06 agosto 2026

Vorremmo avere fede, ma nello stesso tempo dubitiamo - 9/8/2026 - XIX Domenica Tempo Ordinario

 
«Signore, salvami!»

 
Nei vangeli di queste ultime domeniche l'appello del Signore è sempre molto chiaro: uscire. Uscire per seminare ovunque, uscire per trovare il tesoro, uscire per cercare la perla. Ma noi invece cerchiamo più ciò che ci dà garanzie di ciò che possiamo scoprire, trovare, incontrare. Difatti Gesù deve «costringere» i discepoli a salire sulla barca e andare dall'altra riva.
Anche noi,come i discepoli, facciamo resistenza a «prendere il largo» (Lc 5,4) perché questo significa lasciare il porto, abbandonare l'approdo sicuro e affrontare il mare aperto. E il mare aperto raramente è la pesca miracolosa, più spesso è il vento contrario, la tempesta. E le tempeste nella vita a volte arrivano, come questa del vangelo di oggi, subito dopo un grande trionfo, quando ci sentiamo forti, vincenti.
 
Non è Dio che ti manda la tempesta, la tempesta non è Dio che ti presenta il conto per i tuoi successi. Semplicemente è la vita. Dio non ti manda la tempesta, ma Dio approfitta della tempesta per venirti incontro, per cercarti, per raggiungerti, per stare con te.
Ma noi spesso non lo riconosciamo. Abituati ai potenti che arrivano tra squilli di tromba e rulli di tamburi, ci aspettiamo tuoni e fulmini e invece arriva «il sussurro di una brezza leggera» (prima lettura). Ci aspettiamo un corteo e invece arriva una persona che passeggia tranquillamente. Perché Dio, quando cerca l'uomo, fin dai tempi del paradiso terrestre, scende a passeggiare. Allora lo faceva la sera nel giardino dell'Eden, nel racconto di oggi lo fa di notte sulle acque agitate.
 
Noi un Dio che scende a cercarci, che cammina tranquillamente verso di noi, non lo capiamo, non lo riconosciamo. È troppo diverso dalle nostre aspettative, troppo fuori dai nostri schemi. Lo prendiamo per un fantasma. E anche quando ci dice «Sono io, non abbiate paura!», in fondo ne dubitiamo, abbiamo bisogno di ulteriori rassicurazioni. Abbiamo bisogno di prove. E allora anche noi, come Pietro gli diciamo «Signore, se sei tu...». Anche noi vorremmo, ma temiamo. Vorremmo avere fede, ma nello stesso tempo dubitiamo.
In fondo è bella questa richiesta di Pietro: chiede di andare verso Gesù sulle acque. Non chiede di camminare sull'acqua, chiede semplicemente che nulla, nemmeno la sua paura, nemmeno la minaccia della morte (di cui il mare è simbolo nella bibbia) possa impedire il suo andare verso Gesù.
Dolcissima ironia divina: il capo dei pescatori, il pescatore di uomini, viene ripescato.
 
È stupenda l'immagine della Chiesa che chiude questo passo del Vangelo. Una Chiesa che è una comunione di fragilità, di dubbi, di paure. Una comunità di gente «di poca fede». Una comunità che non mostra i muscoli, che non si crede migliore degli altri ergendosi a giudice del mondo. Ma una comunità conscia del propri limiti, delle proprie difficoltà e dei propri peccati, che piega le ginocchia e il capo e si affida totalmente a Dio.
 
 

 
Letture:
1 Re 19,9.11-13
Salmo 84
Romani 9,1-5
Matteo 14,22-33
 
 
 

 
al Vangelo secondo Matteo (Mt 14,22-33)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull'altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
 
 

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