02 luglio 2026

La meraviglia di un bambino - 5/7/2026 - XIV Domenica Tempo Ordinario

 
... meraviglia ,,,

 
Se leggiamo i versetti che precedono il brano di oggi, possiamo renderci conte che per Gesù è un momento molto difficile, in cui tutto e tutti sembrano dirgli: "hai sbagliato strada, sei un illuso, ti stai mettendo contro Dio". Anche i suoi discepoli dimostrano di non capirlo molto. Sta proprio toccando il fondo dell'incomprensione.
Proprio in questo momentaccio Gesù se ne esce con un'esclamazione di gioioso stupore: «Ti rendo lode, Padre, perché [...] queste cose [...] le hai rivelate ai piccoli.».
 
L'incontro con il Dio che fa nuove tutte le cose dovrebbe aprirci allo stupore. Dovremmo imparare a trovare il meraviglioso in ciò che ci circonda, al di là delle preoccupazioni e delle batoste che la vita ci infligge. "Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta" scriveva Albert Einstein. Oltre al pane quotidiano, nel Padre Nostro dovremmo chiedere anche lo stupore quotidiano. Necessitiamo di almeno un boccone di meraviglia quotidiana.
Ma non una meraviglia qualunque, bensì la meraviglia dei piccoli, dei bambini. È questa la meraviglia di Gesù, la meraviglia di un bambino di fronte al mai visto, ad un dono inatteso, al volto di una persona cara.
 
Dobbiamo riscoprire quant'è bello essere uomini-bambini che si fidano di chi ha deciso di governare il mondo con la gioia e l'amore: «Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio peso leggero». Perché il giogo di Dio non è un collare che opprime, un peso che schiaccia, ma è Amore e Gioia che sollevano, che mettono le ali, che fanno danzare, che ci fanno spalancare le braccia per abbracciare tutti.
 
Abbraccia in te l'amore: è un re che non ferirà mai il tuo cuore, ma che è instancabile nel curare, confortare, vivificare, dare ristoro e serenità.
 
 

 
Letture:
Zaccaria 9,9-10
Salmo 144
Romani 8,9.11-13
Matteo 11,25-30
 
 
 

 
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
 
 

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