Come sempre, quando gli viene posta una domanda trabocchetto, Gesù spiazza gli interlocutori, e noi con loro, ribaltando la prospettiva: i farisei parlano di «pagare»; Lui dice di «restituire»
I farisei, e troppo spesso noi con loro, pensano che tutto abbia un prezzo, che ogni cosa debba essere pagata o in denaro o in sacrifici, anche Dio e la sua misericordia, anche il Paradiso.
Gesù ci ricorda che tutto è dono. Esistere non è un diritto, è un dono. La tua vita è un regalo di Dio e degli altri: genitori, amici, storia, cultura, lavoro. Anche il tuo pane quotidiano è impastato dalla mano di Dio e da innumerevoli mani umane.
La vita è una pioggia di doni, e siamo chiamati a rendere il dono d'amore, di benessere, di salute, d'istruzione. La vita va e viene. Da altri a te, da te ad altri, un circuito aperto. Dal momento che iniziamo ad esistere, esistiamo in relazione.
La seconda parte della frase non è un parallelismo della prima, è un salto di livello totale. Se per vedere l'immagine di Cesare è stata necessaria una moneta, qual è l'immagine di Dio? L'uomo! Noi siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1,26-27). Noi siamo l'immagine di Dio.
E allora restituire a Dio è dire a tutti i Cesari della storia: "giù le mani dall'uomo". L'uomo è di Dio. Restituire a Dio vuol dire restituire ai poveri, agli esclusi, agli sfruttati, alle vittime dell'ingiustizia, ai senza voce, ai dimenticati, a tutti i bastonati dalla vita, nessuno escluso, la loro dignità.
Dio non incassa i suoi tributi solo in chiesa. Anzi, Lui preferisce incassare agli sportelli dell'umanità.
Letture:
Isaia 45,1.4-6
Salmo 95
1Tessalonicesi 1,1-5
Matteo 22,15-21
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,15-21)
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di' a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».







