13 agosto 2026

Siamo tutti figli da saziare d'amore - 16/8/2026 - XX Domenica Tempo Ordinario

 
Il rabbì e la cananea
miniatura araba
Foglio del manoscritto Walters W.592 (1684)

 
Protagonista di questo brano è una donna cananea. Questa donna sembra che sappia solo gridare, anzi, il verbo originale del Vangelo è lo stesso che viene usato per indicare il latrare dei cani. E i giudei definivano gli abitanti di Canaan proprio come 'cani'. Questo spiega tutto il dialogo.
 
Questa donna ha un grande dolore, ma non per sé, lo ha per sua figlia. Colpisce come inizia la sua preghiera: «Pietà di me, Signore!», cioè, nell'originale del Vangelo, «Kyrie, eleison!». La sua non è una frase detta per abitudine, quasi a pappagallo (come spesso facciamo noi all'inizio della Messa). È una frase che le sgorga dal cuore.
Non chiede per sé, chiede per un'altra persona. Lei sa di non avere nessun titolo, nessun diritto di rivolgere la parola al rabbì ebreo, ma è tanto l'amore che ha nel cuore, che osa. L'amore porta ad osare, a superare le convenzioni e le usanze, anche i propri limiti e le proprie paure.
 
Noi di fronte alla sofferenza, di fronte alla disperazione, spesso non sappiamo cosa dire, né cosa fare. Arriviamo anche a non sopportarla, reagiamo con fastidio come gli apostoli, che in pratica dicono a Gesù: "dagli qualcosa così finisce di rompere e ce la leviamo di torno". Ma Gesù non le dice niente, anzi, ai discepoli ribatte che lui è venuto solo per gli ebrei.
 
Ma la donna non si arrende e gli si prostra davanti come di fa con un dio, e gli dice semplicemente «Signore, aiutami». Nel Vangelo di domenica scorsa era Pietro a implorare «Signore, salvami». Davanti alle invocazioni di aiuto Gesù non rimane indifferente, risponde. Ma le sue risposte non cercano solo di risolvere un problema, vogliono farci crescere, farci fare un passo avanti, farci diventare sempre più esseri umani.
E la risposta di Gesù alla donna le fa prendere coscienza di tutto il suo amore.
E la risposta della donna ci fa capire (e ai discepoli, e a noi) che per il Padre non ci sono figli e cani. Per il Padre tutti sono figli.
 
E succede una cosa molto particolare: nel Padre Nostro Gesù ci insegna a dire «sia fatta la Tua volontà», ma adesso è lui, il Figlio di Dio, che dice alla donna «avvenga per te come desideri»! Veramente, come diceva Origène, "le nostre preghiere sono padri e madri di ciò che accade nel mondo".
Gesù che a Pietro aveva detto che aveva poca fede, all'invocazione della donna pagana risponde che la sua fede è grande.
 
La donna scopre di avere una grande fede e soprattutto che anche lei è figlia.
Nel regno di Dio non ci sono figli e non figli, uomini e cani (o zecche, o maranza, o tutti i vari epiteti ingiuriosi), ma ci sono solo figli da saziare di amore, e sono figli anche quelli che pregano un altro Dio o che non pregano affatto.
Gli apostoli, e noi con loro, scoprono di non avere il monopolio della fede, anzi! Scoprono, e noi con loro, che anche l'ultimo degli infedeli può avere una fede più grande della loro. Scoprono che si può imparare da tutti, che tutti hanno qualcosa da insegnarci, perché tutti, ma proprio tutti, sono figli di Dio e da Lui sono amati.
 
 

 
Letture:
Isaia 56,1.6-7
Salmo 66
Romani 11,13-15.29-32
Matteo 15,21-28
 
 
 

 
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 15,21-28)

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore - disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.
 
 

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