lunedì 19 novembre 2007

Dio e i parcheggi

In genere vado a lavorare in autobus, ma a volte devo andare con la macchina. Il rientro è sempre un po’ problematico per il parcheggio perché è un’ora in cui non c’è molto ricambio. A volte mi tocca girare anche per quasi un’ora.
Normalmente quando trovo un parcheggio, appena sistemata la macchina, mentre spengo il motore, ringrazio sempre il Signore. Ma quando lo trovo dopo pochi giri il mio ringraziamento è molto più sentito e caloroso.
Però oggi pensavo: “Ma non è un po’ blasfemo pensare che Dio non abbia niente di meglio da fare che pensare al mio parcheggiare la macchina? Non c’è un fondo di superstizione?”
Ma poi pensavo che se credo, come credo, che la nostra vita sia nelle Sue mani, significa che TUTTA la mia vita è nelle Sue mani. I vecchi dicevano che non si muove foglia che Dio non voglia, e perché allora non si trova parcheggio che Dio non voglia?
Certo che c’è il rischio di cadere nel fatalismo, o nel negare la nostra libertà di figli o il nostro libero arbitrio. Ma come a me, siccome amo mia moglie, a volte mi piace farle dei doni anche senza un’occasione particolare, perché non posso pensare che a volte a Dio piaccia farmi dei doni senza motivo?
In fondo mia ha già donato la vita, senza un motivo. E mi ha donato la salvezza senza un motivo né soprattutto nessun merito da parte mia.

8 commenti:

  1. O il vostro Dio ha potere su tutto o non ha potere su niente. Un Dio che non ha occhio su tutto non è un dio.

    RispondiElimina
  2. È vero quello che dici, caro Zoroastro. Però io preferirei 'correggere' la tua seconda frase così: "Un Dio che non ama tutto e tutti non è un dio". O almeno non è un dio che mi possa interessare.
    Pace e benedizione
    Julo d.

    RispondiElimina
  3. "Interessare"... ma per ricollegarci ad altre discussioni il decidere se dio ti interessa o meno a secondo di quello che è non è ideologia?

    RispondiElimina
  4. Vedo che la discussione da leggera inizia a farsi seria.
    Il rischio di cadere nell'ideologia c'è sempre e lo corriamo tutti.
    Altro problema è quello che è Dio e quello che io penso che sia. Sono sempre certo che quello che io penso su Dio e su quello che Lui sia, è sempre parziale. Proprio perché Dio è dio, è al di là di ogni piena conoscenza umana. In questo sono molto vicino alla teologia apofatica.
    Certamente c'è sempre la tentazione di identificare Dio con quella che è la mia idea di Dio. E IMHO questa è ideologia, o meglio, idolatria. Per fortuna poi ci sono le persone come te che mi fanno notare il tutto.
    Pace e benedizione
    Julo d.

    RispondiElimina
  5. Anche PDBmaster una volta mi ha parlato di questa teologica apofatica, ma se su Dio non è possibile nessuna forma di affermazione o negazione, perché intanto è al di sopra di tutto, allora hanno ragione gli agnostici che ritengono di non esprimersi.

    RispondiElimina
  6. Con la differenza che gli agnostici non si pronunciano sull'esistenza di Dio. La teologia apofatica dice che Dio esiste, solo che non si può dire nulla circa le sue caratteristiche.
    Ed è una differenza sostanziale
    Pace e benedizione
    Julo d.

    RispondiElimina
  7. Ma allora rimane il Dio dei filosofi e non quello vostro.

    RispondiElimina
  8. C'è una differenza enorme invece. Il dio dei filosofi era un dio che avendo in sé tutte le perfezioni, essendo immutabile e impassibile, era un dio con cui non era possibile un rapporto. Il Dio cristiano invece è innanzi tutto persona, anzi la persona per eccellenza, e un Dio con cui non solo è possibile un rapporto, ma anzi è Lui stesso che cerca e desidera un rapporto con l'uomo. Anche la teologia apofatica dice che, essendo Dio totalmente diverso da noi, noi non possiamo dire niente di esaustivo su di Lui. Però dice che con Lui si può e si deve avere un rapporto.
    Pace e benedizione
    Julo d.

    RispondiElimina