lunedì 15 ottobre 2007

Il Peccato

Due monaci buddisti, in cammino verso il monastero, incontrarono sulla riva del fiume una donna molto bella. Come loro ella desiderava attraversare il fiume, ma l’acqua era troppo alta. Così uno dei monaci se la pose sulle spalle e la portò sull’altra sponda.
Il monaco che era con lui era scandalizzato. Per due ore intere lo rimproverò per la sua negligenza nel rispettare la santa regola: aveva dimenticato che era un monaco? Come aveva osato toccare una donna? E peggio trasportarla attraverso il fiume? E cosa avrebbe detto la gente? Non aveva screditato la santa religione? E così via.
Il monaco rimproverato ascoltò con pazienza l’interminabile predica. Alla fine lo interruppe dicendo: “Fratello, io ho lasciato quella donna al fiume. Non sarà che tu te la stia ancora portando dietro?

L’atto del peccato è molto meno dannoso del desiderio e del pensiero del peccato. Quando qualcuno non fa che rimuginare sui peccati commessi da altri sorge il sospetto che queste riflessioni procurino loro più piacere di quanto il peccato ne procuri al peccatore.

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