giovedì 2 giugno 2011

Il mio 2 giugno

Oggi la Festa della Repubblica l'ho festeggiata a modo mio.
Mi è sempre piaciuto camminare, ma da un po' di tempo lo faccio sempre più spesso. Quasi ogni mattina (cioè tranne quelle poche vole che non sento la sveglia) per andare a lavorare non prendo l'autobus, ma mi faccio una bella camminata.
Per il mio prossimo compleanno, moglie e figli mi hanno regalato un nuovo paio di scarpe da hiking (per gli esperti: HEDGEHOG GTX XCR della TheNorthFace).


Così questa mattina nonostante il cielo grigio scuro sono partito per la prima parte del sentiero Trieste-Venezia. Mi sono staccato dal percorso poco prima del punto 4 sulla piantina presente nel link. Qui ho preso un sentiero che risaliva il ciglione carsico. e dopo aver attraversato una pineta sono sbucato nel paese di Aurisina.
La vecchia stazione del Castello di Miramare
All'inizio si passa proprio attraverso la vecchia stazione del Castello di Miramare. È ancora in stile ottocentesco. E quel che meraviglia è che ancora oggi qualche treno ci si ferma e fa servizio passeggeri. Questo perché a meno di 100 metri c'è il Centro Internazionale di Fisica.


Per la prima parte del percorso camminavo avvolto nel profumo dei biancospini. Gli unici rumori erano il canto degli uccelli. Quante voci diverse!!! Alcune non le avevo mai sentite. 


Solo ogni tanto qualche treno passava nella sottostante linea ferroviaria.


Vista sia la festività che l'ora (ho iniziato a camminare verso le 6.45) non c'era assolutamente nessuno. Solo io e la natura. Man mano che procedevo la vista si apriva. 
L'ormai lontano Castello di Miramare e, dietro, la città


A circa mezza costa scorre il sentiero
Erano circa venti anni che non passavo più per questo sentiero e vi ho trovato un bel po' di nuove costruzioni. 


La natura però è la vera regina.


Cespugli di ginestre in fiore
Moltissimi di questi fiori (che non so come si chiamino)

Fichi ancora acerbi
Dopo il paese di Santa Croce inizia la 'via della salvia' (di cui avevo parlato in un vecchio post) che deve il suo nome al fatto che in certi punti si cammina proprio in mezzo a piante di salvia selvatica.
La via della salvia
Il segno di dove dovevo abbandonare il sentiero era dato dalla torre piezometrica del vecchio acquedotto cittadino
Torre piezometrica del vecchio acquedotto

Sono sbucato nel paese di Aurisina proprio in tempo per vedere il bus che si allontanava. Siccome il seguente era dopo mezz'ora, mi sono seduto su un muretto a leggere un libro che mi ero portato dietro. 
Alle 9.30 ero a casa, felice e per niente stanco. 

Dipendesse da me domani riprenderei da dove ho lasciato (e il sogno, purtroppo irrealizzabile, e di iniziare a camminare da casa per arrivare fino a Finisterre).

Purtroppo invece devo andare a lavorare. 

Mi limiterò a farmi una camminato fino all'ufficio.

2 commenti:

  1. Bravo! Hai fatto proprio bene. Mai dire "mai", Julo. Chissà se un giorno non riuscirai ad arrivare a Finisterre.

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  2. Allo stato attuale le probabilità che riesca a realizzare questo sogno sono vicine allo 0%. Ma hai ragione tu, cara Artemisia, mai dire mai!
    Pace e benedizione
    Julo d.

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