Gesù si trasfigura «su un alto monte». Sulla cima della montagna la mattina si posa il primo raggio di sole, e la sera possiamo ammirare la cima illuminata dagli ultimi raggi del tramonto. Ma la cima del monte, perché più vicina al cielo, è anche luogo dell'incontro con Dio: Mosè ed Elia hanno scalato l'Oreb per incontrare il Signore, per parlare con Lui. E adesso appaiono sul Tabor e «conversano con Gesù»: perché ascoltare Gesù equivale a vedere Dio. Mosè ed Elia, la Legge e i profeti, l'intera Sacra Scrittura, hanno così raggiunto la loro meta.
Ma la Trasfigurazione è anche la nostra meta, punto di arrivo per poi ripartire. E il cammino ce lo indicano due frasi che vengono dette.
La prima è rivolta ai discepoli, cioè a tutti noi: «Questi è il Figlio mio [...]. Ascoltatelo». Ascoltarlo! Così inizia la Trasfigurazione: ascoltarlo con tutto il nostro cuore ci fa diventare come lui. Ascoltarlo significa venire trasformati; la sua Parola ci fa esistere, ci guarisce, cambia il nostro cuore di pietra in un cuore di carne (cfr. Ez 36,26), fa fiorire la vita, la rende bella.
La seconda parola viene dall'esperienza di Pietro e di tutti i discepoli: «è bello per noi essere qui!». Qui sul Tabor, con Te nella luce, ma anche ai piedi del monte, dove la Parola ha piantato la sua tenda e si fa vita vissuta nei gesti quotidiani, nelle vicende della vita, gioiose o tristi che siano.
È bello stare qui: su questa terra che è riempita di luce, dentro questa umanità che si va trasfigurando. La tristezza non è la nostra verità profonda, siamo fatti per la gioia.
Mi viene in mente il Vangelo della Messa del Mercoledì delle Ceneri quando dice «quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto», dovremmo cercare di vedere il bello dell'essere con Gesù, lasciarci illuminare dalla sua luce per essere, in una qualche misura, anche noi "luce da luce". L'intera vita altro non è che la gioia e la fatica di liberare tutta la luce che è sepolta in noi.
Nella seconda lettura Paolo scrive al suo amico Timoteo una frase di estrema bellezza: «Cristo Gesù ha fatto risplendere la vita». Gesù ha reso splendida l'esistenza, non solo il suo volto e le sue vesti, non solo il futuro o i desideri, ma la vita qui e adesso, la vita di tutti, la nostra, la mia.
«Il Signore ha fatto risplendere la vita». Ripetiamoci questa frase come un'eco di speranza: la Trasfigurazione è già iniziata. Fra le rughe del mondo scorrono frammenti di stelle.
Ripetiamocela per riuscire a seminare briciole di bontà e di luce, occhi nuovi che sappiano vedere e imitare le creature che sono buone e luminose, che hanno passione di giustizia e che aumentano la vita.
Beati coloro che hanno il coraggio di essere serenamente luminosi nello sguardo, nel giudizio, nel sorriso. Davvero è bello per noi stare qui, accanto a loro.
Letture:
Genesi 12,1-4
Salmo 32
2Timoteo 1,8-10
Matteo 17,1-9
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,1-9)
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».

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