12 febbraio 2026

Convertire il cuore - 15/2/2026 - VI Domenica Tempo Ordinario

 
Cristo in trono
miniatura carolingia dall'Evangelario di Lorsch
(Codex aureus di Lorsch / VIII-IX secolo)
Intorno alla figura di Cristo i simboli dei quattro evangelisti

 
Ad una prima lettura sembra quasi che Gesù, con tutti quei «ma io vi dico ...», voglia rendere ancora più 'difficile' la legge, che invece di darci un «giogo dolce e un carico leggero» (cfr. Mt 11,30), voglia aggiungere ancora più peso sulle nostre spalle.
In realtà ci sta mettendo in guardia. Lui porta a compimento la Legge non perché aggiunge codicilli, o modifica articoli; la realizza pienamente perché la porta al suo giusto posto: è un mezzo, non un fine! Il fine della nostra vita è la gioia di scioglierci nell'abbraccio amoroso di Dio: «Mi indicherai il sentiero della vita, / gioia piena alla tua presenza, / dolcezza senza fine alla tua destra.» (Sal 16(15),11) È questa la meta finale: una piena gioia e una dolcezza infinita.
 
La Legge ci dovrebbe aiutare a non disprezzare nessun essere umano, a non sentirci migliori degli altri, a non considerare niente e nessuno come mezzo per il soddisfacimento dei propri interessi, o degli interessi esclusivi della famiglia, del partito, della nazione.
Man mano che progrediamo nel sentiero dell'amore, scopriamo che non è la fedeltà alla Legge che fa di noi dei giusti, che ci sono delle situazioni in cui Legge e giustizia non vanno a braccetto, che, come diceva un giurista, a volte applicare pienamente la legge significa commettere un'ingiustizia. La Legge dovrebbe aiutarci a capire che non è una questione di regole, ma è soprattutto una questione di cuore.
 
Finché rispettiamo l'esteriorità delle regole, noi ci limitiamo a sopravvivere. Ma Gesù ci chiama ad un salto di qualità, ad una svolta fondamentale: passare dalla legge alla persona, dall'esterno all'interno, dalla religione del fare a quella dell'essere. Dobbiamo ritornare al cuore, là dove nascono le grandi 'motivazioni' delle nostre azioni. Cura il tuo cuore e potrai curare tutta la vita attorno a te. Custodisci il cuore perché è la sorgente della vita.
"Aiutaci, Signore, a custodire questo fragile, splendido dono che ci hai dato: questo cuore che è di carne, a volte anche di pietra, ma che sa di cielo, che pulsa di paradiso".
 
 

 
Letture:
Siracide15,16-21
Salmo 118
1Corinzi 2,6-10
Matteo 5,17-37
 
 
 

 
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,17-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: "Stupido", dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: "Pazzo", sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: "Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio". Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno».

Forma breve (Mt 5, 20-22a.27-28.33-34a.37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: "Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti". Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: "sì, sì", "no, no"; il di più viene dal Maligno».
 
 

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