venerdì 15 agosto 2008

Il sole sorge sempre (e a volte 2 volte)

Ho lavorato per anni (e fino a quando non ha chiuso, ma questa è un'altra storia) in una raffineria. Turnista. In questi anni ho imparato ad apprezzare realmente l'aurora e l'alba, insomma, il sorgere del sole. Dopo una notte passata a lavorare era letteralmente l'inizio del riposo: tra poco sarebbe arrivato il cambio, una meritata doccia, poi a casa, una buona colazione e infine a dormire.
Dopo una notte di lavoro il sorgere del sole non è più solo uno spettacolo poetico (tipo quello che da giovane andavo a vedere in cima ad una montagna o in riva al mare) ma soprattutto una vera e propria liberazione, una rinascita.

È allora che ho imparato il vero senso della frase biblica: "Sentinella, quanto manca al mattino?" Ancora oggi quando la leggo ne sento tutta l'ansia e la tensione.

In questo periodo dell'anno in cui le giornate si stanno accorciando (ma lo stesso capita in primavera, quando si allungano) quando esco di casa la mattina per andare a lavorare il sole è appena sorto. Lo sento che mi scalda il viso mentre cammino per le strade ancora deserte o quasi. Ma mentre risalgo la strada verso il lavoro, ecco che si nasconde dietro la collina. Quando arrivo è ben bene nascosto.

Dopo aver acceso il mio computer, aver controllato che i server siano tutti a posto, scendo a fumarmi una sigaretta. E così mi posso godere il sole che sorge per la seconda volta (almeno per me)

Pace e benedizione

4 commenti:

  1. Bella l'angolazione con la quale racconti l'attesa dell'alba. In effetti, la maggior parte delle persone e' portata a pensarla in modo poetico e non pensa a chi l'aspetta lavorando.
    Purtroppo ultimamente ho cominciato a soffrire di insonnia e in tal caso il sorgere del sole lo vivo un po' come fallimento (anche stanotte non sono riuscita ad addormentarmi) un po' come liberazione (basta a questo punto non ci provo piu').
    Un caro saluto,

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  2. Ti dirò che in questi giorni, in cui a causa di un forte mal di schiena, non riesco a dormire, lo vedo come una liberazione: "finalmente la notte è finita!!!"

    Comunque c'è anche la speranza di chi passa una notte al capezzale di una persona amata. Si ha sempre in fondo al cuore il pensiero che se qualcosa di brutto deve succedere, succederà di notte ("speriamo che passi la notte" oppure "vediamo come passa la notte") per cui l'arrivo del nuovo giorno è l'aprirsi a una nuova speranza. È realmente una nuova luce che illumina sia gli occhi che soprattutto il cuore.

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  3. commovente il racconto delle tue albe
    Ma la sigaretta? dai, buttala...
    marina, tornata dalle vacanze a leggerti con piacere

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  4. Veramente la sigaretta la butto sempre.
    Quando l'ho finita e in un posacenere.
    ;-)
    Però mai per terra. Se proprio non ci sono altre possibilità in un tombino.

    Vedo che con il ritorno dalle vacanze hai cambiato il tuo avatar. Ci avrei visto meglio la cinquecento.

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