mercoledì 3 settembre 2014

Tarkovskij e la terra

Una scena del film
Il regista Tarkovskij, nel suo film “Andrej Rublëv”racconta la storia di un ragazzo orfano di padre, che era fonditore di campane, che riesce da solo a fonderne una senza che il padre gli abbia mai insegnato come fare. Il padre gli aveva solo comunicato la passione, e il figlio, avendo visto che per fare una campana bisognava colare il metallo fuso nella forma scavata nella terra, segue l'intuizione che sarà la terra stessa a rivelargli il mistero stesso di come fondere la campana.

C'è una sapienza che ha penetrato tutto il creato, come dice sant'Atanasio. Tutto il creato porta in sé, nascosto, il codice del Logos nel quale e per mezzo del quale è stato creato (cfr. Col 1,16). Questo codice dice che nel creato è incisa la direzione, l'orientamento, verso cui il creato vive il suo vero senso e significato.

La terra ricorda, e ti dona il suo ricordo. Sarà per questo che camminare su cammini antichi ti fa sentire una parte della Storia? ti da la sensazione che il tuo andare rimarrà anche quando tu sarai passato?

Sarà anche per questo, al di là di ogni altra considerazione e alla base di ogni preferenza, che chi va a piedi preferisce camminare sulla nuda terra?

Camminare nella natura, per quanto addomesticata come la nostra in Europa, ti aiuta a cogliere meglio e più in profondità il tuo mistero, il tuo senso nel cosmo e nella storia.