01 luglio 2021

Dio con l'abito di tutti i giorni - 04/07/2021 - XIV Domenica tempo ordinario

 


«Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data?»
Sono queste le due domande che i concittadini di Gesù si fanno. Sono domande importanti, tutto il Vangelo di Marco ruota proprio attorno a queste domande e cerca di darne la risposta. Invece gli abitanti di Nazareth hanno fretta, vogliono chiudere subito la questione. Invece di aprirsi al futuro, all'azione dello Spirito, si rifugiano nel passato, in quello che credono di sapere. Liquidano il problema invece di cercare di risolverlo.

Conoscono, ma sarebbe più giusto dire che pensano di conoscere, Gesù: è uno di loro, uno con cui sono stati per trent'anni gomito a gomito. E non riescono ad andare al di là di questa etichetta. Non riescono perché non vogliono, perché bisogna fare lo sforzo di abbandonare le idee che non spiegano più la realtà attuale. "La radice dell'incredulità è proprio questa incapacità di accogliere la manifestazione di Dio nel quotidiano" (Rinaldo Fabris). Si fa fatica a riconoscere Dio quando indossa l'abito di tutti i giorni.
Gli andava bene un Gesù che faceva il falegname, che apparteneva ad una famiglia insignificante. Ma destava scandalo il fatto che Gesù non rientrasse nei loro schemi riguardo a Dio, non coincideva con quello che loro pensavano di Dio.

In fondo Dio ci fa sempre difficoltà.
C'è chi non crede perché non lo vede.
E c'è chi, come i compaesani di Gesù, non crede perché lo vede.
Ma vedono un Dio diverso da quello che loro immaginano. Non è il dio potente che stermina i nemici, il dio che vince tutto e tutti con la forza e la potenza.
È un Dio che è «mite e umile di cuore» (Mt 11,29), che non è venuto a condannare ma a salvare, che vince amando, perdonando, donandosi a tutti, nessuno escluso. Vince facendosi mettere in croce!
Un Dio così è difficile, e ci sono tanti che preferiscono rinunciare a Dio piuttosto che all'immagine che si sono fabbricati di Dio.

E Gesù continua a non condannare. Però si meraviglia, si stupisce. Come intenerisce questo Dio che si meraviglia della nostra difficoltà a credere. C'è un grande cuore di madre dietro a questo.

Si sarà consolato con quei pochi malati che ha guarito. I più hanno cercato di spiegare, di capire. Pochi hanno aperto le loro piaghe all'amore. Sono andati al di là dei pregiudizi, dell'ostilità. Invece di fidarsi di ciò che sapevano si sono aperti alla novità di un Dio che cammina al tuo fianco, di un Dio che si sporca i piedi e le mani per esserti vicino, compagno di strada, compagno di vita.


(Ez 2,2-5; Sal 122; 2Cor 12,7-10; Mc 6,1-6)

immagini di don Giovanni Berti


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