03 settembre 2026

Non voglio perderti - 30/8/2026 - XXII Domenica Tempo Ordinario

 
Matteo 18,15-20 (Bernadette Lopez)

 
Siamo stati creato a immagine e somiglianza del Dio Trinitario, cioè siamo stati creati nella relazione e per la relazione. Ce lo ricorda la prima lettura: «ti ho fatto sentinella», custode, voce per i tuoi fratelli; e Paolo ce lo ribadisce: «avete il solo debito dell'amore reciproco».
 
Ma Gesù sa che siamo fatti di cielo e di fango, e che anche tra fratelli a volte si litiga.
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va'» esci, mettiti in cammino verso di lui, bussa alla sua porta. Fai tu il primo passo. Non importa chi ha torto e chi ragione, l'unica cosa che conta è non perdere tuo fratello. La riconciliazione è sempre un guadagno, mai una perdita. Si tratta di rinunciare a qualcosa per guadagnare molto di più. Il fine non è una semplice giustizia umana, ma quella divina, cioè ritrovare la sinfonia perduta.
 
Ma nonostante tutti i nostri sforzi, può capitare che la riconciliazione non si raggiunga. Solo allora quel fratello «sia per te come il pagano e il pubblicano».
Nei Vangeli ci sono due incontri di Gesù con i pagani: quello con la donna cananea di alcune domeniche fa (Mt 15,21-28), e quello col centurione romano (Mt 8,5-13, e Lc 7,1-10), entrambi vengono lodati per la loro fede e gli viene concesso ciò che chiedono.
Sempre nei Vangeli ci sono due incontri con un pubblicano: la chiamata di Levi/Matteo (Mt 9, 9) e l'episodio di Zaccheo (Lc 19,1-10). Il primo lo chiama al suo seguito e così diventa uno dei dodici, col secondo si invita a cena e ne fa un benefattore.
«Sia per te come il pagano e il pubblicano» non vuol dire che dobbiamo fare come gli scribi e i farisei che rifiutavano ogni contatto con queste persone, ma come Gesù dobbiamo tenere la porta sempre aperta, essere attenti ad ogni occasione che possa riaccendere l'abbraccio della fratellanza, riaprire la relazione.
 
Insomma, come dice Paolo nella seconda lettura, dobbiamo sovrabbondare in carità perché «la carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità».
 
 

 
Letture:
Ezechiele 33,1.7-9
Salmo 94
Romani 13,8-10
Matteo 18,15-20
 
 
 

 
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».