«Gesù, vedendo le folle ne sentì compassione». Tutto ha le radici nella compassione, Gesù prova dolore per il dolore del mondo, per il molto dolore dell'uomo. Gesù è il pianto di Dio che si è fatto uomo.
«La messe è molta...», gli occhi di Gesù non vedono la moltitudine delle persone, ma le innumerevoli spighe gonfie di lacrime e paure, le infinite greggi di pecore che soffrono di un'indicibile solitudine perché non hanno un pastore.
La reazione di Gesù, che è poi la reazione di Dio, è un dolore che gli prende le viscere e suscita compassione.
È il ministero della pietà, che viene affidato ai Dodici: dovranno preservare, custodire, salvare la compassione, cioè il 'con-patire'. E lo dovranno portare in tutto il mondo attraverso sei azioni: predicate, guarite, risuscitate, sanate, liberate e donate.
La missione è doppia: predicare e prendersi cura della vita.
C'è il ministero della predicazione apostolica, ma strettamente unito al ministero della pietà, e in un rapporto sbilanciato di uno a cinque. Il lavoro nel campo del Signore si esprime in gesti concreti, in cinque opere che dimostrano che "Dio si prende cura di te. Dio ti è vicino con amore". Il Signore soccorre la fragilità dell'uomo con la fragilità di altri uomini, Lui interviene per i suoi figli attraverso gli altri suoi figli. La risposta di Gesù alla sofferenza del mondo sono io. "Dio salva attraverso persone" (Romano Guardini).
«Pregate il signore della messe perché mandi operai nella sua messe». Noi subito pensiamo che queste parole siano un invito a pregare per le vocazioni sacerdotali. Ma in realtà sono molto di più. È la preghiera di Gesù perché io riesca a dire: "manda me, Signore. Mandami come operatore della pietà, mietitore di sofferenza; manda me a lottare con tutti contro il male e l'ingiustizia. Manda me, Signore, con mani che sostengano e accarezzino, con parole che fascino il cuore e lo riscaldino".
La compassione di Dio spezza lo schema buoni/cattivi; getta ponti per oltrepassare i fossati del meritevole/non-meritevole. Compassione di Dio sono le mani della pietà e le labbra della preghiera che rendono l'amore cristiano ciò che deve essere: un amore sempre meno selettivo, sempre più onnicomprensivo.
Noi, che abbiamo sperimentato l'abbraccio misericordioso del Padre, non possiamo, e non dobbiamo, negare anche solo una piccola carezza ad ogni figlio di Dio che il Padre mette sulla nostra strada: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Letture:
Esodo 19,2-6
Salmo 147
Romani 5,6-11
Matteo 9,36-10,8
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,36-10,8)
In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».









