domenica 16 agosto 2009

Sogni

Vele disegnano
nel blu del golfo
rotte verso il futuro

Aerei lasciano
nell'azzurro del cielo
scie verso l'infinito

Vele ed aerei
lanciati verso il lontano
portano con sé
l'ansia del nuovo
e dell'ignoto
che dal mio cuore sale
agli occhi

Aerei e vele
giunti al remoto
riportano al mio cuore
il ricordo del vissuto
e una speranza per il futuro.

venerdì 14 agosto 2009

Ss. Maria Assunta

A causa del mio ministero in questo ultimo periodo sono entrato in contatto con alcune madri che hanno recentemente perso un figlio, vuoi per malattia, vuoi per incidente.

È sempre difficile entrare da uomo (anche se padre) nel dolore di una mamma che ha dovuto seppellire il proprio figlio.

Mi ha molto aiutato proprio Maria. Ricordare a queste donne che c'era una mamma che come loro aveva dovuto vivere lo stesso strazio, lo stesso dolore lacerante e infinito le ha fatte sentire meno sole. Hanno sentito che c'era chi le poteva capire fino in fondo, che c'era qualcuno che soffriva come loro, e soprattutto che soffriva con loro.

E allora alla fine la recita di una Ave Maria non era più una semplice orazione, un ripetere delle parole imparate tanti anni fa, ma era realmente un parlare, cuore a cuore, da mamma a mamma.

In questa festa dell'Assunta a tutti i miei auguri, ma in particolare a tutte le mamme. Che la Madonna faccia sentire sempre loro la sua vicinanza e la sua com-passione (patire con)

Pace e benedizione

Piccola storia di un nome

Mio padre si chiamava Enea, e fin dai tempi del liceo, quando studiò l'Eneide, decise che il suo primo figlio maschio si sarebbe chiamato Julo.
Devo dire che da bambino, almeno fino ai 14-15 anni, il mio nome mi creava non pochi problemi. Questo a causa delle facili rime a cui si presta (basta sostituire alla J una M o una C). In effetti, quando facevo una nuova conoscenza, ero molto restio a dire come mi chiamavo, se potevo (e a volte anche se non potevo) evitavo di rispondere. Tipico scambio:
- Come ti chiami?
- Non sono io che mi chiamo, sono gli altri che mi chiamano
- E come ti chiamano gli altri?
- Col mio nome.

Ero capace di andare avanti anche per 10 minuti così, senza dire il mio nome. Non avevo capito che ferire per non essere forse feriti non serve a niente, solo a essere stronzi.

Poi ho capito che in fondo il fatto di avere un nome così strano e inusuale mi distingueva, era qualcosa che era solo mio e di nessun altro. E da allora mi ci sono affezionato.

Ho scoperto anche un'altra cosa: che è un nome difficile. È difficile che la gente se lo ricordi giusto. In tutti questi anni ho sentito le storpiature più svariate. Soprattutto gli anziani fanno fatica. Ho imparato anche a sorriderne, specialmente quando la presentazione avviene 'a voce'.
Un po' meno sorridere mi fa quando le storpiature avvengono per iscritto. Capisco che le prime volte qualcuno possa pensare ad un errore di battitura dello spagnolo Julio, e in genere non dico niente, ma quando l'errore si ripete allora la cosa inizia a darmi un po' fastidio.

Chiedo scusa a tutti quelli che ho corretto e cercherò di imparare a sorridere di più.

mercoledì 12 agosto 2009

Novità

Come potete notare ho proceduto ad un restaling completo del blog.
Era un po' di tempo che non ero più soddisfatto di come appariva, e il fatto che abbia trasferito il mio sito su altro server, con revisione dei contenuti, mi ha fatto riprendere in mano anche tutti gli "ammennicoli" che ormai appesantivano questa pagina. E poi ho pensato: "perché non fare anche un refresh visivo?"
Questo è il primo risultato.

Intanto se ne avete voglia potete andare anche a dare un'occhiata anche al sito

Una buona estate a tutti