15 gennaio 2026

Agnello mite che dona tutto sé stesso - 18/1/2026 - II Domenica Tempo Ordinario

 


"agnello di Dio"

 
«Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo». Ad ogni messa ripetiamo le parole di Giovanni, il Battista. "Il peccato", al singolare, non i peccati. Gesù non toglie i singoli peccati, i vari comportamenti malati, ma, se lo accogli, guarisce alla radice il tuo cuore, là dove tutti i peccati hanno origine.
 
«Il peccato del mondo» è una parola enorme, gonfia di dolore e di morte. In fondo il peccato è scegliere la morte: «io ti ho posto davanti la vita e la morte: scegli. Ma scegli la vita!» (cfr. Dt 30,19). Dio ci chiede prima di tutto di scegliere. Per Lui la nostra libertà è un imperativo, ma fa di tutto perché l'uomo viva, perché Lui È la vita. Scegliere la vita è il comandamento che riassume tutti gli altri, il faro che dovrebbe illuminare tutte le nostre scelte. Gesù è venuto come datore di vita, per accrescere la nostra umanità: bene è ciò che dona all'uomo più umanità, male ciò che lo diminuisce in umanità.
 
«Ecco colui che toglie il peccato». Non un verbo al futuro, cioè attesa di qualcosa che avverrà non si sa quando; non al passato, come un fatto già avvenuto. Al presente: ecco colui che adesso, senza stancarsi mai, continua a grattare via il mio peccato. Contemporaneo a me e al mio peccato c'è Cristo con il suo perdono.
 
Ma in che modo «toglie il peccato del mondo»? Con il castigo, con il rimprovero, con l'esclusione? No, con il bene, con la misericordia, con l'amore.
Per vincere il buio del male comincia ad alitare la luce del giorno, per vincere la nostra sterile aridità sparge milioni di semi, per disarmare la vendetta porge l'altra guancia, per estirpare la zizzania si prende cura del buon grano. Non condanna, ma perdona.
 
Noi siamo inviati per essere le braccia di questo amore che toglie il male. Noi siamo le braccia aperte che Dio dona al mondo. Aperte per abbracciare tutti: anche una pianta, anche un animale si accorge se c'è tenerezza in chi li avvicina.
Allora anch'io dovrei cercare di essere un piccolo segno che ogni creatura è amata teneramente e profondamente da Dio, agnello mite che dona tutto sé stesso.
 
 

 
Letture:
Isaia 49,3.5-6
Salmo 39
1Corinzi 1,1-3
Giovanni 1,29-34
 
 
 

 
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
 
 

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