martedì 8 aprile 2008

Ci sono vittime e vittime

In questi giorni assistiamo alle giuste manifestazioni attorno alla fiaccola olimpica. Personalmente se sono d'accordo sulle motivazioni, non sono d'accordo sulle modalità. Mi sembra che siano in contrasto con la scelta nonviolenta dei monaci buddisti. Forse era più eclattante disporsi lungo tutto il percorso della fiaccola con cartelli in inglese e in cinese con la scritta "Tibet libero", immobili e zitti. Al massimo con fischietti in modo da accogliere la fiaccola con una salva di fischi. O pernacchie sonore, alla De Filippo col 'pernacchio'.

Ma c'è una cosa che mi dà fastidio. Quello che sta facendo il governo cinese in Tibet coi tibetani è una cosa veramente ignobile, ma non è l'unica. Da anni lo stesso trattamento viene riservato anche ad altre realtà. E se nei confronti di alcune di esse a volte si sono levate deboli voci (penso alla setta Fan-lo), c'è una persecuzione che viene taciuta e misconosciuta: quella nei confronti dei cristiani, di tutti i cristiani, non solo dei cattolici.

Se siamo contro le persecuzioni, dobbiamo esserlo egualmente contro OGNI persecuzione. Non esistono vittime di serie A e vittime di serie B. Mi pare che invece nei nostri media occidentali di fatto ci siano vittime che sono più vittime di altre.

Pace e benedizione

6 commenti:

  1. Ma figurati l'occidente ipocrita se fa qualcosa... ormai è troppo alle dipendenze economiche dalla Cina (conosci qualche multinazionale che non fa affari con loro?)
    Per non parlare poi dell'opinione pubblica che si fa manipolare come degli ebeti dai mass media i quali, decidono chi deve recitare la parte del cattivo e chi del buono...
    In questo caso ritengo cmq che sia ingiusta la persecuzione contro i tibetani.. ogni repessione violenta è da evitare poichè la violenza non risolve i problemi ma ne crea altri..

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  2. Perfettamente d'accordo! Con amicizia. Maria Carmen

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  3. Vorrei anche riflettere sullo strano comportamento. Da un lato centinaia di paesi hanno assegnato le olimpiadi alla cina; dall'altra, gli stessi paesi appaiono oggi "stranamente" in protesta. Resta cmq stucchevole il comportamento ipocrita di chi in casa mostra di condannare e "fuori casa" sottoscrive accordi commerciali. Credo che occorra recuperare una riflessione più oggettiva.
    fraterni saluti
    vincenzo

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  4. La violenza non ha mai risolto i problemi. Se apparentemente ne risolve uno, in realtà ne apre molti altri.
    Quanto poi ai governi occidentali, sono troppo coinvolti economicamente per sperare che prendano una posizione. Proprio oggi leggevo che la posizione molto ondivaga di Sarkozy si deve proprio al fatto che la Francia ha ingenti interessi e contratti economici in Cina, e che le manifestazioni di Parigi abbiano nociuto al rapporto Pechino-Parigi.
    Ma quale difesa dei diritti umani!
    La smettano di prenderci in giro!
    Pace e benedizione

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  5. hai ragione, ma non credi che toccherebbe ai cristiani per primi organizzare una protesta? O lo debbono fare i comunisti? ;-)
    hai visto la foto in cui soldati cinesi si preparano ad indossare le vesti dei monaci tibetani? per creare disordini ed incolparli? che orrore
    ciao marina

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  6. Diciamo che il modo di protestare dei cristiani non è scendere in piazza.
    La foto l'ho vista. E ti dirò che non mi meraviglia. Conoscendo anche solo un po' il buddismo tibetano, l'idea di monaci che compiono atti di violenza è più assurda di un Bertinotti che vota la Santanchè.
    Pace e benedizione

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