08 gennaio 2026

Rivelazione della Trinità - 11/1/2026 - Battesimo del Signore

 
Il Battesimo di Cristo (particolare)
Verrocchio e Leonardo (Tempera e olio su tavola) 1470-1475 c.
Gallerie degli Uffizi (FI)

 
Lo Spirito di Dio e l'acqua sono le prime presenze della Bibbia e compaiono al secondo versetto della Genesi: «lo spirito di Dio aleggiava sulle acque». Il creato, la vita iniziano con la danza dello Spirito sull'acqua, quasi un volo di colomba sul nido a difesa delle uova che stanno per schiudersi. E da allora lo Spirito e l'acqua sono legati al fiorire della vita. Per questo sono presenti come sorgente di vita nel Battesimo di Gesù e anche nel nostro Battesimo.
 
Ma il Battesimo di Gesù è anche rivelazione della Trinità: abbiamo il Padre, che è voce, il Figlio, che è corpo, e lo Spirito, che è legame, relazione di unità. C'è da notare che la voce del Padre nei vangeli risuona solo due volte: al Battesimo e alla Trasfigurazione, ad unire l'acqua della rinascita al monte dell'illuminazione.
 
La prima parola che dice è «Figlio», cioè colui che fa ciò che fa il padre, che gli assomiglia in tutto. Subito Dio si presenta come padre, come amore disarmato. Padre che percorre tutte le strade per riabbracciare il figlio. Padre che ama il figlio più della sua stessa vita.
 
«Amato» è la seconda parola. Il mio nome è "amato per sempre". «[Sappiano, Padre, che] li hai amati come hai amato me» (cfr. Gv 17,23). Dio mi ama come ama Gesù, con la stessa intensità, con la medesima emozione, con l'identica speranza. E continua ad amarmi dello stesso amore nonostante le delusioni, le ferite, i tradimenti che gli ho procurato. Sono amore e dolore di Dio, ma in Lui la misericordia prevale sempre (cfr. Gc 2, 13).
 
Di qui la terza parola: «Mio compiacimento». Un termine che indica piacere, gioia, esultanza. Ma quale gioia, quale emozione posso regalargli io, con il miei limiti, i miei difetti, il mio egoismo sempre pronto a prendere il sopravvento? Solo un amore immotivato spiega queste parole. Cercare un motivo per amare non è vero amore.
 
Al battesimo di Gesù il cielo si è aperto su Cristo. E da quel momento si apre anche su di noi come si aprono le braccia all'amico, all'amato. Si apre sotto l'urgenza dell'amore di Dio, e nessuno lo richiuderà più.
Ad ogni mattino, anche i più oscuri, inizia la tua giornata ascoltando per prima la Voce del Padre: "Figlio, amore mio, mia gioia". E sentirai il buio che si squarcia e l'amore che spiega le sue ali dentro di te.
E quando un giorno arriverai davanti a Lui, anche se sai che non sei altro che una canna incrinata, uno stoppino smorto, hai comunque la certezza che proprio a te ripeterà quelle tre parole: "Figlio mio, amore mio, gioia mia. Entra nell'abbraccio di tuo padre!"
 
 

 
Letture:
Isaia 42,1-4.6-7
Salmo 28
Atti 10,34-38
Matteo 3,13-17
 
 
 

 
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17)

n quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
 
 

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