18 giugno 2026

Una speranza che non si arrende - 21/6/2026 - XII Domenica Tempo Ordinario

 
Siamo passeri che hanno il nido nelle mani del Signore
Foto di Haziq Farooqi su Unsplash

 
Due cose mi hanno colpito nel Vangelo di oggi.
 
La prima:
«voi valete più di molti passeri!» Gesù ci parla dell'infinita tenerezza di Dio: si prende cura dei passeri; «i capelli del vostro capo sono tutti contati» cioè tiene conto delle cose più fragili. Niente di me è troppo effimero per Lui!
Sono un passero a cui Lui fa delle sue mani il nido.
 
La seconda:
nonostante tutto ciò ho paura. Ho paura perché vedo che i passeri continuano ad essere vittima dei rapaci; i bambini continuano a morire per la bramosia dei potenti, ad essere venduti per due soldi; i deboli, gli affamati continuano ad essere vittima di chi ha la pancia piena e il cuore di pietra.
Gesù lo sa, ed è per questo che mi ripete «non aver paura».
Però c'è quella frase «nemmeno un passero cadrà a terra senza il volere del Padre vostro» che sembra voglia dire che è Dio che spezza il volo, che è Lui a volere la morte. No!!!
La parola greca (aneu), anche se evoca il 'volere', nel senso più profondo significa "senza Dio, lontano da Dio, senza che lui ne sia coinvolto". Nulla accade nell'assenza di Dio. Invece troppe cose accadono contro il volere del Padre.
Ecco che scopro che il dramma, la sofferenza, non sono solo mie, sono anche di Dio (p. David Maria Turoldo). Nel mio dolore Dio si china su di me, partecipa, condivide la mia sofferenza, impasta la sua speranza con la mia.
Dio non si mette tra la salute e la malattia, si mette nel profondo delle mie lacrime per aumentare la mia forza, moltiplicare il mio coraggio. Lui non placa le tempeste della vita, ma mi dona energia per continuare a remare dentro qualsiasi tempesta.
Così posso proseguire nella vita con la certezza che non sarò mai lasciato solo, e col miracolo di una speranza che non si arrende, perché donata e sostenuta da Colui che ha fatto tutte le cose.
 
 

 
Letture:
Geremia 20,10-13
Salmo 68
Romani 5,12-15
Matteo 10,26-33
 
 
 

 
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,26-33)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geenna e l'anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
 
 

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