C'è, nel primo film della serie che il regista Kieslowski ha realizzato sul Decalogo, questa scena: «il piccolo Pawel sta giocando. Ad un tratto si ferma e domanda alla zia: "Com'è Dio?". La zia, senza parlare, gli si avvicina, lo abbraccia, gli bacia la testa e, sempre tenendolo stretto, gli domanda: "Come ti senti adesso?". Pawel alzando gli occhi le risponde: "Bene, mi sento bene". E la zia: "Ecco, Pawel, Dio è così"».
Dio non è una definizione ma un'esperienza.
La Trinità non è un concetto da capire, ma un abbraccio da accogliere.
Dio come un abbraccio perché Dio è amore, e senza amore non c'è magistero, non c'è teologia, senza amore nessuno riesce a parlare di Dio.
La Trinità è la rivelazione del segreto del vivere, della verità sulla vita, sulla morte, sull'amore. Mi dice che al principio di tutto quanto esiste ed esisterà c'è la relazione, la comunione. Un solo Dio in tre persone: Dio in se stesso non è solitudine, ma è comunione.
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio». Il Vangelo ci annuncia che alla base di tutto non c'è nient'altro che l'amore. Ma il verbo 'amare', nella Bibbia, si traduce sempre con un altro verbo molto concreto, molto terra-terra: il verbo "dare". Amare equivale a dare, il verbo delle mani che offrono. Non c'è amore se non c'è dono.
Se mi domandano: tu a che cosa credi? mi verrebbe spontaneo rispondere che credo in Dio Padre, in Gesù crocifisso e risorto, la Chiesa..., ma Giovanni indica una risposta diversa: il cristiano crede all'amore, noi crediamo all'amore che Dio ha per noi! È questa la vera fede.
«Dio ha tanto amato il mondo». Non solo l'uomo, tutto il mondo è amato, la terra, gli animali, le piante. La creazione intera è amata. E se Lui ha amato, anch'io devo amare questa terra, con i suoi figli, il suo verde, i suoi fiori, la sua bellezza.
La festa della Trinità è luce al mio cuore profondo, è rivelazione del senso ultimo dell'universo.
Incamminato verso un Padre che è la fonte della vita, verso un Figlio innamorato, verso uno Spirito che semina comunione nelle nostre solitudini, io mi sento piccolo e allo stesso tempo abbracciato dal mistero. Piccolo, ma abbracciato come si abbraccia un bambino che si ama.
Letture:
Esodo 34,4-6.8-9
Daniele 3,52-56
2 Corinzi 13,11-13
Giovanni 3,16-18
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-18)
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».








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