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| Pecore col pastore Foto di Yasin Guçluturk su Unsplash |
«[Il pastore] chiama le sue pecore, ciascuna per nome». Il Signore mi chiama per nome con lo stesso affetto con cui ha chiamato Marta (Lc 10,41) o la Maddalena (Gv 20,16). Dice il mio nome con un amore che nessuno potrà mai eguagliare. E chiamandomi solamente per nome, senza evocare nessun ruolo, o funzione, o aggettivo, mi restituisce la mia dignità di uomo, la mia unicità. Si rivela un Dio che mi conosce e mi accoglie con tutte le mie emozioni, i miei sentimenti, i miei limiti e i miei pregi. Lui mi ama così come sono, e l'unica cosa che mi chiede è di accettare il suo amore, di lasciarmi amare.
«Le conduce fuori». Gesù non è il Dio dei recinti, degli spazi limitati, della paura. È il Dio della libertà, degli spazi aperti, dello sguardo che va oltre l'orizzonte, rivolto non a ciò che è stato, ma a ciò che sarà. È il Dio della fiducia, fiducia nel mondo, ma soprattutto fiducia nei suoi figli. La fiducia è la prima condizione perché ci sia vita, e Lui è il Dio della vita.
«Cammina davanti a esse». Mi fa pensare al salmo: «mi indicherai il sentiero della vita» (Sal 15,11), alla frase degli angeli alle donne la mattina di Pasqua: «vi precede in Galilea» (Mt 28,7). È un pastore che non sta rinchiuso nel suo orticello, ma uno che apre cammini, che inventa strade sempre nuove. È un pastore che precede, che cammina attratto dal futuro e non dai rimpianti.
Non sta dietro per frenare o rimproverare, ma davanti per trascinare col suo esempio, attirare col suo andare avanti.
«Lo seguono perché conoscono la sua voce» Lo ascoltano perché sono riconosciute. Lo ascoltano perché prima di tutto sanno di essere ascoltate. Chi non lo ascolta si condanna a restare nel vecchio recinto, nelle vecchie paure, a sopravvivere. Chi lo ascolta spalanca le ali verso il futuro, verso la vita piena. Piena di amore, di affetto... piena di Dio.
«Io sono la porta». Non un muro compatto, invalicabile. Gesù è apertura verso l'esterno e verso gli altri, è passaggio attraverso il quale la vita entra ed esce senza misura.
Seguire Cristo, essere cristiani vuol dire attraversare quella porta, lasciare che Lui porti il mio cuore verso le cose che Lui amava e ama: noi esseri umani, tutti e senza esclusioni, la libertà. Vuol dire donare il proprio cuore. Vuol dire essere uscio spalancato attraversato da molte vite.
Letture:
Atti 2,14.36-41
Salmo 22
1 Pietro 2,20-25
Giovanni 10,1-10
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,1-10)
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».
In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza».



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