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| Emmaus Walter Kostner (acquerello) |
Anche se nei pressi di Gerusalemme possiamo trovare il monastero di Emmaus, in realtà gli studiosi non sono assolutamente concordi su dove sia realmente questo villaggio. Questo mi piace perché mi aiuta a sentire Emmaus come casa mia quando sono tentato di tornare nel mio piccolo angolo, di allontanarmi dalla comunione con gli altri, quando sono ferito, quando il sogno in cui tanto avevo sperato si sfalda in mille pezzetti.
«Non è qui» (Mt 28,6; Mc 16,6; Lc 24,6) hanno detto gli angeli. Adesso è nella polvere delle nostre strade, e quando scende la sera sulla nostra fede, lui rallenta i suoi passi al ritmo dei nostri. Ogni strada nel mondo porta a Emmaus.
Cristo si fa nostro compagno di cammino, si fa vicino in ogni esperienza di amicizia. Il Signore ci raggiunge nella nostre vicende quotidiane di viandanti.
E cambia il cuore, gli occhi e il cammino di ciascuno.
Il primo miracolo è così dolce e rispettoso che non ce ne accorgiamo subito: mentre lo sconosciuto ci spiega le Scritture, il nostro "cuore freddo" inizia a scaldarsi, a sciogliersi. La scoperta della pienezza dell'amore trasforma "il nostro cuore di pietra in un cuore di carne" (Ez 36,26).
«Resta con noi, perché si fa sera [...] egli entrò per rimanere con loro». E da quel giorno Gesù entra sempre, se appena lo desidero. Il nome di Dio non è più «io sono colui che è» (Es 3,14), ma è «io sono colui che è con te».
Ma se la Parola cambia il cuore, il pane cambia gli occhi: «lo riconobbero quando spezzò il pane». Il segno di riconoscimento di Gesù è il suo corpo spezzato e donato, è vita regalata per dare più vita.
Il cuore del Vangelo è spezzare qualcosa di mio per gli altri: il mio pane, o il tempo, o un vaso di profumo, è condividere cammino, speranze e delusioni.
Insieme, parola e pane, cambiano il cammino di ogni discepolo: «partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme». Partire verso i fratelli, partire come se la notte non ci fosse più perché ci sentiamo il sole dentro. Il camminare triste e stanco diventa corsa gioiosa: non c'è più notte, né stanchezza, né distanza, il cuore è acceso, gli occhi vedono.
Non soffriamo più la strada perché sappiamo che Dio è in cammino con ogni uomo in cammino
Non è vero che tutte le strade portano a Dio.
È vero però che Dio percorre tutte le strade per incontrare te.
È vero però che Dio percorre tutte le strade per incontrare te.
Letture:
Atti 2,14.22-33
Salmo 15
1 Pietro 1,17-21
Luca 24,13-35
Dal Vangelo secondo Luca (24,13-35)
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Emmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

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