venerdì 30 gennaio 2015

IV domenica p.A.

"Io so chi tu sei: il santo di Dio!"

Qualcuno ha scritto che il più grande teologo è il diavolo. E difatti è proprio lui il primo a riconoscere in Gesù il Figlio di Dio fatto uomo.

Incontrare Gesù non basta. La fede non nasce solo da un incontro, ma nasce da un rapporto. La fede È un rapporto. Un rapporto d'amore tra due persone, tra te e Dio, è un reciproco mettersi nelle mani dell'altro, è donarsi all'altro e nello stesso tempo ricevere in dono l'altro.

Sapere tutto o quasi di Dio, conoscerLo, non è aver fede, non ci serve a niente se non stabiliamo con Lui una relazione amorosa.

domenica 25 gennaio 2015

Un libro consigliato

Ho sempre considerato Giona come un libro molto umoristico, per cui quando ho visto che il sottotitolo di questo volume era "Il libro più umoristicamente serio della Bibbia", e che per giunta era scritto da un autore, Alessandro Pronzato, che stimo, ho "dovuto" comprarlo.

Leggerlo è stato un approfondire la conoscenza dell'umorismo di Dio (argomento troppo poco affrontato da teologi ed esegeti, forse perché si prendono troppo sul serio). Ma anche scoprire come il fatto di avere una corretta teologia non vuol dire fare la volontà di Dio. Puoi avere idee, convinzioni, credenze perfettamente ortodosse e giuste, ma agire e vivere in modo completamente opposto alla volontà di Dio.

E Dio non per questo ti ripudia, non per questo di abbandona, non per questo ti condanna. Anzi. Fa di tutto (in questo caso converte 120.000 niniviti, nel caso del fratello maggiore della parabola del figliol prodigo esce dal banchetto e dalla casa) per convertire il suo profeta.
Il guaio è che sia con Giona che col fratello maggiore, non sappiamo se tanto sforzo, e tanta sofferenza divina, abbiano raggiunto il risultato.

sabato 24 gennaio 2015

III domenica p.A.

«Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini»

Due cose mi vengono in mente.

1) Quando Dio ti chiama non rovescia la tua vita come un calzino, ma ti chiede di continuare a fare quello che sei capace, solo con un cuore nuovo, con un nuovo scopo. Non ti da un nuovo compito, solo dona un nuovo scopo al tuo compito solito. Allarga il tuo orizzonte, ti dona una meta più alta. Fa del tuo solito lavoro non un peso che ti schiaccia, ma un parapendio che ti solleva fino al cielo.

2) Quando Dio ti chiama, ti chiama così come sei. Lui ha voglia di te così come sei. Quelli che per te sono limiti, difetti, mancanze, per Lui sono strumenti di precisione, strumenti unici e indispensabili per portare il suo amore e la sua misericordia nel mondo, per donarti la sua pace e la sua felicità.

sabato 17 gennaio 2015

2 DOMENICA TEMPO ORDINARIO

"Che cosa cercate?" domanda Gesù ai due discepoli. Una domanda che riecheggia molto quella che farà al cieco nato "Cosa vuoi che io ti faccia?".

Noi siamo portati a pensare a cosa possiamo fare per Dio, anzi, il più delle volta abbiamo un po' paura di cosa Dio ci possa chiedere, le parole che il serpente disse ad Eva risuonano nella nostra mente. 
Invece Dio è venuto sulla terra, 
è venuto tra noi, 
per mettersi al nostro servizio
Non è venuto per dirci cosa dobbiamo fare per Lui,
    ma per chiederci cosa Lui può fare per noi; 
non è venuto per dirci cosa vuole, 
    ma per chiederci cosa vogliamo noi.

Ma questa domanda ci rivela anche un'altra cosa. Troppo spesso neanche noi sappiamo cosa cerchiamo, cosa vogliamo. Il nostro cuore è tirato di qua e di la da tantissimi desideri, a volta anche contrastanti. È difficile per noi avere quello che i Padri chiamavano "un cuore indiviso", un cuore cioè che vuole una cosa sola, che cerca una cosa sola. E tutti i vari desideri, le varie aspirazioni, indirizza a questo unica meta. 

Con sole tre parole Gesù ci svela il vero volto e il vero cuore del Padre, ma anche ci svela una parte di noi. 
Ci dona un Dio che ci ama, e ci dona una via per la nostra felicità già qui su questa terra.

mercoledì 14 gennaio 2015

da "Taci"

La poesia è il mio paese e l'amore è il mio cammino; 
   così risiedo viaggiando, 
scolpendo la mia geografia con lo scalpello dello smarrimento; 
   ed ecco la luce: 
non corre più nei passi dei bambini; 
allora perché il Sole ripete il suo volto? 
Non scenderai tu 
   Pioggia 
      per lavare questa volta l'utero della Terra? 

La notte, 
   lampi, 
      i tessuti del tempo bruciano, 
         la verità si vela, 
            la Terra. 

Sognami 
   e dì:  Ovunque io vada vedrò una poesia abbracciarmi. 
Sognami, veramente, e dì allora:  
In ogni poesia vedrò una dimora per me.

(da Taci dei Radiodervish)

lunedì 5 gennaio 2015

Siamo tutti un po' Natanaele

Nel vangelo di oggi, Natanaele dice, a proposito di Gesù: "Da Nazareth può venire qualcosa di buono?"

Quanti Cristi abbiamo rifiutato, condannato, pensando e dicendo che "niente di buono poteva venire...
... dalla Romania
... dall'Africa
... dagli zingari
... dal meridione
... dal settentrione
... dalla regione vicina alla nostra
... dal paesino a 10 km
... dai comunisti
... dai fascisti
... dai cattolici
... dai protestanti
... dagli atei
... da ...
... da ...
... da una qualsiasi delle innumerevoli etichette che appiccichiamo alle persone e che ci impediscono di vedere che dietro l'etichetta c'è un essere umano proprio come te".

Che a ognuno di noi capiti un amico che ci dica "vieni e vedi" e che ci trovi disposti a farlo.

Che ognuno di noi sia per l'amico colui che invita a 'venire e vedere'.