Il peso di una parola
Quando la parola tumore non è più argomento di una discussione, o causa di compassione per qualcuno che conosci anche bene, ma diagnosi espressa all'interno della tua famiglia, allora acquista tutto un altro peso.
E allora quadrantomia, braccio grosso, linfodrenaggio, radio o chemioterapia non sono più parole strane e vaghe, ma realtà che scavano nel corpo e nello spirito.
E per quanto ti sia informato, scopri fino in fondo la differenza abissale tra esperienza letta e vita vissuta.
Ma allo stesso tempo sono l'occasione per scoprire, anche in te, risorse che neanche supponevi.
E in fondo a tutto, nel fondo del cuore continua ad ardere la speranza.
E da questa fiamma sgorga un augurio sentito come non mai:
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Incarnazione 3
Tra i tantissimi significati e conseguenze dell’Incarnazione questa sera vorrei affrontarne ancora due.
Viviamo in una cultura dell’efficienza, dell’utilità. Tutto ciò che non è efficiente e/o utile non ha dignità, deve essere messo da parte quando non eliminato. E lo stesso trattamento lo si riserva alle persone, basta pensare agli anziani, agli ammalati incurabili, ai bambini non ancora nati.
Ma cosa c’è di più inutile di un neonato in una mangiatoia? di un uomo inchiodato su una croce? Eppure quel bambino, quell’uomo, salvano il mondo, donano la vera pace e la vera felicità. Sono la vera e unica risposta alla nostra sete di senso, alla nostra fame di amore.
L’Incarnazione ci fa capire l’importanza estrema di tutti quei nostri gesti che troppo superficialmente consideriamo inutili. Non c’è niente di più grande del donare un fiore o un sorriso, un abbraccio a una persona sola o sofferente, cinque minuti del nostro tempo a chi non ha nessuno. Ogni volta che per amore compiamo un gesto gratuito, disinteressato e quindi, per la mentalità del mondo, inutile, noi rendiamo attuale l’Incarnazione, siamo il mezzo con cui Dio viene tra di noi.
Dio diventa uomo tramite una vergine che è sposata. Con questa sua scelta Dio eleva alla stessa dignità e santità sia la verginità che il matrimonio. Non esistono più scelte di vita privilegiate, ma tutte hanno la medesima dignità, la stessa possibilità di santità e di felicità. Entrambe sono egualmente gradite a Dio e santificate da Lui.
Ma non solo questo ci insegna la Vergine che partorisce. Ci insegna anche l’importanza dell’unità nella diversità. La diversità non è un ostacolo all’unità, anzi non c’è vera unità se non nella diversità, nell’accettazione e nella valorizzazione delle rispettive diversità. Come sintetizzava il grande teologo Yves Congar, “i cristiani devono essere uniti nella diversità e diversi nell’unità”.
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Incarnazione 2
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Incarnazione 1
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