena viene affidato l’incarico di essere annunciatori della fede, portatori presso gli uomini dell’amore e della misericordia di Dio.
Pace e benedizione

giovedì 2 aprile 2009

Il peccato

Da molte parti si sente lamentarsi che sia sparito il senso del peccato. Ma cos'è il peccato?

Normalmente viene presentato (e percepito) come l'infrazione ad una legge. Questa visione del peccato è molto semplice da capire, ma penso sia fortemente errata. E se portata alle conseguenze logiche mi pare anche non cristiana.
Mi spiego.
Se peccare significa trasgredire ad una legge, allora basta che io non trasgredisca mai per non peccare, e quindi essere 'salvo'. Ma allora non sarebbe stata necessaria l'Incarnazione (basterebbe la legge). Inoltre la salvezza in questo modo è un qualcosa che dipende da me, che decido io, non qualcosa che mi viene donato. Se io non trasgredisco la legge, Dio mi 'deve' salvare. Come si può vedere, seguendo fino in fondo questo significato di peccato si arrivano a negare alcunee delle basi stesse del cristianesimo: necessità dell'Incarnazione e salvezza come dono d'amore gratuito.

Allora significa che il peccato è qualcosa d'altro.

Ad allargare un po' il significato ci può aiutare la terminologia ebraica. La parola ebraica che indica 'peccato' ha la stessa radice della parola che si usa per dire 'sbagliare il bersaglio'. Quindi peccare significherebbe fallire il bersaglio, cioè fallire la propria vita.

Ma c'è un ulteriore significato, a mio avviso ben più pregnante. In tutta la Bibbia è ricorrente (e per alcuni studiosi basilare) il tema dell'alleanza. Ma alleanza non come contratto, bensì come rapporto intimo e profondo (difatti ricorre spesso il tema di rapporto matrimoniale tra Dio e l'umanità). In quest'ottica allora il peccato sarebbe una rottura del rapporto tra l'uomo e Dio. Quando pecco, la mia relazione con Dio non è più così profonda, così amicale e amorosa. È, diciamo così, un 'litigio' con Dio.

Questo 'senso del peccato' rientra molto bene in quella visione della fede per cui essa non è qualcosa da credere, ma un rapporto con una Persona.

Inoltre spiegherebbe molto bene l'ansia di Dio di perdonarci. Infatti quando vogliamo bene ad una persona e ci teniamo al rapporto con lei, se nascono motivi di dissidio, cerchiamo di superarli, di capire, di perdonare, di fare di tutto perché il rapporto ritorni come prima.

martedì 31 marzo 2009

Il vero Amore

Non pensare che l'amore, per essere vero, debba essere straordinario. No, ciò di cui abbiamo bisogno nel nostro amore è la continuità dell'amore verso colui che amiamo. Com'è che arde una lampada? Per via del consumo continuo di piccole gocce d'olio.

Madre Teresa di Calcutta

domenica 29 marzo 2009

Primavera 2


Sotto la pioggia che non da tregua, anche i fiori appena sbocciati si trovano a combattere contro il grigio che non vuole ritirarsi.

29 Marzo - quinta domenica di Quaresima

Da ragazzo mi ricordo che avevo notato, guardando alcuni quadri della Crocifissione, che ai piedi della croce si vedeva sempre anche un cranio. Pensavo che fosse per il fatto che quello era il luogo dedicato alle esecuzioni. Più tardi mi venne in mente che indicasse il Golgota, che, come ci informano i Vangeli, significa proprio cranio.

Solo alcuni anni fa invece scoprii il vero significato di quel teschio. Si tratta di una leggenda un tempo molto conosciuta in tutto il mondo cristiano, secondo la quale il luogo in cui venne issata la Croce di Gesù si trovava esattamente sopra la tomba di Adamo. Il sangue del Cristo dalla croce cadeva così sul cranio del progenitore di tutti gli uomini, e in questo modo lo purificava da tutti i peccati, da tutti i mali.

Ma c’è anche una piccola aggiunta a questa leggenda. Secondo alcune versioni, il legno della croce sarebbe stato ricavato da quell’albero della conoscenza del bene e del male piantato nel giardino dell’Eden e il cui frutto era stata la causa della perdizione dell’umanità. Come l’aver colto quel frutto aveva avuto come conseguenza la dannazione, così l’aver ‘riappeso’ a quello stesso albero un frutto ha avuto come conseguenza la salvezza. Il frutto che era stato rubato, diventa un frutto donato. L’uomo ha rubato il frutto, Dio ce lo dona, Dio si dona a noi come frutto da mangiare per avere la vita eterna.

Viene in mente il dialogo tra l'uomo e Gesù immaginato dal filosofo Pascal:

- Se tu conoscessi i tuoi peccati, ti perderesti d’animo
- Allora mi perderò d’animo, Signore
- No! perché i tuoi peccati ti saranno rivelati nel momento in cui ti saranno perdonati.

sabato 28 marzo 2009

Chiesa e AIDS

Si è molto parlato dell'uscita del Papa a proposito di preservativo e AIDS fatta durante il viaggio in Africa. Non entro nel merito del modo e del tempo di tali affermazioni. Però da molte parti si è definita tale affermazione come criminale, fonte di ulteriori morti, e quant'altro.

Riporto una tabella relativa a alcuni stati africani:


Tasso HIV stimato nella popolazione di 15-49anni % di cattolici
Guinea Equatoriale 3,4 93,52
Congo 3,5 50,49
Uganda 5,4 42,28
Mozambico 12,5 22,33
Ruanda 2,8 47,92
Burundi 2 65,25
Angola 2,1 50,04
Zambia 15,2 28,22
Namibia 15,3 16,78
Botswana 23,9 4,78
Sudafrica 18,1 6,36
Swaziland 26,12 5,56
Zimbabwe 15,3 16,78

I dati sul tasso di infezione HIV sono stimati al 2008 e provengono dal UNAIDS agenzia dell'ONU per la lotta all'AIDS, pro-profilattico.

I dati sulla percentuale di cattolici nella popolazione vengono dall'annuario pontificio del 2005. Faccio notare che nello stesso annuario per l'Italia viene indicata una percentuale di cattolici del 96.55%. Sappiamo tutti che invece la percentuale di cattolici 'praticanti' (uso un termine che non mi piace, ma che è chiaro) varia, a seconda delle stime +o- ottimiste, tra l'8 e il 20%.

Comunque si può notare che all'aumentare della percentuale dei cattolici si ha una diminuzione dell'infezione.

Pace e benedizione

mercoledì 25 marzo 2009

Primavera


In questi giorni il tenero verde delle nuove foglie combatte contro il grigio dell'inverno.
Vincerà!

lunedì 16 marzo 2009

LE CHIESE DEL TRIVENETO CON CHI È NEL BISOGNO

In occasione dell’incontro della Conferenza Episcopale Triveneta dell’8 gennaio 2009 i Vescovi, vista la crisi economica e lavorativa, chiedono alle comunità cristiane rinnovata attenzione nei percorsi di prossimità verso le famiglie.

Chiedono alle Caritas diocesane e alle Commissioni diocesane di Pastorale Sociale e del Lavoro di farsi sempre più strumento educativo della Chiesa locale, affinché, nelle sue diverse articolazioni, sia capace di concrete risposte verso chi è nel bisogno oltre che luogo di riflessione critica. Ciò deve coinvolgere anzitutto i Consigli Pastorali perché promuovano in tutti una maggiore consapevolezza delle cause responsabili dell’attuale situazione, al fine di assumere stili di vita più sobri e sostenibili in termini di giustizia e di solidarietà. Come ha recentemente ricordato il Presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: “La missione primaria della Chiesa è l’annuncio del Vangelo di Cristo e quindi la formazione delle coscienze. Il suo compito non sarebbe però completo se non aggiungesse all’annuncio la dimensione della carità, della vicinanza e dunque della promozione umana sul piano sociale e su quello culturale (…) La Chiesa non deve e non vuole surrogare lo Stato” (Avvenire, 30.12.08).

Le Chiese del Nord-Est, pertanto, chiedono alle comunità cristiane di condividere questo percorso di prossimità:

• “Per combattere la povertà iniqua, che opprime tanti uomini e donne e minaccia la pace di tutti occorre riscoprire la sobrietà e la solidarietà quali valori evangelici e al tempo stesso universali” (Benedetto XVI - Omelia del 1° Gennaio 2009).

• Sarà compito insieme dei sacerdoti e dei laici - attraverso i Consigli Pastorali, i Consigli per gli affari economici e gli altri organismi competenti delle Parrocchie - operare un serio discernimento e decidere forme culturali, educative e di solidarietà concreta.

• La Caritas promuova, coordini e sviluppi, dentro la Chiesa locale e le distinte Parrocchie, il percorso di prossimità nello spirito della presente nota.

• Siano coinvolte in questo percorso tutte le realtà ecclesiali e caritative - comprese le comunità di vita consacrata - presenti nelle Chiese locali e - nella maggior misura possibile - enti, istituzioni e singole persone che lo condividono.

• Ogni Diocesi si impegna a rafforzare e a riformulare, nell’attuale situazione, quei servizi - segno di solidarietà e di promozione umana già presenti e per lo più promossi e sostenuti dalla Caritas diocesana - e invita tutti i gruppi, le associazioni e i movimenti di ispirazione cristiana allo stesso impegno.

• Con le Caritas diocesane e gli Uffici diocesani di Pastorale Sociale e del Lavoro i Vescovi si impegnano a vigilare e a discernere l’evolvere della situazione socio-economica pronti ad assumere ulteriori iniziative di condivisione.

Cavallino (Venezia), 8 gennaio 2009

Sulla Quaresima

La Quaresima orienta dapprima il nostro pensiero verso l’immagine del deserto, quello nel quale Gesù ha passato quaranta giorni di solitudine, o quello che ha attraversato il popolo di Dio camminandovi quarant’anni.

E tuttavia, quando ritornavano queste settimane precedenti la Pasqua, frère Roger amava ricordare che non era un tempo di austerità o di tristezza, né un periodo per coltivare la colpa, ma un momento per cantare la gioia del perdono. Egli vedeva la Quaresima come quaranta giorni per prepararsi a riscoprire delle piccole primavere nelle nostre esistenze.

All’inizio del Vangelo di san Matteo, quando Giovanni Battista proclama «pentitevi!», egli vuol dire «volgeteci verso Dio!». Sì, durante la Quaresima, noi vorremmo volgerci verso Dio per accogliere il suo perdono. Cristo ha vinto il male e il suo costante perdono ci permette di rinnovare una vita interiore. È alla conversione che siamo invitati: non volgerci verso noi stessi in una introspezione o in un perfezionismo individuale, ma cercare la comunione con Dio e anche la comunione con gli altri.

(Meditazione di frère Alois - priore di Taizé)

domenica 8 marzo 2009

8 marzo (seconda domenica di Quaresima)

Quando pensiamo alle sofferenze e alle violenze patite da Gesù durante la Passione, pensiamo alle frustate, alla corona di spine, alla crocifissione, cioè alle varie torture fisiche.

Ma c’è un’altra forma di violenza che Gesù ha patito per tutte le ore che vanno da prima del suo arresto fino alla sua morte. È una forma di violenza sottile, ma amarissima, ed è quella della solitudine e dell’indifferenza degli amici più cari. Fin dall’inizio questi dormono nell’orto del Getsemani, insensibili al suo dramma.

Questo nome, Getsemani, è indicativo. In ebraico significa “frantoio delle olive”. E proprio in quest’orto inizia il tentativo da parte dell’uomo di spezzare la compassione di Dio, l’amore di Dio per l’uomo, il tentativo di spezzare, di frantumare Dio.
E lo fa, prima che con le torture fisiche, abbandonandolo, lasciandolo solo.

In questi ultimi tempi si è molto parlato dei malati allo stadio terminale. Leggendo le testimonianze di alcuni di essi e di persone che ne hanno assistiti alcuni, possiamo scoprire una cosa. È vero che alcuni di essi hanno ammesso che se fosse stata possibile l’eutanasia, ne avrebbero fatto richiesta, ma è altrettanto vero che tale desiderio era dettato da sconforto, dal sentirsi abbandonati da tutti. E quando hanno trovato qualcuno che gli è stato vicino, che gli ha dimostrato simpatia, affetto, ma soprattutto vicinanza e ascolto, tale desiderio è svanito.

Che questo tempo di Quaresima sia l’occasione per riavvicinarci a tutte quelle persone sofferenti e sole per fare in modo che non si sentano più abbandonate.

domenica 1 marzo 2009

1 Marzo (prima dom. Quaresima)

L’apostolo Giovanni ci ricorda che Dio “è amore”. S. Agostino scrive “ama e fai quello che vuoi”. Frase che è stata usata anche per atti di un egoismo immenso. Si tratta quindi di capire cos’è realmente l’amore.

C’è da dire che in questo caso la nostra lingua non ci aiuta molto Infatti noi diciamo ugualmente ‘amo mia moglie e i miei figli’, ma anche ‘amo la Ferrari, o la tal squadra, o la cioccolata, ecc. ecc.’. Chiaramente si tratta di diversi tipi di amore.

Ma c’è un modo di intendere l’amore che mi sembra stia sempre più prendendo piede. Cioè l’amore come possesso. Amare sta sempre più diventando sinonimo di ‘avere’ o ‘voler avere’. Ma è questo il modo di amare di Dio? Direi proprio di no, anzi! Dio ama non prendendo, ma donando, donandosi. Allora capiamo che amare non significa volere per sé, ma donarsi, e donarsi in modo totale.

Ma questo non basta. Intimamente legata all’amore c’è la libertà. Difatti Dio, che ci ha creati per amore, ci ha creati liberi, e tutta l'azione di Dio nella storia è proprio per ridonarci la libertà perduta. Il verbo amare non contempla l’imperativo. Non si può obbligare ad amare e solo chi è libero può realmente amare. Però oggi si pensa che la propria libertà debba essere senza limiti, al massimo si dice che la propria libertà finisce dove inizia la libertà dell’altro. Ma in questo modo siamo sempre alla legge del più forte, in cui si cercherà di limitare l’altrui libertà per aumentare la propria. Se invece ci rendessimo conto che la mia libertà inizia dove inizia quella degli altri, che la libertà per essere tale deve comprendere un’altra parola, cioè responsabilità! Se voglio realmente essere libero devo essere responsabile dei miei atti ma anche della libertà degli altri. E non potrò mai essere realmente e completamente libero fino a che non lo saranno anche gli altri.

Per essere pienamente uomini, e quindi figli di Dio dobbiamo iniziare da qui: liberamente amare e responsabilmente darsi da fare perché tutti siano liberi.

mercoledì 28 gennaio 2009

Alba sul ciglione carsico

Nella nebbia del mattino,
come branco di cavalli
nell'aurora della storia,
le colline si gettano
nell'abbraccio del mare.

martedì 27 gennaio 2009

Primavera verrà


Tornerà il tempo dei calicantus in fiore,
tornerà ma non avran più lo stesso odore,
troppe morti abbiam vissuto in questo inverno di dolore.

Come nuovi esseri il tenue colore ci farà
ad un nuovo domani ci aprirà.
La speranza rinascerà.

Mano nella mano andremo,
insieme rideremo,
verso il nuovo tempo il volto volgeremo.

lunedì 12 gennaio 2009

Non solo Faber

video

Il 6 gennaio ricorreva anche il 10° anniversario della morte di Michel Petrucciani. Il giusto ricordo del quasi contemporaneo anniversario di Faber ha un po' oscurato questo altro.
Michel ci ricorda che il valore e la grandezza di una persona non si misura col centimetro, né con la bellezza.

Pace e benedizione