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| Chiamata di Pietro e Andrea (Duccio di Buoninsegna) tempera su tavola (1308-1311 circa) - National Gallery of Art, Washington |
Il brano del Vangelo di oggi gira attorno a due parole di Gesù e a due sue azioni.
La due parole sono «convertitevi» e «regno».
Vediamo prima la seconda: il regno, cioè qualcosa che è fatto da Dio per gli uomini. Il regno di Dio è il mondo come Dio lo vuole, com'era il giardino in Eden, luogo libero da ogni inganno e violenza, in cui il Signore veniva a passeggiare per godere della compagnia dell'uomo. Dire che il regno è vicino significa dirci che Dio è vicino, vicinissimo a te, ti avvolge nel suo abbraccio.
Allora «convertitevi» significa: giratevi verso Colui che è già qui. Noi pensiamo alla conversione come fare penitenza del passato, come condizione imposta da Dio per il perdono. Gesù invece ci rivela che il movimento è esattamente l'inverso: è Lui che mi viene incontro, che mi raggiunge. Prima che io sia buono, Lui mi viene vicino. Allora io cambio vita, cambio il modo di vedere le cose. Mi converto perché, come scriveva padre Giovanni Vannucci, scopro che "noi siamo immersi in un mare d'amore e non ce ne rendiamo conto".
Convertirsi vuol dire vivere in maniera diversa, agire in maniera diversa. Ecco allora i due verbi di Gesù: «vide» e «disse». Le uniche 'armi' usate da Gesù sono lo sguardo e la voce.
Non è banale quel «vide». È uno sguardo che mette a fuoco la tua persona, ti sceglie, ti toglie dall'anonimato della folla e ti pone al centro. È uno sguardo che è soprattutto carico di affetto, che esprime amore. È uno sguardo che sana le tue ferite, che fa brillare i tuoi pregi (anche quelli che non sapevi di avere), che diventa una proposta di relazione, di comunione.
Il «disse» sottolinea l'importanza della voce, del modo di parlare. Una voce dal timbro unico, pieno del calore e del rispetto dell'amore. Una voce che ti colpisce il cuore facendo tacere tutte le altre. Un modo di parlare che ti spinge a dare il meglio, ad aprire il tuo cuore, ad accogliere chi ti si avvicina.
Il discepolo non deve fare altro che rispondere a quella voce, deve lasciarsi trovare, lasciarsi fare. L'iniziativa è sempre di Gesù.
La fede è sempre risposta all'iniziativa di Dio. Se 'mi decido' è perché sono stato toccato da Qualcuno che 'si è deciso' nei miei confronti. Non siamo noi che andiamo alla ricerca di Dio, è Dio che si mette alla ricerca dell'uomo («Adamo, dove sei?» Gen. 3, 9). La vita cristiana non è una conquista, ma un 'essere conquistati'.
Letture:
Deuteronomio 30,10-14
Salmo 18
Colossesi 1,15-20
Luca 10,25-37
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,12-23)
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazareth e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazareth e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

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