venerdì 12 ottobre 2007

Presunzione e superbia

Il maestro sufi Sa’di di Shiraz racconta questa storia di sé stesso:
Quand’ero bambino ero un ragazzo pio, fervente nella preghiera e nella devozione. Una notte vegliavo con mio padre con il santo Corano in grembo. Tutti gli altri presenti nella stanza iniziarono a sonnecchiare e ben presto si addormentarono profondamente, per cui dissi a mio padre: “Nessuno di questi dormiglioni apre gli occhi o solleva la testa per dire le preghiere. Si direbbe che sono tutti morti”.
Mio padre replicò: “Mio diletto figliolo, preferirei che anche tu ti fossi addormentato come loro piuttosto che maldicente”.

Bisogna fare attenzione perché la presunzione e la superbia sono sempre in agguato.

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