lunedì 4 gennaio 2010

Le nuove chiese

Ieri, domenica, mia moglie ed io siamo andati a trovare dei parenti che abitano fuori Trieste (in effetti ormai, da quando è morto mio padre tutti i nostri parenti non abitano a Trieste). Percorrendo l'autostrada siamo passati vicino ad un grosso centro commerciale (non quello della foto). Erano circa le 10 di mattina, e il parcheggio era già quasi pieno!!!!
Poi al ritorno, verso le 19, abbiamo visti tutte le macchine incolonnate in una lunga fila che abbandonavano il medesimo.

Mi è venuto da pensare che le nuove chiese sono i centri commerciali, la nuova religione prevede che appena possibile le si frequenti. E poi oggi tutti i notiziari a sbandierare come una ottima notizia che ieri ci siano state in tutta Italia code e traffico sostenuto nei pressi di detti centri.

A me tutto questo sembra una pazzia. Se sapessi il latino direi:
Mala tempora currunt




2 commenti:

  1. Purtroppo è così. Neanche io riesco a capire come si possa passare una domenica in un centro commerciale. Che soddisfazione ci può essere? Probabilmente perchè è un posto riscaldato d'inverno e fresco d'estate, incontri gente, ci arrivi in auto, tieni buoni i bambini, sei al sicuro dai "malintenzionati", è tutto luci e colori, mostri l'abito appena comprato, ecc.
    Tu che dici, Julo, siamo snob? A volte mi prende il dubbio...

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  2. Personalmente trovo i centri commerciali tristi. A me mettono tristezza.
    Quanto poi alla sicurezza dai "malintenzionati" non ci giurerei. Dove c'è tanta gente è fisiologico che ci siano anche più borseggiatori. Senza contare poi il problema della prostituzione minorile. Non ci pensiamo, non se ne parla, ma è più diffusa nei centri commerciali che altrove. Il che rientra nella logica del posto: vendere e quindi indurre a comprare. Ma per comprare sono necessari i soldi, che sono particolarmente meno nei giovani. I quali a loro volta sono i più facilmente influenzabili. E quale maniera più 'facile' per un po' di euro, di una prestazione a pagamento?
    È triste e molto squallido, ma purtroppo molto comune, più comune di quanto normalmente pensiamo.

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