L'Ascensione è la festa della presenza di Gesù in un altro modo: in tutti gli uomini, in tutti i giorni. Gesù non si è rinchiuso nel più alto dei cieli, lui è andato avanti e nel profondo. San Paolo scrive: «Cristo è il perfetto compimento di tutte le cose» (Ef 1,23). Ogni cosa che esiste ha in Cristo la sua pienezza e il suo futuro. Essere cristiani è avere la certezza che Cristo è presente in tutte le cose. Che lui è forza di Ascensione dell'intero creato, energia che alimenta l'esistenza e la storia non solo umana, ma di tutto il creato.
C'è un aggettivo che ha una presenza martellante in tutte e tre le letture di oggi, "tutto": «andate in tutto il mondo... a tutte le genti annunciate... ogni potere è mio... io sarò con voi tutti i giorni... tutto è sotto i suoi piedi».
Il nobel François Mauriac scrisse: "Dal giorno dell'Ascensione abbiamo Dio in agguato all'angolo di ogni strada".
Con l'Ascensione non abbiamo l'assenza di Gesù, ma una presenza più profonda. Gesù adesso è diffuso per tutta l'umanità, seminato in tutte le cose, fino a quando, alla fine del tempo, sarà «tutto in tutti» (Col 3, 11).
Gesù non è solo in me, ma anche nel cuore più distratto, o in quello che si crede spento, perfino in quello che lo rifiuta. Ma Cristo è presente anche in tutte le cose: nella tenera piantina, nella fredda pietra, nelle più lontane galassie come nella forza che tiene uniti gli atomi.
Adesso tutti i giorni e tutte le cose mi possono parlare di Dio, tutti i giorni e tutte le cose sono angeli e Vangeli sul mio cammino di essere umano: "il divino traspare dal fondo di ogni essere" (Theilard de Chardin).
«Essi però dubitarono [...] Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli». Gesù se ne va con un atto di enorme fiducia nell'uomo. Ci affida la sua Chiesa nonostante il nostri dubbi. Ci chiama, mi chiama ad essere suo testimone nonostante le mie debolezze, i miei limiti, i miei peccati, i miei tradimenti. Ha fiducia in me più di quanta ne abbia io stesso. Sa che sono in grado di essere quel pizzico di lievito, quel granello di sale che, magari di un'inezia, riuscirà a contagiare di Spirito chi mi è affidato.
Letture:
Atti 1,1-11
Salmo 46
Efesini 1,17-23
Matteo 28,16-20
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,16-20)
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».






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