«I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie» ci ricorda il Signore tramite il profeta Isaia nella prima lettura. E Gesù ce lo spiega nella parabola: decisamente il padrone della vigna non ragiona in maniera umana; Lui non ragiona in termini di contratto di lavoro, di massimizzare gli utili, di economia d'impresa.
Pagando gli operai dell'ultima ora come quelli della prima, Dio non si è limitato a pagargli il lavoro, ma li ha risarciti di tutte le porte sbattute in faccia durante la giornata. Li ha risarciti di tutti i "le faremo sapere" detti mentre la domanda veniva buttata nel cestino, di tutti i "non ha abbastanza esperienza", o "ha troppa esperienza", di tutti i "non assumiamo stranieri", "non assumiamo neri", "non assumiamo donne".
Li vuole risarcire di tutte quelle volte in cui la loro dignità di persone è stata calpestata, di tutte quelle volte in cui gli è stato negato il diritto di potersi guadagnare il pane quotidiano con onestà e senza doverlo mendicare.
È difficile per noi capire questo sguardo di Dio. Questo padrone buono non viene capito neanche dai suoi operai, specie quelli della prima ora. Dimenticano che loro hanno patteggiato con Lui, sono giunti ad un accordo economico, e quello ricevono. Ma gli altri si sono semplicemente fidati, non hanno chiesto niente.
Con Dio non conviene mai trattare! Se tratti con Lui, al massimo ricevi quello che hai chiesto; se invece ti fidi, se ti affidi, ricevi il tutto.
La sua priorità non è dare lavoro a tutti, ma aprire a tutti la sua vigna. Più che lavoratori cerca partecipanti alla festa del raccolto.
Perché lavorare nella sua vigna non è fatica, è Grazia, è già ricompensa. La paga più grande, il salario immenso, non è nel denaro guadagnato alla fine della giornata, ma in ogni istante vissuto con Dio nella sua vigna.
Anche di questo ha voluto risarcire gli operai dell'ultima ora: dei mancati momenti insieme.
Per questo esce ogni ora e ogni giorno alla ricerca di tutti noi.
Letture:
Isaia 55,6-9
Salmo 144
Filippesi 1,20-24.27
Matteo 20,1-16
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,1-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna".
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo".
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: "Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò". Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: "Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?". Gli risposero: "Perché nessuno ci ha presi a giornata". Ed egli disse loro: "Andate anche voi nella vigna".
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: "Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi". Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: "Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo".
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: "Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?". Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».








