giovedì 8 luglio 2010

Libreria e Libertà

La poetessa americana Kathleen Norris nel suo libro "Dakota" (splendido libro di cui consiglio la lettura) racconta che il terzo presidente degli USA, Thomas Jefferson, notava che le parole inglesi 'library' (biblioteca) e 'liberty' (libertà) hanno la stessa radice, per cui per avere un popolo realmente libero bisogna dargli la possibilità di leggere più libri possibili.

In italiano si può dire la stessa cosa per le parole 'libreria', 'libro' e 'libertà'. 

Certo che dà da pensare che uno dei primi provvedimenti di una dittatura è (o era) il rogo dei libri. Dico 'era' perché il potere si è fatto più furbo. Non brucia più i libri, solo che ne rende sempre più difficile la lettura. E in parallelo diffonde sempre maggiormente l'idea che leggere un libro sia una perdita di tempo, un impegno gravoso.

In Italia siamo un paese che legge poco o niente (ci sono persone che si vantano di non aver più letto un libro dalla fine della scuola). 

Mi pare che l'affermazione di Jefferson sia confermata.

1 commento:

  1. è bellissimo questo tuo post sui libri e sulla libertà
    io adoro i libri e amo ancora di più leggere un libro, in libertà...
    sono sicuramente una rara eccezione ma leggo sempre tanti libri ogni anno e cerco di leggerne ancora di più man mano che il tempo passa!

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