martedì 16 giugno 2009

Una sola parola.

Il nostro non è mai stato un rapporto facile e semplice.
Per certi aspetti troppo diversi, ma di quella diversità che non riesce a interagire. Tu troppo ordinato e autoritario (e d'altra parte non c'è da stupirsene, con la Nunziatella, l'Accademia e poi una vita nell'esercito) e io troppo anarcoide e ribelle.
Ma per altre cose con troppe somiglianze, ma di quelle che come i poli uguali di una calamita, si respingevano. Anche cercandosi non si trovavano mai.

Il fatto che da ormai tre anni i ruoli si fossero in pratica invertiti (tu da padre eri quasi figlio, e io figlio era quasi padre) ci aveva riavvicinati, ma mai profondamente come entrambi avremmo bramato.

E adesso che non ci sei più, mi terrò cara quell'ultima parola che mi hai rivolto. Mi è particolarmente cara perché entrambi non sapevamo che sarebbe stata l'ultima: "Grazie"

Si!
Grazie papà!

Grazie di tutto, soprattutto di esserci stato.

4 commenti:

  1. mi spiace che tu abbia perso tuo padre..a qualsiasi età credo sia sempre un trauma.
    è come perdere un pezzo di cuore, un pezzo della propria storia, della propria identità..

    è tenerissima l'inversione dei ruoli..

    un abbraccio affettuoso
    Sara

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  2. Mi dispiace, Julo.
    Un abbraccio,
    Artemisia

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  3. perdere il padre fa sempre male. e' un pezzo di te che ti lascia. i ricordi affollano la mente. Quelle mani sicure che ti hanno guidato nei primi passi, quella voce che sapevi "amica", quello sguardo profondo che ti attraversava scoprendoti...anche io ho perso un padre, sono quattro anni ma è sempre lo stesso giorno. un abbraccio Julo

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  4. La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

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