10 marzo 2022

Si mostra trasfigurato perché Lo riconosciamo quando sarà sfigurato - 13/3/2022 - II Domenica di Quaresima

La Trasfigurazione
Presbiterio chiesa San Nicola (Litija - Slo)
(p. M. Rupnik s.j.)


I primi annunci della Passione avevano fortemente turbato, quando non scandalizzato, gli apostoli. Ecco quindi che Gesù, per rasserenarli, si mostra loro in tutta la sua gloria. Si mostra trasfigurato in modo che lo riconoscano anche quando, tra poco, sarà sfigurato.
Il figlio di Dio ha scelto la strada dell'abbassamento, è sceso fino all'ultimissimo gradino. E il Padre ci chiede di «ascoltarlo», cioè di fare tutto quello che dice e fa, anche se ai nostri occhi è una strada difficile, totalmente fuori dai nostri gusti.
Per noi la strada per la gloria va da trionfo in trionfo
Per Gesù va da umiliazione in umiliazione.
Per noi significa ricevere sempre più.
Per Lui donarsi sempre più.

Gli apostoli scelti da Gesù come testimoni sono gli stessi che chiamerà in disparte nell'orto degli ulivi la sera del giovedì santo. Mi colpisce come in entrambe le occasioni siano oppressi dal sonno.
E quando Pietro si sveglia dimostra proprio di non aver capito niente. Per lui quanto accaduto è come un segnale di riposo quasi definitivo, e non invece un segnale di partenza, un invito a camminare sulle orme di Gesù. Sembra che voglia ripararsi da quanto preannunciato da Gesù, e cerchi, con la costruzione delle tende, di prolungare quella luce rassicurante che ha appena visto.
È curioso questo bisogno, che non è solo di Pietro ma anche di tanti di noi, di costruire una casa a Dio. Facciamo fatica ad accettare che sia disceso sulla terra proprio per abitare la nostra casa. Ci riesce difficile pensare che Lui vorrebbe installarsi a casa nostra, nella nostra vita, al centro di tutti i nostri affari quotidiani.
Dio non ha bisogno di metri quadrati, di edifici. Lui vuole altro. Il nostro cuore è la casa che preferisce. L'ospitalità che chiede è quella domestica. Con l'Incarnazione ha scelto di abitare nella nostra realtà di tutti i giorni, nella tenda della nostra banalità quotidiana.

Restare con Dio sulla cima del monte può essere molto bello. Ma Lui ridiscende subito. Ti riporta tra la gente, sulle nostre strade piene di traffico, di persone che spingono, urlano e ti pestano i piedi.
E in mezzo a tutta questa nostra confusione, si ferma un momento, ti guarda negli occhi e ti dice:
"È bello per me essere qui... Se vuoi entro nella tua tenda"
E Lui, al contrario di noi, sa quello che dice.


(Gen 15,5-12.17-18; Sal 26; Fil 3,17- 4,1; Lc 9,28-36)


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