Sono ormai 20 anni da quando te ne sei andato, caro C., ma il tuo ricordo è ancora vivo. Eri una persona con tanti difetti, ma con una qualità che li sovrastava tutti, e di molto: un cuore enorme.
Ricordo ancora come fosse ieri il giorno in cui ci siamo conosciuti, il nostro guardarci, scrutarci di sottecchi con un misto di timore e di ironia. Poi nel corso degli anni ho imparato a conoscerti, a apprezzare la tua generosità, il tuo prenderti a cuore fino in fondo le persone, anche se viverti vicino non sempre era facile.
E poi un giorno te ne sei andato, lasciando un vuoto in tutte le persone che ti hanno amato.
In questi giorni di ricordi, vorrei dedicarti questa canzone, che tante volte abbiamo cantato dopo uno di quei pasti che organizzavi così bene, che erano una festa. Mi hai insegnato ad amarla, e da allora non riesco più ad ascoltarla senza pensare a te e senza sentire la tua mancanza, ma anche la tua presenza. La Callas la canta meglio di noi, ma nessuno riuscirà mai a metterci dentro quello che ci mettevi tu.
Arrivederci, "Vecchia zimarra".