23 dicembre 2009

Auguri


A chi crede: che in questo Natale Cristo nasca nel vostro cuore e vi porti un Anno Nuovo pieno dell'amore del Padre.

A chi non crede: che questo Natale sia l'occasione per scoprire nel vostro cuore tutto l'amore che avete e che possiate viverlo nell'Anno Nuovo.

A tutti i miei più affettuosi auguri di pace e la mia benedizione.

20 dicembre 2009

Il Dio che viene

quarta domenica d'Avvento

Attendere e sperare. Ma chi aspettiamo e in chi speriamo? Tante volte nella Bibbia leggiamo che Dio manda degli uomini, manda degli angeli. E infine viene Lui stesso a cercarci. In effetti Dio non ha mai smesso di cercare l’essere umano, fin da quando si aggirava per il giardino dell’Eden chiamando a gran voce: “Adamo, dove sei?”
E l’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, anche lui in fondo al suo cuore sente la nostalgia di una voce che lo chiama con amore. Solo che tante volte, troppe volte, per trovare questa voce alza gli occhi al cielo. All’inizio degli Atti degli Apostoli, subito dopo l’Ascensione, i due angeli dicono agli Apostoli. “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?”
Ma la storia terrena di Gesù inizia con la sua nascita. Dio, l’onnipotente, colui che neanche l’universo può contenere, per raggiungere l’uomo, per poter da lui essere riamato, si rimpicciolisce, fino a farsi neonato. Un neonato è la più indifesa delle creature, dipende totalmente dagli altri per poter sopravvivere. Colui che tutto può diventa colui che tutto deve ricevere.
E per poter essere ancora più ‘piccolo’ Dio non si incarna in un bambino di una famiglia ricca, con una casa signorile, con dei servi e tutto il necessario se non anche il superfluo. Si incarna in una famiglia umile, che non riesce a dargli per la sua nascita né una casa né una culla. L’unica cosa che Maria e Giuseppe possono dare a questo bambino indifeso è solo il loro cuore, il loro amore.
Per trovare quel Dio che attendiamo non dobbiamo guardare verso il cielo, ma verso la terra. Non dobbiamo guardare in alto, ma in basso. Solo nei piccoli, in coloro che nella scala sociale sono agli ultimi posti (se non addirittura ne sono esclusi), in coloro che la società disprezza e rifiuta, in coloro che sono disperati, senza né cibo né affetti, potremo trovare Chi non smette di cercarci chiamando a gran voce “Uomo, dove sei?”

16 dicembre 2009

Una domanda

Ho appena finito di rileggere (rileggo sempre i libri che mi sono piaciuti) "L'eleganza del riccio". Devo dire che mi è piaciuto nuovamente (non tutti i libri passano una seconda lettura). Però alla fine mi è rimasta in fondo al cuore una domanda che vorrei rivolgere a tutti coloro che credono che tutto finisca con la morte:

"Perché compier un gesto d'amore,
se alla fine nulla rimane?"

Non lo dico per giudicare, ma per capire.

Riuscire a compiere un gesto d'amore, soprattutto se nascosto, se fatto in modo che neanche chi lo riceve lo possa percepire, quando si pensa che niente di tutto ciò rimarrà, è ben più meritorio ed eroico di chi lo fa sapendo che resterà per l'eternità.

Pace e benedizione

06 dicembre 2009

Ritorno a teatro

Approfittando che il 29 ottobre era, oltre che il nostro anniversario di matrimonio, anche il primo giorno di prenotazione, pensando di fare un regalo diverso, ho acquistato due biglietti per il "Cyrano de Bergerac" nell'allestimento del Teatro di Roma (regia di Daniele Abbado e interprete principale Massimo Popolizio) Oggi finalmente ci siamo andati.

Erano molti anni che non andavo più a teatro (una ventina) e devo ammettere che il momento in cui le luci calano fino a spegnersi e il sipario lentamente si alza crea un'emozione che il cinema mai potrà dare.

Il Cyrano è un'opera che amo molto, ho letto almeno una decina di volte il testo. Quindi forse avevo troppe aspettative. La scenografia è molto spoglia, fredda, prevalgono (anzi, esistono solamente) i grigi e i marroncini, colori che sono anche quelli dei vestiti (a parte la mantella di Rossana che è rossa). La recitazione, specie quella di Massimo Popolizio è spesso inintelligibile. Penso che certe cose se le poteva permettere solo Carmelo Bene, che comunque rimaneva sempre comprensibile.
Anche la scelta operata nei tagli, o nel riadattamento, di alcune scene e di alcune battute hanno sottolineato una chiave di lettura che era indicata anche dalla mimica e e dalle movenze degli attori. Cioè via l'eroe romantico che lotta per la libertà contro ogni cortigianeria, rimane solo un l'idealista a cui rimane solo l'amore.
Ma proprio certe scelte registiche e recitative portano a risultati a volte ridicoli. E per un personaggio che dice "Il mio cuore non fa che nascondersi dietro il mio spirito per pudore: io parto per strappare al cielo una stella e poi, per paura del ridicolo, mi chino a raccogliere un fiore" direi che proprio non ci siamo.


La speranza

Seconda domenica di Avvento

Intimamente legata all’attesa c’è la speranza. In effetti riusciamo ad aspettare proprio perché speriamo. Sarà forse proprio per questo che non c’è più, come dicevo la volta scorsa, il piacere dell’attesa: perché non speriamo più! E quello che fa più male è che sono proprio i giovani che hanno perso la speranza. L’aver rubato la speranza ai giovani penso che sia una delle colpe più gravi delle nostre generazioni di adulti.

I latini dicevano che la speranza è l’ultima dea, ad indicare che una volta che la si è persa non rimane più niente. E anche noi tante volte, ad indicare il suicidio, diciamo “un gesto disperato” cioè un gesto di chi è “senza speranza”.

Ma la speranza ha anche un’altra ‘dote’: mantiene giovani.
Nel racconto evangelico della presentazione di Gesù al Tempio (quello che si legge il 2 febbraio, la Candelora) ci sono due persone che hanno molti anni, Simeone e Anna, ma che nel loro animo sono rimaste giovani. E sono rimaste così perché non hanno mai smesso di sperare.
E la forza di questa speranza ininterrotta è che la loro speranza è basata sulla parola di Dio. Dio mantiene le sua promesse, anche a costo di farsi inchiodare ad una croce.

Che questo tempo di Avvento sia l’occasione per noi di tornare a sperare, ma soprattutto di essere segno di speranza per tutti i disperati che ogni giorno incontriamo nella nostra vita.

03 dicembre 2009

Effetti di giorni di riunioni .....

Dopo una serie di riunioni che avrebbero dovuto essere organizzative penso che il problema dell'Italia non sta tanto nella 'fuga dei cervelli' quanto nel fatto che i corpi sono rimasti qui.

Pace e benedizione

29 novembre 2009

Prima Avvento - l'attesa

L’altro giorno ero al supermercato a fare la spesa. C’era un bambino che frignava perché voleva una merendina. La mamma gliel’ha comprata, ma lui continuava a frignare perché la voleva subito. Non era capace di aspettare, non aveva il gusto dell’attesa. Ma poi sono arrivato alla cassa, e mi sono reso conto che neanche io avevo il gusto dell’attesa!

In effetti viviamo in una società che ha perso completamente il senso dell’attesa: vogliano tutto subito. Ma non ci rendiamo che tutto questo ci rende schiavi del desiderio, delle nostre voglie. Solo riscoprendo l’attesa ci renderemo liberi dentro. Sapendo aspettare il nostro cuore si allargherà, e allora scopriremo che aspettare significa anche che siamo aspettati; non siamo solo noi che aspettiamo, ma c’è anche qualcuno che ci aspetta, qualcuno che ci attende che ha delle aspettative su di noi.

Ecco allora che il tempo di Avvento diventa un momento in cui allargare il cuore nell’attesa, ad alzarti in piedi perché sei atteso, perché tu sei importante, perché tu hai un valore. Molti ti aspettano, Dio, l’eterno innamorato dell’uomo, ti aspetta perché tu possa vivere una vita vera e piena.

28 novembre 2009

Per utente "Anonimo"

Caro utente Anonimo (o forse dovrei dire 'Anonima'?), in questi giorni mi stai leggendo e facendo commenti, brevi ma graditi.
Non so chi tu sia, molto probabilmente non sei italiano (rumeno?).

In genere rispondo ai commenti, ma con te non l'ho mai fatto perché all'inizio ritenevo che non lo volessi.
Non mi piace parlare al vuoto, però capisco che una persona non voglia essere chiaramente identificata. Però basterebbe una sigla, un nickname. Molte delle persone con cui, in anni di frequentazione della rete (dai tempi di usenet al web2), ho scambiato contatti usavano un nickname o una sigla. Anch'io certe volte l'ho fatto.
Non firmando in nessun modo i tuoi interventi non mi dai modo di 'conoscerti' e di riconoscerti. In effetti potrebbe benissimo essere che tu non sia una persona sola, ma più persone.

Ringraziandoti per le tue parole, ti chiedo, se ti è possibile, di fare in modo che io possa sapere se sei sempre tu.

Pace e benedizione

27 novembre 2009

Scoperte interessanti

Era un po', anzi molto, che non andavo a vedere su Histats le statistiche di questo blog. È stata l'occasione di fare alcune scoperte interessanti, o almeno curiose.

1) Chiaramente la nazione di provenienza che domina è l'Italia. ma al secondo posto c'è il Regno Unito (314 visite), seguito dagli USA (219), dalla Svezia (185) e dalla Svizzera (118). Capisco la Svizzera, cui parlano anche italiano, ma mi domando cosa abbiano capito gli altri, dalla Svezia soprattutto.

2) La città in assoluto più rappresentata è Roma (2707 visite). Le ha fatte tutte Marina?
Al secondo posto c'è Milano e poi Pisa. Ma quello che mi ha meravigliato è che al settimo posto c'è Stoccolma. A questo punto sono proprio curioso di sapere chi sia il mio/la mia lettore/lettrice svedese. Ti prego, palesati! ;-)
Ma all'undicesimo c'è Mountain View (USA) con 95 visite. Cara Google, uso molti tuoi servizi, ti uso quasi sempre per le mie ricerche, mi stai spiando o stai pensando di assumermi (spero la seconda)? Cara Mozilla l'ho sempre detto e scritto che uso solo Firefox e lo sai che gli altri browser li uso solo per controllo, non mi spiare più! Cara Sourceforge casa mia è totalmente windows-free e anche sul lavoro uso solo linux, con me puoi stare tranquilla!
Nel seguito spiccano 3 visitatori da Osaka, 3 dal Cairo e 3 da Amman

Invece ho notato che le domande con cui sono arrivati a me sono sempre molto legate alle mie tematiche. Non ci sono più quelle ricerche un po' assurde o azzardate che trovavo una volta. Si vede che il motore di Google lavora meglio e la ricerca semantica si sta allargando. Meglio così.

Buona domenica a tutti

Un consiglio musicale

Lo so che è il cd del momento, però mi sento proprio di consigliarlo.

Penso che il video con la prima esibizione di Susan Boyle l'abbiano visto praticamente tutti (e chi non l'avesse visto lo trova facilmente su YouTube) e che quindi si sia potuto apprezzare la voce di questa signora.

Devo dire che all'inizio ero piuttosto scettico. Lei è brava, ma non sarà un disco un po' diciamo così piatto, senza espressione?

È bastato il primo ascolto per esserne letteralmente conquistato. Susan non ha solo una bella voce, ma è anche molta espressività. È un disco in cui anche chi non capisce una parola d'inglese riesce benissimo a sentire il senso del testo. Riesce a comunicare tristezza, ansia, allegria, seduzione, nostalgia, ironia.
Molto belli e indovinati anche gli arrangiamenti. Molto scarni ed essenziali, che non tentano di coprire la voce, ma la esaltano e riescono a sottolinearne le coloriture.

Le uniche 'pecche', a mio avviso, sono in alcuni casi i cori e alcune 'sbavature' sulle note più basse nella voce di Susan. Sempre a mio avviso gli episodi meno riusciti del cd sono "Amazing Grace" e "Silent Night". Ma trovo che la vera perla sia la cover dei Rolling Stone: "Wild Horses".

La trovo anche meglio dell'originale. Qui potete ascoltarla dal vivo dai Rolling Stone, e poi fare un confronto.

Per concludere è proprio un cd da mettere sul lettore, chiudere gli occhi, e ascoltare.

Buon week-end a tutti