03 giugno 2021

Possiamo diventare Amore - 06/06/2021 - Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

 


«Prendete, questo è il mio corpo»
Prendere, afferrare, è questo che ci chiede Gesù. Un verbo molto fisico, che chiede un contatto molto ravvicinato, molto 'intimo'. A Gesù, a Dio, non è stato sufficiente scendere dal cielo e venire a vivere in mezzo a noi, non gli è bastato lasciare la sua gloria e prendere un corpo umano. La sua sete d'amore non si è ancora placata. Vuole, ha bisogno di entrare dentro di noi, di farsi nostra carne, di arrivare ad ogni cellula di ogni essere umano.
E questo lo poteva fare solo facendosi cibo. Ma non cibo raffinato, riservato a pochi eletti, bensì cibo comune, che si trova sulle tavole di tutti, su quella del re come su quella del carcerato. Non era sceso abbastanza in basso con l'incarnazione. Per raggiungere veramente tutti, per essere tutto in tutti, si è fatto cibo, pane condiviso in una tavolata di amici.

Gesù non è sceso sulla terra per sconfiggere il male, per castigare i peccatori. Lui è il grande seminatore, è sceso tra di noi per seminare il Paradiso sulla terra, per piantare Dio in ogni essere umano. Il nostro rispetto, la nostra venerazione non gli bastavano, non erano abbastanza.
E allora ci ha chiesto di mangiarlo, di mangiare il suo corpo condiviso. "Ti mangerei di baci" si dice ad un bambino piccolo, e Gesù ci ha preso in parola, si è fatto piccolo per farsi mangiare.

Prendere e mangiare. È il Creatore che chiede alla creatura un abbraccio, chiede il permesso di diventare una cosa sola. San Leone Magno diceva: "partecipare al corpo e al sangue di Cristo non tende ad altro che a trasformarci in quello che riceviamo". Ricevendo Dio, che è Amore, noi possiamo diventare Amore.
E allora il 'prendere' e il 'mangiare' si trasformano in un unico verbo, in un'unica azione: donarsi.


(Es 24,3-8; Sal 115; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26)


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