martedì 16 giugno 2009

Una sola parola.

Il nostro non è mai stato un rapporto facile e semplice.
Per certi aspetti troppo diversi, ma di quella diversità che non riesce a interagire. Tu troppo ordinato e autoritario (e d'altra parte non c'è da stupirsene, con la Nunziatella, l'Accademia e poi una vita nell'esercito) e io troppo anarcoide e ribelle.
Ma per altre cose con troppe somiglianze, ma di quelle che come i poli uguali di una calamita, si respingevano. Anche cercandosi non si trovavano mai.

Il fatto che da ormai tre anni i ruoli si fossero in pratica invertiti (tu da padre eri quasi figlio, e io figlio era quasi padre) ci aveva riavvicinati, ma mai profondamente come entrambi avremmo bramato.

E adesso che non ci sei più, mi terrò cara quell'ultima parola che mi hai rivolto. Mi è particolarmente cara perché entrambi non sapevamo che sarebbe stata l'ultima: "Grazie"

Si!
Grazie papà!

Grazie di tutto, soprattutto di esserci stato.