martedì 31 marzo 2015

Martedì Santo

Continuiamo a ripercorrere le parole di Gesù sulla croce e ascoltiamolo quando dice: “Oggi sarai con me nel paradiso“.

Sappiamo benissimo a chi sono rivolte queste parole, a quello che tutti conosciamo come il ladrone pentito, il buon ladrone.

Due sono gli insegnamenti che possiamo cogliere da queste parole di Gesù.

Il primo è che mettersi alla sua sequela significa sì il paradiso, la resurrezione per la nostra felicità, ma per risorgere bisogna prima morire! Morire al nostro egoismo, ai nostri progetti di salvezza senza “prendere la nostra croce“. E morire al nostro egoismo non è un morire per modo di dire, è qualcosa di arduo, che ci da sofferenza, che ci costa molta fatica. Però in questa fatica, in questa sofferenza non siamo lasciati soli, c’è al nostro fianco Lui, che soffre con noi e per noi. C’è Lui che ci aiuta e ci sorregge col suo Spirito, c’è Lui che ci rivolge parole di consolazione e di speranza.

La lotta contro il nostro egoismo è vera lotta, ma è una lotta in cui siamo sicuri della vittoria se confidiamo non sulle nostre forze, ma sulla Sua potenza.

E il secondo insegnamento è che proprio al culmine della nostra sofferenza, del nostro dolore, nei momenti più bui e disperati della nostra vita, Lui viene per donarci il Paradiso. Nel massimo del dolore c’è un raggio di speranza e di felicità. La speranza e la gioia ci vengono donate non “nonostante” la sofferenza, ma “nella” sofferenza.

Basta che volgiamo il nostro sguardo a Colui che soffre al nostro fianco. Basta che anche noi, come il buon ladrone, riusciamo a vedere Dio non nella gloria e nel trionfo, ma nel sofferente e nel deriso.

Ma la cosa principale che ci vuole insegnare Gesù è che il paradiso è “OGGI“. Noi siamo troppo spesso attaccati ad un passato che è ormai solo ricordo, o ad un futuro che non è ancora. Gesù invece ci ricorda che la salvezza è OGGI, la conversione, la santità, il perdono sono OGGI.

È OGGI che devo aprire gli occhi e le orecchie, è OGGI che devo riconoscere il mio re e Signore. Anche se mi ritrovo, anzi, ci ritroviamo, Lui ed io, in una situazione per niente piacevole.

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