«Le mie pecore ascoltano la mia voce ». Ascoltare. Nella Bibbia, oltre alla grande preghiera del «Sh'ma Yisrael» ("Ascolta Israele" Dt 6,4-9) c'è un'altra preghiera che incanta il Signore: il giovane Salomone, la notte prima di salire al trono, ha paura e prega, e Dio gli dice: Chiedimi quello che vuoi e te lo darò. Ed ecco che il ragazzo risponde: 'Donami un cuore che ascolti'. E Dio, stupito, gli risponde: Poiché non hai chiesto lunga vita e ricchezza e vittoria sui nemici, tutto questo ti darò, insieme a un cuore che ascolta (cfr 1Re 3,5-14).
Ascoltare è il primo servizio da rendere a Dio e all'uomo. Ascoltare qualcuno è già dirgli: tu esisti, tu sei importante.
Amare è ascoltare. Pregare è ascoltare Dio. Dio è ascoltato perché parla il linguaggio della gioia.
Ed è bello che Gesù specifichi: 'ascoltare la voce'. Prima ancora delle cose dette, è importante la voce. Riconoscere una voce vuol dire intimità, frequentazione, racconta di una persona che già abita dentro di te, che è desiderata come l'amata del Cantico: «fammi sentire la tua voce» (Ct 2,14). Prima delle tue parole, ci sei tu, la tua persona.
«Nessuno le strapperà dalla mia mano» e poi «nessuno può strapparle dalla mano del Padre». Questo insistere sulle 'mani di Dio' mi fa pensare a due cose.
La prima è il modo di dire "portare qualcuno in palmo di mano", cioè essere fiero di qualcuno, parlarne solo che bene.
Dio ci porta in palmo di mano!
Nonostante tutti i miei limiti, i miei difetti, le mia mancanze, Dio mi porta in palmo di mano.
Anche se mi sento incapace, del tutto inadeguato e non all'altezza, Dio mi porta in palmo di mano.
Nonostante tutto, Dio è fiero di me, parla bene di me, cioè mi benedice!
La seconda cosa che mi vien in mente è la pratica che avevamo quando andavamo a scuola (non so se si usi ancora) di scrivere, prima di un compito in classe, le cose che avevamo paura di dimenticare sul palmo della mano.
"Dio ha scritto il mio nome sul palmo della sua mano", dice il profeta Isaia (Is 49,16). Per Dio io sono indimenticabile, niente e nessuno mai mi potrà separare e strappare via.
Le mani di Dio. Mani che proteggono la mia fiamma smorta, mani sugli occhi del cieco, mani che scrivono nella polvere, che non lanciano sassi a nessuno, mani che sollevano la donna adultera da terra, mani inchiodate per un abbraccio senza fine. Mani offerte perché io mi riposi e riprenda il respiro del coraggio.
L'eternità è un posto nelle mani di Dio. Siamo passeri che hanno il nido nelle sue mani.
E da quel nido prenderemo il volo per poter dire ad altri: 'Nessuno ti strapperà mai via'.
Letture:
Atti 13,14.43-52
Salmo 99
Apocalisse 7,9.14-17
Giovanni 10,27-30

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