01 gennaio 2026

Tu sei una meraviglia - 4/1/2026 - II Domenica dopo Natale

 
«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi»
Foto di Jill Sauve su Unsplash

 
Il Vangelo di Giovanni inizia con le parole «In principio», le stesse parole con cui inizia la Genesi, il primo libro della Bibbia. L'evangelista ci dice che l'Incarnazione è una nuova creazione; che Dio, che fa nuove tutte le cose, ci dona nuove possibilità.
Dio non accetta la distanza che abbiamo posto tra Lui e noi, non si dà pace per la nostra fuga. E allora decide di venire in mezzo a noi come uno di noi. Lo fa per starci vicino, per aiutarci a rialzarci quando cadiamo, per consolarci e asciugare le nostre lacrime quando soffriamo. Lo fa per darci tutta la sua forza e tutto il suo amore per mezzo del suo Spirito.
 
«Tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.» Tutto, non solo gli esseri umani, ma anche il filo d'erba, la pietra, il passero intirizzito che cerca briciole nella neve. Tutto riceve senso da lui, tutto è suo messaggio e sua carezza. Tutto è sua poesia d'amore per noi.
 
«In lui era la vita» Cristo non è venuto per darci una nuova teoria religiosa o nuove norme di comportamento. È venuto per donarci più vita: «Sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza» (Gv 10,10). Siamo invitati ad amare la vita come l'ama Dio, con i suoi temporali e le sue grandinate, ma anche con il suo sole che sorge colorando il cielo di rosa, con le sue primule appena nate. Siamo chiamati ad averne cura perché è la fragile tenda usata dal Verbo per stare in mezzo a noi, per esserci accanto.
 
«A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio» Diventare figli di Dio non è una semplice possibilità. È di più, è un'energia, una forza. È un potere che Dio stesso ci dà.
Ma cosa significa per me, nella mia vita? Ce l'ha spiegato benissimo papa Francesco: "Dio viene al mondo come figlio per renderci figli di Dio. [...] Oggi Dio ci meraviglia e dice a ciascuno di noi: 'Tu sei una meraviglia'" (omelia di papa Francesco, Messa di Mezzanotte, Natale 2020). Se ti senti inadeguato, Lui ti dice "no, sei mio figlio"; se ti senti sbagliato, Lui ti dice "no, sei mio figlio".
Sentirsi figlio vuol dire sentire la sua voce che in ogni momento ti sussurra nel cuore: "tu sei una meraviglia!" Ce lo ripete in ogni momento, quando facciamo cose 'buone', ma anche quando facciamo una delle nostre immense cavolate, quando cadiamo fragorosamente, quando falliamo. Ce lo ripete sempre in modo che anche noi possiamo lasciare un po' più di vita dietro di noi quando ce ne andremo, quando ritorneremo nel suo abbaccio.
 
 

 
Letture:
Siracide 24,1-4.12-16
Salmo 147
Efesini 1,3-6.15-18
Giovanni 1,1-18
 
 
 

 
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.