Una grande folla è andata ad ascoltare da Gesù parole d'amore e di consolazione. Ma adesso è sera e devono mangiare. I discepoli, uomini pratici, dicono: «congedali perché vadano a comprarsi da mangiare». Il maestro ribatte: «voi stessi date loro da mangiare».
Due atteggiamenti opposti sintetizzati in due verbi: 'comprare' e 'dare'.
Comprare, dicono gli apostoli. Ed è la nostra mentalità: se vuoi qualcosa, lo devi pagare. Non c'è nulla di scandaloso, ma neppure nulla di grande in questa nostra logica dove trionfa l'eterna illusione dell'equilibrio tra il dare e l'avere.
In questo sistema chiuso, prigioniero della contabilità, Gesù introduce il suo verbo: «voi stessi date». Non dice vendete, scambiate, prestate; ma dice semplicemente "date". E sopra il principio del calcolo spunta un altro principio: la gratuità, l'amore senza calcoli, il disequilibrio, dare senza aspettarsi niente.
Il miracolo della moltiplicazione comincia quando il pane da mio diventa nostro, nostro pane quotidiano. Il pane per me stesso è una questione materiale, il pane per il mio vicino è una questione spirituale.
Dacci il nostro pane, diciamo. E questa domanda rimbalza da Dio fino a noi «voi stessi date loro da mangiare». «Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante» (Luca 6,38). È la folle regola del Regno: poco pane condiviso tra tutti è sufficiente, perché diventa il pane di Dio. La fame comincia quando io tengo il mio pane per me, quando l'Occidente tiene il suo pane per sé.
In questo nostro mondo il primo miracolo (impossibile, ma proprio per questo necessario) è la condivisione. Sfamare la terra è un miracolo possibile se la condivisione prende piede.
La moltiplicazione verrà perché chi condivide convoca Dio, mette il pane nelle sue mani, diventa dipendente dal cielo, e Dio non lo abbandona. E cinque pani basteranno per una folla, e i pezzi avanzati riempiranno dodici ceste. Nulla andrà perduto perché nulla è troppo piccolo per non servire alla comunione.
Un'ultima considerazione:
«Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.»
Il fatto è che le donne, allora, non venivano contate perché "non contavano", erano trascurabili, erano un nulla, proprio come i bambini. Oggi si contano - specialmente quando si tratta di riempire le chiese - ma non è detto che contino molto di più. La mentalità di Matteo si è tramandata fino a noi, di generazione in generazione, per via ... celibataria.
Letture:
Isaia 55,1-3
Salmo 144
Romani 8,35.37-39
Matteo 14,13-21
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,13-21)
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull?erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.
In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull?erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.









