venerdì 31 dicembre 2010

2010: alcuni numeri

232.500 le vittime delle catastrofi in Pakistan, Haiti (dove adesso c'è un'epidemia di colera) e Cile


30 milioni i posti di lavoro bruciati dalla crisi


15.000 le persone assassinate dai narcos in Messico


1,8 milioni i nuovi sieropositivi nell’Africa subsahariana


2.800 i giorni di prigionia di Aung San Suu Kyi nel Myanmar


200 giorni senza governo a Bruxelles 


300 gli ostaggi eritrei (cifra ufficiale del governo egiziano) torturati, uccisi, a cui sono stati prelevati organi, stuprati



8 commenti:

  1. carissimo julo, sai quanto io tenga in grande stima il tuo pensiero, e penso tu non prenda come polemica quel che ti domanderò

    di fronte a tutto questo male del mondo, Dio, dov'è?

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  2. Caro Diego, ti conosco abbastanza da sapere che non hai nessuna intenzione polemica.
    D'altra parte la tua è una domanda legittima, che risuona da quando c'è l'uomo.

    Però io penso che sia una falsa domanda, una domanda di comodo. Quello che io mi domando è: "dov'è l'uomo?" ma soprattutto "Dove sono io?"

    Di fronte a queste cose cosa ho fatto io in primis perché non avvengano o perché le conseguenze dolorose siano ridotte al minimo?
    Dio non è il nostro tappabuchi, prendiamoci la nostra responsabilità.

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  3. la tua risposta è saggia, umanamente saggia, e del resto la fede non è una verità scientifica, ma un'esperienza, una scelta, anche una buona scelta (mi vengono in mente per esempio le tesi di küng, al riguardo)

    ma in fondo anche un non credente potrebbe pensare: tocca a me, tocca a noi rimediare e combattere il male

    il messaggio cristiano è davvero una bellissima e giusta proposta per l'uomo

    ma allora, il ruolo di Dio, quale è? non si rischia così, col tuo pur saggio e fraterno e giusto ragionamento, di farne in qualche modo a meno?

    certo, forse Dio è anche in noi, nel cuore d'ogni uomo che persegue giustizia e fratellanza, ma non è un pò esile come fede, caricare sull'uomo ogni responsabilità?

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  4. Molto bella la tua risposta, Diego. E anche impegnativa.

    Innanzi tutto penso che non si tratta di caricare l'essere umano di 'ogni' responsabilità, ma di quella giusta. Le cifre che ho indicato nel post potrebbero essere in alcuni casi azzerate e in altri quasi annullate se TUTTI gli esseri umani si facessero carico in prima persona delle proprie responsabilità nei confronti degli altri e della Terra.

    Ma tu domandi quale sia il posto di Dio in questa visione per molti aspetti laica. A mio avviso nella considerazione che per quanto io faccia, c'è sempre una parte in cui non posso far niente, ed è in questa parte che si inserisce Dio. Nella considerazione inoltre che senza di Lui io non riuscirei a fare niente, o comunque a non fare le cose bene come riesco a farle quando le faccio con Lui.
    Sono straconvinto che Dio non si voglia imporre o sostituire all'uomo, ma che invece ne ricerchi la collaborazione e la corresponsabilità.

    Certo che invidio la tua capacità di sintesi. Ogni frase apre tutta una serie di discorsi!

    Con sana invidia....
    Ciao

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  5. è bello scrivere assieme, mi piace offrire ad un interlocutore di qualità come sei tu la possibilità di argomentare, rilanciare, focalizzare

    dunque, la tua visione è, in sintesi quella dell' alleanza fra l'uomo e Dio, riecheggiando il pensiero di agostino che vedeva la livertà dell'uomo, libertà vera, incardinata comunque nel disegno divino, in un'unica vicenda della quale l'uomo conosce solo la sua parte

    anch'io credo in un bene, un bene che esiste nel mondo, ma che non va oltre il pensiero di spinoza, che in qualche modo incorpora dio nell'uomo e nel mondo, ma non lo definisce come ente persona

    certo, rimane il problema del male, come accettare un bambino torturato e ucciso? quale disegno divino può incorporare questo?

    sicuramente la colpa del male è nell'uomo, ma se il male è tanto forte, allora Dio non è così onnipotente come ci faceva studiare il parroco a catechismo

    del resto però, caro julo, tu dici: in ogni caso, se ascoltiamo il nazareno, dobbiamo scegliere il bene, al di là dei nostri dubbi, ed è, in effetti, quel che conta

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  6. Voliamo alti, eh Diego! ;-)
    L'eterno problema del male. È da quando esiste l'uomo che si cerca una risposta. E personalmente le varie 'risposte' (Adamo ed Eva, il vaso di Pandora, ecc., ecc,) non mi hanno mai convinto fino in fondo. Reputo come migliore la non-risposta che Dio da a Giobbe. Nel senso che non c'è una risposta umanamente comprensibile. Personalmente il male rimane incomprensibile. Se qualcuno riesce a trovare una risposta non ha che la mia invidia.

    Sotto questo punto di vista il bambino torturato, violentato mi crea meno problemi perché posso incolpare, posso prendermela con qualcuno. Ma di fronte ad un bambino ammalato di cancro? Di fronte a questo posso solo ripetere le parole di Jorge Luis Borges "Non posso cancellare la tua sofferenza; posso, però, piangere con te. Non sono gran cosa, però sono tutto quello che posso essere." Posso cioè essere vicino, soffrire e patire insieme.

    E forse è proprio quello che ha fatto Gesù. È venuto anche per soffrire con noi, per non lasciarci soli nel buio del dolore e dello strazio.

    E qui nasce anche il 'mistero' dell'onnipotenza di Dio. Che a mio avviso non va intesa come 'superpoteri', non è un uomo senza i limiti e le debolezze degli uomini. È l'onnipotenza dell'amore, che non si impone, ma si fa piccolo fino ad annientarsi per l'amato. È il paradosso di Gesù che vince la morte accettandola, passandoci attraverso, che dice che il primo non è colui che comanda, ma colui che serve tutti, che proclama che i ladri e le prostitute saranno i primi ad entrare nel suo Regno.

    Buona domenica

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  7. Gesù, è lui la differenza fondamentale fra il cristianesimo e le altre, seppur nobili, religioni

    ci torneremo sopra, carissimo julo, grazie per la tua attenzione

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  8. In effetti mi pare proprio che il cristianesimo sia l'unica religione in cui Dio si è fatto uomo, in cui Dio è sceso fino al nostro livello.

    Sono io che devo ringraziare te.

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